Lamezia, ingegnere Materazzo critica le scelte urbanistiche dell'amministrazione

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Lamezia Terme - "Sono fermamente convinto che ogni realtà che produce sottosviluppo ha come origine fondamentale l’incompetenza della sua classe dirigente. La competenza in un determinato settore, come l’urbanistica, è il caso del Psc di Lamezia Terme, non si dimostra portando estratti di sentenze, ma dimostrando che conoscendo l’argomento si riesca a spiegare all’interlocutore, il perché di un scelta, che non deve essere interpretazione, ma polpa della disciplina". Ad affermarlo è l'ingegnere Pasquale Materazzo, che aggiunge: "Senza andare a secoli addietro, quando uno strumento urbanistico deve essere soppiantato da un altro, più efficace ed attuale, ci deve essere un periodo di passaggio dall’uno all’altro. L’art. 60 della l.e.u. n.19/2002, stabilisce in armonia con le leggi nazionali, che con l’adozione del nuovo strumento urbanistico scattano i temi di salvaguardia, che agiscono per tre anni o cinque anni a seconda del procedimento amministrativo adottato, per passare alla sua attuazione. Non è difficile comprendere che questo periodo di salvaguardia è stato istituito perché nel tempo occorrente tra l’adozione e l’approvazione del nuovo strumento urbanistico si consentisse di autorizzare interventi edilizi che non potessero comportare contrasti con le previsioni del nuovo strumento urbanistico".

"Pertanto - spiega Materazzo - il periodo di salvaguardia, che può durare anche qualche anno, consente di realizzare interventi che devono essere conformi ad entrambi i piani, o come si suole dire, è possibile la soluzione più restrittiva che i due piani consentono. E’ banale, e non è certo una illuminazione divina immaginare che stiamo parlando di Permessi di Costruire, d’altronde, i Piani urbanistici si realizzano con i Permessi di Costruire, non c’è altro strumento. Volendo formulare un “parabola” si potrebbe dire che i tempi di salvaguardia sono quel ponte che unisce due insiemi, il vecchio Piano ed il Nuovo. E’ evidente che se si superano i tre anni previsti dell’art. 60 citato, il citato ponte non c’è più, è crollato, dei due Piani quello che risulta approvato è il vecchio Piano, il nuovo che è stato solo adottato e non approvato non esiste più. In sostanza bisogna ricominciare dal Piano esistente, adottare il nuovo Piano, e la semplice adozione fa ripartire i tempi di salvaguardia e si ricostituisce il ponte tra il vecchio ed il nuovo Piano".

"E’ allarmante - prosegue - che in regione, una cosa così banale sia interpretata politicamente e non tecnicamente, né è pensabile che sia la regione ad essere responsabile degli errori che fa il comune di Lamezia Terme". "Pertanto affermare che il superamento dei tre anni non fa decadere la delibera di adozione" secondo Materazzo non corrisponde al vero. "Se il PSC fu adottato il 2015, tra l’altro da Speranza, con dodici voti a favore in Consiglio, come si può immaginare che dopo quasi otto anni dall’adozione, otto anni durante i quali si è attuato il PRG, oggi si passi ad altro strumento urbanistico, non solo non rispettando la Legge, ma senza capire quali sono i possibili contrasti per le scelte urbanistiche diverse che sottendono i due Piani".

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