
Catanzaro - I sindacati si schierano contro la Regione in merito al ruolo dei medici di famiglia nella somministrazione dei test sierologici al personale scolastico. "Con disappunto - scrivo Rosalbino Cerra (segretario regionale Fimmg), Francesco Esposito (segretario nazionale Fismu), Paolo Guglielmelli (segretario organizzativo regionale Smi), Francesco Masotti (Segretario regionale Cgil medici) e Nino Accorinti (Segretario regionale Cisl medici) - le organizzazioni sindacali firmatarie rilevano che la recente ordinanza n. 63 del 21 agosto stabilisce un’obbligatorietà da parte dei medici di medicina generale alla partecipazione all’esecuzione dei test sierologici al personale scolastico. Nel protocollo d’intesa firmato a livello nazionale tale partecipazione, a giudizio delle organizzazioni sindacali firmatarie, era su base volontaria. Qui bisogna rimarcare la colpevole incapacità del dipartimento a non aver dato applicazione ai DCA 65 e 161 del Commissario ad Acta, se si fosse data applicazione in tutto il territorio regionale alle AFT ed UCCP il problema non si sarebbe posto, queste hanno personale e strutture idonee ad eseguire i test in sicurezza. Nei singoli studi dei medici di famiglia si rilevano a volte, criticità di non facile soluzione. In base alle linee guide anticovid infatti l’accesso agli ambulatori è regolato da criteri rigidi (percorsi differenziati, accesso su appuntamento, sanificazione dell’ambulatorio, differenziazione dai normali orari di ambulatorio) tutte criticità di difficile soluzione".
"Resta inoltre profonda delusione - proseguono - per il comportamento del Direttore del Dipartimento della Salute, a cui è stato chiesto ripetutamente un incontro sempre disatteso, e che anche in questo caso, non ha avuto la sensibilità di convocare le organizzazioni sindacali per un confronto costruttivo, come avvenuto in quasi tutte le regioni. In quella sede avremmo trovato le opportune soluzioni per consentire ai medici di famiglia di partecipare in sicurezza ai test. Ricordiamo il pesante tributo, anche in termini di vittime, che i medici di famiglia hanno pagato nella lotta al Covid. Invitiamo pertanto la presidente Santelli a modificare l’ordinanza ripristinando la volontarietà della partecipazione da parte dei medici di famiglia allo screening, nel frattempo, se convocati, saremo ben felici di dare in nostro contributo in termini di proposte e soluzioni per consentire ai nostri ragazzi di riprendere le attività scolastiche in assoluta sicurezza".
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