
Lamezia Terme - Cgil, Cisl e Uil Calabria, insieme per una grande mobilitazione a sostegno della sicurezza e per il diritto alla mobilità sulla Strada statale 106, conosciuta purtroppo come la "strada della morte". Oggi, a Lamezia, conferenza stampa di presentazione dell'iniziativa con i tre segretari regionali, Angelo Sposato, Santo Biondo e Tonino Russo. "L'appello che noi lanciamo al Governo - ha esordito Angelo Sposato della Cgil - visto che domani la Meloni viene in Calabria è che si facciano le cose prioritarie che servono ai cittadini calabresi. Purtroppo questa strada, la 106, è una strada che continua a mietere vittime quotidianamente e noi non ci possiamo più permettere nel 2024 di avere una strada che ancora passa nei centri urbani. Anche l'idea di fare la manifestazione nei del 20 nei centri urbani è la rappresentazione plastica con cui noi rendiamo evidente una contraddizione in termini che non può più essere quella che stiamo vivendo che abbiamo sotto i nostri occhi. Il tema della sicurezza sulla 106 è fondamentale - ha aggiunto Sposato - è una strada che ha bisogno di essere ricostruita, non solo di essere ammodernata, anche per mettere in rete territori della Calabria che sono completamente isolati. In questo momento noi abbiamo chiesto, nonostante abbiamo avuto qualche risposta rispetto agli interventi due lotti, che si faccia velocemente una progettazione per tutto il tracciato e che si individuino le risorse per tutto il tracciato. Questa deve essere una delle priorità della Calabria insieme a quella dell'alta velocità. In questo momento non vogliamo fare polemiche rispetto al tema degli investimenti perché tutto è utile alla Calabria. Noi faremo questa mobilitazione - ha aggiunto Sposato - intanto per unire tutta la Calabria, la faremo su quattro punti: Crosia, Melissa, Bianco e Locri, perché vogliamo dare al Paese e alla nostra regione una speranza che possa modificarsi qualcosa. Noi in questo momento dobbiamo connettere la Calabria con il resto del Paese e con il resto d'Europa. Quindi chiamiamo alla mobilitazione i sindaci, i cittadini perché dobbiamo dare da una parte risposte alle tante vittime sulla 106 e poi per dare una strada moderna sicura e soprattutto che possa essere vettore di sviluppo e non solo di trasporto. Ecco - ha proseguito Sposato - da questo punto di vista la mobilitazione del 20 è una delle prime che faremo, ma poi ne faremo altre sull'alta velocità e su altri temi che riguardano la vertenza Calabri. Con quei 15-16 miliardi che si spendono per il Ponte sullo Stretto - ha concluso Sposato - avremmo potuto fare, o l'alta velocità o la Statale 106. Io credo che in questo momento, tutti i cittadini calabresi e non solo, sanno che le priorità sono altre. Lo abbiamo detto altre volte e lo ribadiamo come Cgil anche oggi. Noi abbiamo detto che in questo momento le priorità della Calabria sono tre: infrastrutture, lavoro e sanità. Su questi temi io credo che a partire dalla 106 le risposte che devono esserci siano quelle delle risorse, della progettazione e dell'apertura dei cantieri per i nuovi lotti".
