
Roma - "L'ispezione eseguita sabato è una prerogativa di un parlamentare e penso sia dovere di qualunque rappresentante delle Istituzioni provvedere affinché il diritto alla salute venga rispettato anche in Calabria, anche in provincia di Cosenza". Così il senatore e presidente dell'Antimafia Nicola Morra. "Questa ispezione è avvenuta a seguito di segnalazioni di cittadini che mi chiedevano d'intervenire vista la scarsità di vaccini ricevuti dai calabresi e, quindi, anche in provincia di Cosenza. Non vedo nulla di strano se il Presidente dell'antiantimafia, parlamentare eletto in Calabria, si interessa ed interviene".
"Riguardo alle polemiche: mi farebbe piacere che mi si spiegasse come avrei perorato la causa dei miei suoceri o dei miei genitori. Purtroppo sia i miei genitori che mio suocero sono venuti a mancare tempo fa. Mentre mia suocera si è già vaccinata circa quindici giorni fa poiché rientrante per ragioni anagrafiche nelle categorie a rischio" aggiunge il presidente della Commissione Antimafia che riguardo alla sua "ispezione" nei locali dell'ASP di Serra Spiga (Cosenza) dice di aver "incontrato il Dott. Mario Marino responsabile della centrale operativa territoriale, e l'ho messo telefonicamente in contatto con il Sottosegretario Pierpaolo Sileri, con il Dott. Giuseppe Longo Commissario alla sanità per la regione Calabria e con il Dott. Vincenzo La Regina Commissario dell'ASP cosentina al fine di migliorare il servizio prenotazione e tutto quanto riguardi la somministrazione vaccinale in Calabria".
"Mia vicenda raccontata in modo grottesco"
"Sono balzato agli onori della cronaca per vicende che sono state raccontate in maniera inverosimile e dunque grottesca" . Così il senatore e presidente della Commissione Antimafia in un video su Fb dove torna sulla vicenda della sua "ispezione" presso presso l'azienda sanitaria provinciale di Cosenza. "Sabato mattina - racconta - mi sono recato presso gli uffici per ottenere informazioni sulle modalità di prenotazioni per il vaccino degli ultraottantenni e mi è stato detto, dall'unico dipendente che ho trovato quella mattina in sede, di fare un numero telefonico del Cot, la centrale operativa territoriale: sono rimasto 17 minuti a sentire la gentile voce del risponditore automatico che mi diceva che gli operatori erano impegnati e di attendere in linea". "Tutto questo - precisa - può essere testimoniato dalle tutele che sono obbligate ad accompagnarmi essendo io un soggetto sotto tutela di terzo livello e quindi con 2 poliziotti che in luoghi pubblici devono stare sempre accanto a me".
© RIPRODUZIONE RISERVATA