
Crotone - "Abbiamo un pensiero di preghiera particolare per le decisioni che saranno assunte per la Abramo: chiediamo al Signore ed a tutte le persone di buona volontà che questo tesoro prezioso sia custodito e promosso". Lo ha detto l'arcivescovo di Crotone-Santa Severina, mons. Angelo Panzetta nell'omelia dedicata in particolare ai lavoratori della Abramo Customer Care, azienda in concordato fallimentare che in Calabria occupa 4.000 persone di cui 1.200 solo a Crotone. Proprio oggi scadeva il termine per presentare il piano concordatario dell'azienda al Tribunale di Roma. Nelle prossime settimane si attendono le decisioni dei giudici sull'offerta di acquisto presentata dalla azienda reggina System House.
"Questo - ha detto l'arcivescovo durante la messa celebrata nella chiesa Del Santissimo Salvatore nel quartiere dove si trova l'azienda - è un momento di preghiera al Signore per implorare il suo aiuto e chiedere la grazia del lavoro per la nostra gente e il nostro territorio. Lo facciamo non solo per motivi legati alle ricadute economiche, ma per un motivo più profondo e antropologico perché senza lavoro non c'è dignità. Non c'è progettualità". Mons. Panzetta ha allargato la riflessione alla situazione generale del territorio e sottolineato la sua preoccupazione: "Senza il lavoro tutta l'educazione alla legalità rischia di portare a esiti di scoraggiamento e di non essere compresa nella sua verità. Il rischio è che la crisi travolga le piccole realtà sul territorio. Io prego il Signore ogni giorno per questo, prego per tutte le attività lavorative nel territorio perché non siano travolte, prego per le piccole realtà che costituiscono un presidio importante. Altrimenti consegneremo il nostro territorio all'illegalità". Mons. Angelo Panzetta ha evidenziato l'importanza di fare squadra. "Sono contento - ha detto - di aver saputo che la vicenda della Abramo ha costituito una occasione di convergenza sul territorio che non sempre c'è. Questa è stata una bella occasione nella quale finalmente è stato messo da parte il proprio punto di vista e tutti si stanno dando da fare perché questa vicenda non cada nel nulla e la sorte di queste persone, nel contesto calabrese più 4000 persone, abbia buon fine. Ogni agenzia, ogni istituzione deve fare la sua parte perché ogni buono nella nostra gente possa costituire un futuro migliore".
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