Lamezia, "Siamo tutte Mahsa": striscione delle associazioni su corso Numistrano in solidarietà alle donne iraniane

donne-iraniane_831ef.jpg

Lamezia Terme - Mentre prosegue senza sosta la protesta delle donne in Iran anche Lamezia Terme si schiera a favore di tutte coloro che hanno perso la vita insieme a Mahsa Amini, Hadith Najafi e, secondo dati diffusi dalla Ong Iran Human Rights, ad altre 133 persone – uomini compresi – uccise finora negli scontri, nell’intento di difendere diritti elementari. Morti che certamente non sono vane, se la loro eco scuote il mondo fino ad arrivare qui, in una città che non rimane sorda al grido di ribellione che attraversa il Mediterraneo. La sentono forte le associazioni lametine e in un coro a più voci si uniscono alla protesta. Lo fanno le donne di Non Una Di Meno, che stamattina hanno affisso sulla balconata del Palazzo Municipale ex servizi sociali di Corso Numistrano, uno striscione per esprimere alle donne iraniane piena solidarietà, dove si legge a caratteri cubitali: “Siamo tutte Mahsa – Donna, vita e libertà” e a seguire il logo dell’associazione. “Il Nodo di NUDM Lamezia Terme-Catanzaro - si legge in una nota - aderisce all’appello globale di protesta a sostegno delle donne iraniane, contro il regime islamico e i femminicidi di Stato, e come segno visibile contro ogni forma di negazione delle libertà delle donne sceglie di esporre uno striscione nel centro città”.

Anche l’Associazione Donne Medico, presente e radicata a Lamezia Terme, aderisce alla protesta attraverso un comunicato diffuso dalla sede nazionale e firmato dalla presidente AIDM Antonella Vezzani, nel quale si esprime “piena solidarietà alle donne iraniane che in questi giorni protestano per la morte della studentessa 22enne, Mahsa Amini, mentre era sotto custodia della polizia morale di Teheran e condanna con sdegno la violenza esercitata sulle donne dallo stato iraniano. Le donne iraniane sono imbrigliate in un reticolo di regole, pratiche e divieti, di repressione e di terrore, che nulla hanno a che vedere con il concetto di “specificità culturali” con cui si cerca di truccarli agli occhi del mondo intero. Le donne iraniane, insieme a molti uomini iraniani, protestano contro l’ingiustizia quotidiana a cui ogni donna iraniana è soggetta, in una nazione in cui una giovane donna può essere ammazzata per non aver sufficientemente coperto i capelli. L’AIDM condanna con determinazione la violenta risposta del regime iraniano e ritiene opportuno l’intervento delle Organizzazioni Internazionali che a tutt’oggi restano in silenzio e a cui si chiede con urgenza un intervento a difesa dei diritti umani che in Iran sono quotidianamente violati. L’Associazione Italiana Donne Medico, ben conscia che libertà e sicurezza sono sinonimi di salute, sono solidali con tutte le donne iraniane soggette a queste spietate violenze, e con tutti gli uomini iraniani che le sostengono”. Si prevedono nei prossimi giorni iniziative ulteriori, in particolare dalla Progetto Sud, da sempre sensibile alle tematiche dei diritti violati, mentre l’intera comunità locale si sente interpellata da eventi di portata internazionale, in un’ottica che comprende e coinvolge tutta la società civile.

Giulia De Sensi

© RIPRODUZIONE RISERVATA