
Lamezia Terme - Si trascina da troppo tempo, secondo le associazioni operanti sul territorio e le segnalazioni dei cittadini, la situazione di precarietà attorno al cimitero di Nicastro, un luogo importante per la vita della comunità, che sarà presto meta di innumerevoli visitatori in occasione della festività dei defunti. A parlare sono in particolare l’Associazione “Quartiere Capizzaglie” e l’Associazione “Italia Nostra” che si occupano del problema da mesi seguendone costantemente gli sviluppi. “Perfino andare al cimitero è diventata un’impresa, come fare la gimkana”, ci dice Giuseppe Gigliotti di “Italia Nostra”, “I nostri anziani, particolarmente in caso di pioggia, rischiano di rimanere impanati in auto nelle buche lungo la strada e sul piazzale. Molte sono persone che vi si recano ogni settimana, alcune ogni giorno: è pericoloso, oltre ad essere una questione di decoro”. “Più che buche, sono crateri”, mettono in chiaro dall’associazione “Quartiere Capizzaglie”, “Ci auguriamo che per il 2 novembre possano almeno partire i lavori di manutenzione da parte del Comune”. Alcune buche sono state rattoppate negli ultimi giorni, è stata fatta manutenzione ma permane una condizione di insicurezza.

Ma il problema, a quanto pare, non è solo quello della manutenzione del manto stradale nelle aree prospicienti il luogo di culto. Le associazioni parlano infatti anche della carenza di loculi disponibili per le nuove sepolture. Anche questo sembra essere un problema annoso, denunciato già a maggio scorso, quando le salme in attesa si erano pericolosamente accumulate nei locali di sosta, con evidenti disagi dal punto di vista igienico, oltreché per i familiari. Un problema al quale il Comune avrebbe cercato di far fronte attraverso un bando per circa 200 nuovi posti. “Ma è un numero insufficiente”, dicono i rappresentanti delle associazioni, “perché la “lista d’attesa” è piuttosto lunga”. Il fatto avrebbe una spiegazione piuttosto macabra. “Bisogna sapere che al momento, per tamponare il disagio, i defunti vengono “parcheggiati” in maniera provvisoria in cappelle prestate da parenti, in attesa che si liberino o che si creino dei posti nei loculi. Ce ne saranno diverse decine sospesi in questa situazione. Quando non è possibile sistemarli provvisoriamente, e le salme si accumulano, i parenti vengono spinti, in maniera sottile o apertamente indotta, a optare per la cremazione. In alternativa, ultimamente, i morti vengono interrati, utilizzando quelle aree interne che sarebbero destinate al verde. C’è da dire anche che a Lamezia muoiono circa dodici persone al giorno: i nuovi loculi predisposti dal Comune basteranno, in ogni caso, solo per poco tempo”.
Un problema aperto, dunque, quello sollevato dalle associazioni di cittadini, che attende una soluzione stabile, e non semplicemente un placebo o un rimedio provvisorio per tamponare l’emergenza.
Giulia De Sensi







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