Naufragio migranti: alcune salme in trasferimento a Bologna, in Germania e in Afghanistan

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Crotone - Alcune salme di migranti morti nel naufragio del 26 febbraio a Steccato di Cutro partite nella notta da Crotone alla volta del cimitero islamico di Bologna. In base all'accordo raggiunto ieri dalla Prefettura con i familiari dei migranti, dovrebbero partirne altre 21, ma nelle ultime ore sono nate delle incertezze sul numero effettivo delle bare che saranno trasferite. Alcuni familiari che in un primo momento avevano detto sì, adesso ci starebbero ripensando perché, dicono, non avevano compreso appieno il senso del trasferimento. La decisione di portare le salme a Bologna, era stata presa ieri dal Viminale come "soluzione provvisoria e non definitiva", per "dare immediata dignità alle salme" anche perché "in Afghanistan non è semplice procedere nell'immediato al rimpatrio", visto il regime talebano al governo. Decisione che aveva provocato la protesta dei familiari, poi rientrata dopo l'opera di mediazione della Prefettura.

Le prime sette salme sono arrivate a Bologna 

Sono state trasferite a Bologna sette salme dei migranti morti nel naufragio del 26 febbraio a Steccato di Cutro, in provincia di Crotone. Le bare - una di queste è piccola e bianca - sono state posizionate all'interno della sala del commiato "Guido Stanzani" del cimitero di Borgo Panigale.

Arrivati a Bologna anche 5 familiari vittime

Dopo i sette feretri partiti da Cutro e arrivati questa mattina alle 10.50 al cimitero di Borgo Panigale a Bologna, alle 13 circa sono arrivati anche 5 familiari delle vittime del naufragio, che hanno viaggiato separatamente. "In questo momento è in corso l'accoglienza dei familiari a cura del Comune di Bologna - fa sapere la stessa amministrazione comunale - con un mediatore linguistico e il pronto intervento sociale, per far fronte alle prime esigenze". I familiari saranno ospitati in una struttura ricettiva, messa a disposizione dal Comune, sino al termine del rito funebre. "Insieme agli operatori è presente la capo di gabinetto del sindaco Matteo Lepore, Matilde Madrid, che sovrintende le operazioni in contatto costante con il ministero dell'Interno, per gestire l'accoglienza", conclude il Comune.

Domani 8 salme in Germania, 16 poi in Afghanistan

Delle 72 vittime del naufragio di Crotone, il 6 marzo una di nazionalità afghana è stata inumata nel cimitero di Crotone; il giorno dopo una tunisina è stata rimpatriata in Tunisia, una afghana è stata trasferita in Germania e 4 in Pakistan. Ieri, poi, sette salme sono state trasferite presso il cimitero musulmano di Bologna. Lo fa sapere il Viminale, aggiungendo che domani è in programma il trasferimento di 8 salme alla volta della Germania ed è in fase di preparazione il trasferimento di 16 ulteriori verso l'Afghanistan. Quest'ultimo trasferimento, organizzato da un'agenzia di onoranze funebri tedesca, prevede il passaggio delle salme attraverso la Turchia e, da lì, in Afghanistan d'intesa con i familiari delle vittime. Completati questi trasferimenti, resterebbero da trasferire ancora 34 salme per le quali sono in corso interlocuzioni tra i funzionari del ministero inviati sul posto ed i familiari delle vittime. In merito a tutta la vicenda, viene sottolineato, "vanno considerate le difficoltà oggettive del trasferimento delle salme in Afghanistan".

Prefettura Crotone: “Assicurata assistenza famiglie vittime”

La prefettura di Crotone fa sapere di aver "assicurato assistenza ai superstiti e alle famiglie delle vittime dal giorno del naufragio". La Prefettura inoltre "ha assicurato il supporto necessario alle amministrazioni locali ai fini della inumazione delle salme o del loro trasferimento presso altre località del Paese o all'estero, dopo la necessaria e complessa attività svolta dal comune di Cutro per la redazione dei certificati di morte e dei passaporti mortuari. Per le spese relative alle onoranze funebri e di immediata assistenza, è stata assicurata copertura con fondi del ministero dell'Interno".

La prefettura, rileva il Viminale, "ha assicurato, inoltre, d'intesa con la regione Calabria, ospitalità presso strutture alberghiere a circa una ottantina di parenti delle vittime. I superstiti sono stati ospitati in una prima fase nel Cara di Crotone e successivamente nelle stesse strutture alberghiere in cui erano ospitati i loro parenti". Al fine di agevolare i contatti con i superstiti e le famiglie delle vittime, sono stati inviati a Crotone rappresentanti del Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione che sono stati affiancati da quelli dell'Unhcr e dell'Ucoi, i quali hanno tenuto colloqui individuali con tutti i parenti delle vittime anche al fine di poter il più rapidamente possibile soddisfare le richieste degli stessi riguardanti il trasferimento delle salme. Nella serata di ieri, grazie all'attività di mediazione svolta dai funzionari, i parenti delle vittime hanno rimosso il blocco stradale e permesso l'uscita di alcuni carri funebri diretti a Bologna.

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