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Lamezia Terme – “Le segnalazioni anonime dei lavoratori confermano quanto denunciato da anni dalla UGL Trasporto Aereo Calabria. Nel mirino il management di Sacal Ground Handling, il socio pubblico e gli organismi di vigilanza: “Il sistema aeroportuale calabrese rischia il collasso se non si interviene subito”. Non siamo più davanti ad una semplice vertenza sindacale”. È quanto rendono noto dal sindacato che parlano di “una questione che riguarda la sicurezza del lavoro, la qualità del servizio, il futuro dei lavoratori e la credibilità dell’intero sistema aeroportuale calabrese. Le segnalazioni pervenute in forma riservata alla UGL Trasporto Aereo Calabria confermano quanto la nostra organizzazione denuncia ormai da anni. I lavoratori, chiedendo espressamente di rimanere anonimi per il timore di possibili ripercussioni, raccontano una realtà fatta di organici insufficienti, turni massacranti, carichi di lavoro ormai insostenibili e crescente esasperazione. Particolarmente significative sono le testimonianze provenienti dallo scalo di Lamezia Terme, dove gli operatori descrivono una situazione di estrema sofferenza organizzativa: personale costretto a svolgere contemporaneamente più mansioni, ritardi nella riconsegna dei bagagli, tensioni con l’utenza e condizioni di lavoro che, secondo quanto riferito dagli stessi lavoratori, avrebbero persino esposto gli operatori a rischi per la propria incolumità. Emblematica la segnalazione giunta appena ieri alla nostra organizzazione: soltanto sei lavoratori impegnati nella gestione di ben diciannove voli. La frase pronunciata da uno degli operatori racconta meglio di qualsiasi dato statistico il livello di esasperazione raggiunto: “Stiamo scoppiando.” Le criticità denunciate dai lavoratori di Lamezia Terme hanno trovato ulteriore conferma nel fine settimana appena trascorso, caratterizzato da evidenti difficoltà operative e da una fortissima pressione sul personale di handling. Lamezia Terme rappresenta oggi il caso più evidente e più preoccupante, ma non è un caso isolato”.

La UGL Trasporto Aereo Calabria, fanno sapere in una nota: “continua infatti a raccogliere segnalazioni anche dagli aeroporti di Reggio Calabria e Crotone, dove, pur con volumi di traffico differenti, vengono denunciate problematiche analoghe: carenze di personale, crescente pressione operativa, difficoltà organizzative e assenza di un adeguato rafforzamento degli organici. La differenza è soltanto nelle dimensioni del fenomeno. Le criticità riguardano ormai l’intero sistema aeroportuale regionale. A rendere ancora più gravosa la situazione contribuisce il fattore climatico. Gli operatori aeroportuali lavorano quotidianamente sui piazzali, esposti per ore alle elevate temperature, al sole e al calore irradiato dagli aeromobili, affrontando uno stress fisico che si somma a ritmi di lavoro ormai insostenibili. Ci chiediamo perché, mentre la Regione Calabria ha ritenuto opportuno prevedere specifiche misure di tutela per altri lavoratori esposti alle ondate di calore, analoga attenzione non venga riservata anche ai lavoratori aeroportuali, che operano in condizioni climatiche altrettanto gravose. La salute e la sicurezza non possono conoscere lavoratori di serie A e lavoratori di serie B”.

Dal sindacato puntualizzano: “La straordinaria adesione allo sciopero del 24 giugno avrebbe dovuto rappresentare un inequivocabile segnale d’allarme. Ha invece certificato il profondo disagio di una categoria che continua a garantire il servizio andando ben oltre i propri limiti. Eppure Sacal Ground Handling continua a tacere”. Per queste ragioni, informano ancora “preso atto dell’assoluta assenza di qualsiasi riscontro da parte dell’azienda, UGL Trasporto Aereo Calabria preannuncia una seconda azione di sciopero della durata di 24 ore, che sarà formalmente proclamata nel rispetto delle procedure previste dalla normativa vigente. Non consentiremo che il prezzo dei record di traffico e dello sviluppo degli aeroporti calabresi venga pagato esclusivamente dai lavoratori”.

L’organizzazione richiama alle proprie responsabilità “il management di Sacal Ground Handling, SACAL, il socio pubblico di maggioranza, la Regione Calabria e tutti gli organismi chiamati ad esercitare attività di controllo e vigilanza, affinché intervengano senza ulteriori indugi per rafforzare gli organici, stabilizzare il personale precario, rinnovare il parco mezzi e garantire adeguate misure di tutela ai lavoratori aeroportuali”. E, conclude il segretario regionale Luciano Amodeo: “Per anni ci è stato detto che gli aeroporti calabresi dovevano crescere. Sono cresciuti. Adesso è arrivato il momento di far crescere anche il numero dei lavoratori, la sicurezza, gli investimenti e il rispetto per chi ogni giorno rende possibile questo sviluppo. Diversamente, il vero rischio non sarà più soltanto la protesta dei lavoratori, ma il progressivo indebolimento di un’infrastruttura strategica per la Calabria. Il tempo del silenzio è finito. Adesso è il tempo delle responsabilità”.

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