Parte da Lamezia la mobilitazione unitaria dei sindacati in Calabria: "Paese a rischio default"

sindacati1-0232b544929b_fad58.jpg

Lamezia Terme - Partono anche in Calabria, da Lamezia Terme, le assemblee territoriali promosse da Cgil, Cisl e Uil in vista delle mobilitazioni nazionali del 6 (Bologna), 13 (Milano) e 20 maggio (Napoli) contro le politiche governative. Questa mattina, in hotel della città della Piana, ha avuto luogo l’attivo regionale unitario dei quadri e delegati Filctem CGIL, Femca/Flaei CISL e Uiltec UIL. Durante l’assemblea si è discusso dei temi alla base del calendario di mobilitazioni nazionali indette contro il governo e il sistema delle imprese al fine di ottenere un cambiamento delle politiche industriali, economiche, sociali e occupazionali. Presenti i segretari confederali Angelo Sposato, Enzo Musolino e Santo Biondo, oltre che i segretari generali delle categorie Francesco Gatto (Filctem CGIL), Nicola Santoianni (Femca CISL), Antonino Mallone (Flaei CISL) e Vincenzo Celi (Uiltec UIL).

sindacati4a22-8e56-7855524cdca7_53d5d.jpg

“Senza provvedimenti strutturali il Paese rischia il default – ha affermato il Segretario generale Cgil Calabria Angelo Sposato -, il decreto lavoro ha confermato la necessità di scendere in piazza. Quelli contenuti nel provvedimento, ad esempio, sono solo dei bonus sul fisco, non un taglio al cuneo fiscale. Si andrà ad aumentare la precarietà, specie nel Mezzogiorno della desertificazione economica e sociale. I calabresi hanno più ragioni per manifestare, nelle assemblee che stiamo facendo sta venendo fuori tanto disagio, tanto malessere, perché il lavoro è diventato povero. Bisogna individuare strumenti per far diventare questo Paese più giusto e solidale. Ecco perché noi saremo in piazza”. Secondo il Segretario confederale Cisl Calabria Enzo Musolino, “l’azione del governo non è rispettosa di quelli che erano gli impegni assunti a suo tempo con Cgil Cisl e Uil. Parlano di riduzione di cuneo fiscale enfatizzandone la cifra, ma secondo i nostri calcoli non è quella che il governo annuncia. Ma non solo, il beneficio per i redditi medio bassi da luglio a dicembre non può bastare, una reale riduzione del cuneo fiscale, delle imposizioni ai redditi da lavoro e da pensione, va resa strutturale”.

A rilanciare l'importanza della mobilitazione in corso, infine, è stato il il Segretario Generale Uil Santo Biondo: "“Vogliamo chiedere al governo - ha dichiarato - di legarsi al Paese reale, di sentire le nostre rivendicazioni. Chiediamo un lavoro più sicuro, più stabile, ben retribuito. Rivendichiamo investimenti sulla sanità perché possa essere finalmente pubblica e universale e investimenti sull’istruzione. C’è poi il tema previdenziale e del fisco: chiediamo da tempo - ha ricordato Biondo - alla politica di allargare la tassa sugli extra profitti ma si continua a bastonare le persone in maggiore difficoltà e non si interviene sui poteri forti. È ora di lanciare un segnale forte, saremo il 6 maggio a Bologna, il 13 maggio a Milano e il 20 a Napoli in una grande manifestazione per il Sud”.

B.M.

© RIPRODUZIONE RISERVATA