
Lamezia Terme - Non poteva mancare, nell’ultima serata di Trame, un incontro specifico sul presente e sul futuro della città che ospita il Festival, attuale teatro di una situazione quanto mai delicata. “Lamezia 2.0”, condotto dalla giornalista Claudia Strangis, direttore della testata “Il Lametino”, ha aperto un dibattito fra quattro protagonisti importanti della vita istituzionale regionale che si trovano attualmente a fare i conti con questa situazione: il Prefetto Luisa Latella, il Procuratore aggiunto della Dda di Catanzaro Giovanni Bombardieri, il nuovo capo della Procura cittadina Salvatore Curcio, la coordinatrice regionale dell’associazione antiracket Maria Teresa Morano. L’immagine che emerge di Lamezia, definita dalla Latella “cuore della Calabria”, è piuttosto controversa ma in questo quasi paradigmatica dell’intera regione: un coacervo di positività e negatività che reciprocamente si mescolano e si respingono, e di contro una società civile che fa fatica a reagire.
VIDEO
“Si riscontra in questa città una grande capacità di rigenerazione della criminalità organizzata.” – dice Bombardieri, dopo il riferimento della Strangis alle numerose operazioni giudiziarie condotte, quali Medea, Chimera, Andromeda, e in ultimo Crisalide. Sarebbe infatti impressionante il fenomeno delle “nuove leve”, ovvero di giovani poco più che ventenni che si “accoscano”, ovvero si avvicinano alle famiglie mafiose mettendosi al loro servizio: "Il problema – afferma ancora Bombardieri - è che le nuove leve sono sempre più giovani. Si è continuato a delinquere, c’ è una capacità di rigenerarsi della criminalità nel lametino che è impressionante. “Potremmo avere le migliori strutture sovraordinate e il miglior apparato di polizia – dichiara Curcio – ma se non recuperiamo il senso etico della vita e non capiamo che non si può perseguire il proprio benessere personale andando a discapito degli altri, non andremo da nessuna parte. Occorre fare una scelta di fondo. Capire da che parte vogliamo stare".

Ed è proprio questa la scelta che la Morano, attraverso l’associazione antiracket, si propone di accompagnare, seguendo il percorso degli imprenditori – tanti ma ancora non abbastanza – che decidono di denunciare i propri estorsori. La discussione si sposta da qui nuovamente sulle questioni giudiziarie ancora aperte a Lamezia, ed immancabile è il riferimento alle ripercussioni della commissione d’accesso al comune di Lamezia. “Se si è giunti a questo – dichiara la Latella, mantenendo la dovuta discrezione – è perché c’erano i presupposti per avviarla”. Il Prefetto avanza delle preoccupazioni di carattere generale sulla risolutività di uno scioglimento per infiltrazioni, che si è già verificato in molti comuni della regione in maniera reiterata senza sbloccare la situazione. “Ma esistono dei fattori che emergono e portano a scelte che si è costretti a fare” conclude il Prefetto. “Cosa si può fare per uscire da questa situazione?” chiede a questo punto la giornalista, suscitando risposte che evidenziano alcuni lati positivi già esistenti. Ad esempio, sempre secondo la Latella, lo stesso Festival Trame rappresenta un ottimo punto d’inizio.

Il neo procuratore Curcio inoltre evidenzia come la città, in particolare in questi ultimi anni, ha fatto dei grandi passi avanti. “La società e quindi i cittadini devono riappropriarsi della legalità e del proprio futuro" aggiunge infine Bombardieri. L’incontro si chiude con la consegna al dottor Borelli, primo dirigente del Commissariato di Lamezia che si trasferirà a Macerata, di un poster ricordo della manifestazione consegnato dal presidente dell’antiracket Armando Caputo.
Giulia De Sensi



© RIPRODUZIONE RISERVATA