Nel 2023 in Calabria 39 aggressioni a personale medico: tutti gli episodi nelle strutture pubbliche

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Roma - In Calabria nel 2023 sono state registrate 39 aggressioni a personale sanitario, tutti nel settore pubblico, in 20 casi l’aggressore è stato un paziente, in 10 casi è stato un parente o conoscente. Sono solo alcuni dei dati contenuto nel rapporto annuale dell'Osservatorio Nazionale sulla Sicurezza degli Esercenti le Professioni Sanitarie e Socio-sanitarie (Onseps), in occasione dell'evento organizzato al ministero in collaborazione con l'Inail per celebrare la Giornata Nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari, che ricorre oggi. Ritornando ai dati della Calabria: "Tra gli operatori coinvolti - si legge nel report - 12 avevano un’età compresa tra 30 e 39 anni, 13 avevano un’età compresa tra 40 e 49 anni, 6 avevano un’età compresa tra 50 e 59 anni e 6 avevano un’età superiore ai 60 anni: coinvolti 24 uomini e 15 donne. Per quanto riguarda le qualifiche professionali, sono stati coinvolti 16 infermieri, 4 medici e 7 OSS ed un numero inferiore a 3 di “Tecnico della Fisiopatologia Cardiocircolatoria e Perfusione Cardiovascolare” e “Autista soccorritore”.

Gli eventi verificatisi in ambito ospedaliero sono stati poco più di 18 - stando alla relazione: così ripartiti: 4 in Unità operativa complessa Servizio Psichiatrico, 9 in Pronto soccorso, 5 in Aree di Degenza e meno di 3 in aree comuni e ambulatorio. Di contro, gli eventi verificatisi in ambito territoriale sono stati 10 o poco più, di cui 6 in servizi Psichiatrici territoriali e meno di 3 rispettivamente in Servizio di Emergenza/Urgenza territoriale, medicina generale". Non esiste un dato di raffronto rispetto all'anno precedente, dal momento che non esisteva un sistema centralizzato di raccolta dei dati relativi agli atti di violenza contro gli operatori sanitari.

La situazione in Italia

"Nel 2023 sono state oltre 16mila le segnalazioni di aggressione: episodi di violenza fisica, verbale e contro la proprietà (cito, ad esempio, casi di auto danneggiate di proprietà di operatori sanitari). A segnalare sono state in prevalenza professioniste donne e la professione più colpita è quella degli infermieri". Lo ha riferito il ministro della Salute, Orazio Schillaci, presentando oggi a Roma i dati. L'attività di rilevazione dell'Osservatorio è avvenuta attraverso una specifica scheda di monitoraggio trasmessa ai Centri Regionali per la gestione del Rischio sanitario, tramite l'Osservatorio nazionale delle buone pratiche sulla sicurezza in sanità (ONBP), che ha permesso di acquisire, per la prima volta, dati omogenei a livello nazionale.  La professione più interessata è quella degli infermieri, seguita da medici e operatori socio-sanitari. I setting più a rischio sono risultati essere i Pronto Soccorso e le Aree di Degenza e gli aggressori principalmente gli Utenti/Pazienti. Il monitoraggio effettuato dall'Osservatorio ha un ambito di indagine più ampio di quelli già esistenti poiché include oltre alle aggressioni fisiche, anche quelle verbali e quelle contro la proprietà di operatori.

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