
Roma – La Polizia di Stato ricorda Paolo Diano, poliziotto che, partito giovanissimo da Lamezia è caduto in servizio nel 1981 a Bologna. In occasione delle celebrazioni per il 172° anniversario della fondazione della Polizia il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto, al palazzo del Quirinale, il capo della Polizia Vittorio Pisani assieme ad una delegazione della Polizia di Stato, ai familiari della guardia di pubblica sicurezza Paolo Diano. Mattarella al Quirinale ha incontrato la figlia Paola, un’assistente della Polizia di Stato di Lamezia Terme presente insieme a sua madre. Lei si è arruolata in Polizia proprio per onorare la memoria del papà. Anche a Diano, e a tutti i caduti della Polizia, il presidente della Repubblica ha rivolto un commosso ricordo: “ringrazio la moglie e la figlia per essere presenti, nel loro ricordo indirizziamo un pensiero commosso avvertendo il dovere di non dimenticare”.
Nel corso delle celebrazioni per il 172esimo anniversario della Polizia, inoltre, la prima medaglia d’oro al Merito civile, è stata conferita alla memoria della guardia di Pubblica sicurezza Paolo Diano che, il 20 marzo del 1981, in servizio alle Volanti della questura di Bologna, di pattuglia sulla tangenziale della città, venne tamponato violentemente da un autocarro mentre stava effettuando un posto di controllo con il collega Giuseppe Sportelli e perse la vita nei giorni successivi a causa delle ferite riportate. A ritirare l’onorificenza è stata la figlia Paola, assistente tecnico della Polizia di Stato. Quest’anno sono state 8 le Medaglie al Valor e al Merito civile consegnate dal presidente del Senato Ignazio La Russa e dal presidente della Camera dei Deputati Lorenzo Fontana.
Medaglia d’oro al merito civile con la seguente motivazione: “con esemplare altruismo e senso del dovere, durante un servizio di pattugliamento insieme ad un collega, insospettito da una vettura di passaggio, non esitava a portarsi all’inseguimento dell’automobilista e a fermarlo; durante le operazioni veniva travolto da un autocarro e riportava lesioni gravissime, a causa delle quali perdeva la vita. Straordinario esempio di senso del dovere e di spirito di sacrificio”.

La storia di Paolo Diano
Partito da Lamezia, un giovanissimo Paolo Diano, scelse di arruolarsi nel Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza dello Stato (ora Polizia di Stato) e, dopo un periodo in servizio in Friuli (post terremoto) venne mandato a prestare servizio a Bologna senza dimenticare mai l’attaccamento alla sua terra d’origine. Paolo Diano e un suo collega, durante un turno, notarono un’auto sospetta. A seguito dell’inseguimento e dopo il fermo dell’autovettura, i poliziotti passarono ai controlli del caso. In quel frangente, Paolo, che si trovava in piedi accanto alla volante, fu travolto da un furgone che sopraggiungeva. Era il 20 luglio 1981, Paolo aveva 24 anni, quando fu ferito gravemente in servizio. Seguirono 20 giorni di agonia. Paolo, sposato da appena 8 mesi, lasciò la giovane moglie, incinta di 3 mesi, della sua unica figlia che porta il suo nome e fa il suo stesso lavoro, Paola. A Lamezia è collocata all'ingresso del palazzo comunale di via Senatore Arturo Perugini un’opera, “Vibrazione Animica”, che nel 2016 l’artista lametino Raffaele Mazza, coniuge di Paola Diano, ha dedicato al suocero e donato al Comune.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