Tonino Russo (Cisl): "Togliere la Calabria dall'isolamento"
"La 106 è una vertenza importantissima per una regione come quella calabrese. Oltre a dare dignità ai territori come occasione di crescita e di sviluppo, toglie la Calabria dall'isolamento. La 106 non solo è insicura, ma frena quelle che sono le prospettive di un futuro di crescita di questa regione. Noi - ha detto dal canto suo Toinino Russo della Cisl - vogliamo un'accelerazione dei tempi, siamo riusciti ad abbreviare in qualche modo la spesa di 3 miliardi e mezzo con l'incontro con Anas che dovrebbe completare il tratto Sibari-Rossano e poi il tratto Crotone-Catanzaro, però abbiamo un tratto da Catanzaro a Reggio Calabria-Melito Porto Salvo dove ancora manca la progettazione. Quindi abbiamo chiesto ad Anas di accelerare i tempi e capire l'opera complessiva e quanto viene a costare il tratto da Rossano a Crotone dove praticamente ci sono 4 miliardi e mezzo già di progetti che necessitano avere le coperture. Complessivamente - ha proseguito Russo - secondo le notizie che ci ha dato l'Anas servirebbero 15 miliardi. Considerati i tempi della spesa bisogna subito partire, soprattutto perché i tempi di realizzazione sono medio lunghi e con i prezzi che salgono in continuazione il rischio è che si programma un'opera, come spesso avviene in una regione come la Calabria, si aprono i cantieri e non si chiudono mai. Noi abbiamo l'esigenza di chiudere questo cantiere perché è un cantiere che sta mietendo troppe vittime. Ed è un cantiere che sta condizionando negativamente lo sviluppo della Calabria. Con il governo regionale e con il presidente Occhiuto - ha evidenziato Russo - abbiamo avuto un'interlocuzione positiva, si è fatto promotore insieme a noi di convocare Anas e si è dato un'accelerazione a quella che è la spesa già disponibile nella Finanziaria 2022. I tre miliardi, è bene ribadirlo, arrivano perché c'era stato un Tavolo romano dove abbiamo coinvolto anche le organizzazioni sindacali nazionali con i segretari nazionali che hanno in qualche modo convinto il Governo della strategicità di questa strada che non lo è solo per la Calabria. Questa è una strada strategica per il Paese perché è una strada alternativa. Perché - ha concliso Russo - una regione come la Calabria, fragile anche dal punto di vista orografico, e abbiamo visto in passato che quando si è interrotta l'A2, unica via di collegamento con la Sicilia, è rimasta paralizzata tutta la viabilità tra le due regioni".

Santo Biondo (Uil): all'Anas chiediamo entro l'anno l'intera progettazione della 106
Per Santo Biondo della Uil "la mobilitazione serve per mantenere al centro dell'attenzione il tema della 106 che per la Calabria è la priorità infrastrutturale, sia per quanto riguarda la connessione, sia per quanto riguarda la questione della sicurezza. Ci approcciano al prossimo Documento di economia e finanza che dovrebbe essere fatto ad aprile e chiediamo al Governo di mantenere l'impegno costante sulla Calabria. Anche nella prossima legge di Bilancio ci devono essere dei finanziamenti per nuovi tratti che bisogna cantierizzare sulla 106 e poi bisogna confermare l'impegno di Anas a consegnare entro quest'anno l'intera progettazione della 106, perché si sappiamo che si sono tratti non progetti tra Catanzaro e Reggio Calabria, se manca la progettazione non ci possono essere i cantieri non ci possono essere i finanziamenti. Noi cerchiamo - ha aggiunto Biondo - con questa iniziativa di mantenere al centro dell'attenzione il tema della 106, perché non vorremmo che in questo bailamme di finanziamenti, di promesse infrastrutturali, si mettesse al margine della discussione il tema della 106, abbiano faticato tanto in questi anni per farlo ritornare al centro della discussione calabrese e questione meridionale. Adesso chiediamo che ci sia una spinta forte sui finanziamenti e sulla progettazione, perché non è impossibile che si possa lavorare sull’intero tratto e sui cantieri e non invece aspettare che conclusa un tratto per poi pensare ad un altro. È fondamentale lavorare su più tratti e noi questo lo vogliamo dire molto chiaro. Chiediamo alle istituzioni calabresi - ha evidenziato altresì Biondo - ai parlamentari, al presidente della Regione, al Consiglio regionale di continuare a battere con questo governo nazionale che non sta facendo del Mezzogiorno una questione fondamentale. Non dimentichiamo che la 106 rappresenta un terzo del nostro territorio che quindi soffre di marginalità a forte rischio di isolamento economico e sociale. Occorre che ci sia l'impegno politico del Governo nazionale. Domani ci sarà il presidente Meloni a Gioia Tauro e vogliamo che parli anche di 106, e che mettesse anche la parola fine a questo Ddl Calderoli che se approvato per come si pensa, vanificherebbe tutti gli sforzi che in Calabria stiamo facendo per cercare di dare una mano allo sviluppo del territorio. E questo credo che anche il presidente Occhiuto debba esserne consapevole. Il lavoro che si sta facendo - ha concluso Biondo - non deve essere azzoppato da questo Decreto "ammazza Calabria, "ammazza Sud" e su questo bisogna fare anche un battaglia".
A. C.
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