Associazione 'Lamezia Libera': "Politici e parlamentari difendano gli interessi della città"

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Lamezia Terme – “Occorre una mobilitazione generale contro le scelte scellerate del Presidente della Giunta regionale calabrese Roberto  Occhiuto, scelte che penalizzano la città di Lamezia Terme. Quali: l’istituzione dell’hub della Ryanair all’aeroporto di Reggio Calabria, depotenziando così l’aeroscalo lametino, il ventilato trasferimento della base nazionale dei canadair all’aeroporto di Crotone e oggi la soppressione di varie unità complesse e semplici dell’ospedale di Lamezia Terme”. È quanto si legge in una nota dell’associazione Lamezia Libera.

“L’ospedale lametino non si tocca e va difeso senza se e senza ma. In esso, non solo devono rimanere ed essere rafforzati tutti i servizi esistenti, devono essere ripristinati tutti quei reparti che, per scelte politiche effettuate per il potenziamento delle strutture sanitarie di Catanzaro, sono stati soppressi. In primis bisogna ripristinare la Terapia Intensiva Neonatale (TIN), come stabilito dalla Società Italiana di Neonatologia per quei punti nascita di una certa importanza qual è quello di Lamezia, e il reparto di malattie infettive, per il quale esiste un cospicuo finanziamento per la costruzione dell’edificio che lo dovrebbe ospitare – proseguono - Inoltre, occorre ripristinare tutti quei reparti che nel corso degli anni sono stati soppressi. Il risanamento del bilancio sanitario calabrese non può avvenire penalizzando il nosocomio lametino, ma bisogna sopprimere quella marea di reparti doppi e tripli ubicati a Catanzaro. Inoltre, il nosocomio lametino deve ospitare il Trauma Center   previsto da tanto tempo nella città della Piana e per il quale tempo fa furono stanziati anche i fondi necessari. Deve essere realizzata l’emodinamica e bisogna realizzare il centro grandi ustionati previsto dal piano sanitario del 1994. L’ospedale civile ‘Giovanni Paolo II’ ha una storia importante che Occhiuto e i suoi seguaci probabilmente disconoscono. L’ospedale di Lamezia ha annoverato primari di fama nazionale e non solo, quali: il Professore Diego Menniti, primario del reparto di ortopedia e traumatologia, proveniente dalla scuola del Professore Scaglietti di Firenze, il Professore Alfredo Giraldi, primario del reparto di medicina e docente in semiotica all’università di Pavia, i Proff. Virgillo (padre e figlio) luminari della chirurgia che operavano anche in Svizzera, il prof. Franco  Borrello, primario di chirurgia d’urgenza, il Prof. Salvatore  Frasca, primario del reparto oculistico e docente a Bologna e tanti altri bravissimi primari che non vengono elencati solo e soltanto per ragione di spazio. L’ospedale di Lamezia è stato in senso assoluto il primo nosocomio in Calabria ad avere il reparto di Terapia Intensiva Neonatale (TIN), che è stato dichiarato un’eccellenza a livello nazionale ed ha salvato la vita a centinaia di neonati, non solo dell’intera Calabria ma anche di altre regioni. Non bisogna dimenticare il neonato giunto con un aereo militare da Cagliari e salvato nella TIN di Lamezia. Nella città della Piana, purtroppo, da quando la TIN è stata soppressa non possono più avvenire parti prematuri o gemellari, con gravi disagi per le future mamme che sono costrette a recarsi a Catanzaro, Cosenza, Reggio C. o addirittura a Crotone, dove per paradosso la TIN continua ad esistere pur non essendo ospedale hub. Bisogna doverosamente ricordare altre eccellenze: il reparto di malattie infettive, il centro trasfusionale che forniva sacche di sangue a tutti gli ospedali calabresi ed oggi è diventato una semplice emoteca, il reparto di urologia, il reparto di otorinolaringoiatra, il reparto oculistico,  il reparto di Pediatria (fiore all’occhiello dell’intera Calabria) diretto con amore, passione, disponibilità e grande professionalità dal dott. Sergio Rubino e tanti altri reparti che rappresentavano un’eccellenza per Lamezia e non solo, e che oggi alcuni di essi non esistono più”.

“Purtroppo, l’ospedale di Lamezia Terme ha iniziato il suo declino nel lontano 2007 quando era assessore alla sanità, con il governo di centrosinistra guidato da Agazio Loiero, la lametina Doris Lo Moro. Infatti, in quell’anno la regione Calabria decide di sopprimere l’ASL n.6 di Lamezia per accorparla a quella di Catanzaro con la denominazione di Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro (ASP) – spiegano - Il suo inesorabile declino continua con il Governo regionale di centrodestra con il reggino Scopelliti (Presidente della giunta regionale) e il lametino Talarico (Presidente del Consiglio regionale). Oggi a voler dare il colpo di grazia al nosocomio lametino, ci pensa il governo di centrodestra con il cosentino Occhiuto (Presidente della Giunta regionale) e il catanzarese Mancuso (Presidente del Consiglio regionale).  Il nosocomio lametino, realizzato per 700 posti letto con ampi parcheggi e situato al centro della Calabria, non può più essere mortificato e bistrattato da nessuno. Adesso basta, Lamezia Terme non deve più essere considerata la crocerossina della Calabria. Si sopprime la casa circondariale “San Francesco” per trasferire l’intero reparto della Polizia Penitenziaria al carcere di Catanzaro al fine di aprire il nuovo padiglione, si sopprime l’ASL lametina per sanare il deficit dell’ASL di Catanzaro, si depotenzia lo scalo aeroportuale “Sant’Eufemia” per risollevare le sorti dei due aeroporti falliti di Reggio C. e Crotone, si smantella la sanità a Lamezia per creare la cittadella della salute a Catanzaro, ecc. Purtroppo, tutti i Presidenti della regione Calabria che si avvicendano nel corso degli anni, dimostrano di non amare Lamezia e, nei confronti di quest’ultima, possono essere paragonati alla medaglietta dell’amore che recita: più di ieri e meno di domani, e così il nuovo Presidente si comporta peggio del suo predecessore e meglio del suo successore. Ora più che mai bisogna lottare per ridare dignità alla città di Lamezia e al suo ospedale, anche perché con l’apertura del nuovo pronto soccorso al policlinico di Germaneto che avverrà a breve, e la realizzazione del nuovo nosocomio (grande spreco di denaro pubblico) sempre a Germaneto, l’ospedale di Lamezia corre il serio rischio di una chiusura definitiva o nei migliori dei casi di una trasformazione a grande ambulatorio medico, come da me annunciato nel lontano 2002”.

“È giunta l’ora che il popolo lametino si ribelli, esca dal letargo che lo caratterizza da sempre e faccia sentire la sua voce. Lamezia è dei lametini e come tale deve essere difesa senza se e senza ma da tutti, in primis dai politici locali – concludono - Non è concepibile che il politico lametino si batte per la riapertura della casa circondariale di Laureana di Borrello e non alza un dito contro la chiusura del carcere di Lamezia; si batte per far stanziare milioni di euro per la realizzazione della Fiera a Catanzaro e non si preoccupa della la fiera di Lamezia che ormai è stata soppressa;  presenta l’emendamento per far  dichiarare il teatro Politeama di Catanzaro monumento nazionale, mentre l’antico complesso monumentale che ospitava la casa circondariale di Lamezia versa nel degrado. Tutto ciò è a dir poco vergognoso”.

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