Progetto “’Ndrangheta Off – La verità va insegnata da piccoli” all’istituto comprensivo di Maida

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Maida - All’Istituto Comprensivo di Maida continuano le attività del progetto “’Ndrangheta Off – La verità va insegnata da piccoli” promosso dall’Associazione Risveglio Ideale, presieduta da Angela Napoli, con la collaborazione di Marisa Manzini, sostituto procuratore generale della Procura di Catanzaro e destinato agli alunni delle   classi terze della scuola Secondaria di I grado dell’IC di Maida.  

Ospite d’eccezione, nell’ottavo e penultimo incontro, il procuratore della Repubblica di Vibo Valentia Camillo Falvo che, dinnanzi ad una platea di giovani particolarmente attenti e motivati, ha manifestato una sentita approvazione nei confronti della scuola per aver accolto e reso possibile la realizzazione del percorso “’Ndrangheta Off – La verità va insegnata da piccoli”, sottolineando l’importanza di “educare i giovani a vivere e far propri i veri valori della vita, ricorrendo alla cultura quale fondamentale strumento di riscatto per il bene personale e comune”. Ad aprire i lavori il dirigente scolastico dell’IC di Maida  Sabrina Grande che, nel rivolgere un caloroso saluto a tutti i presenti, dagli alunni alle Autorità Civili e Militari, dai rappresentanti delle Agenzie Educative presenti sul territorio, ai Rappresentanti dei genitori, ai docenti che hanno accompagnato i propri alunni con dedizione per tutto il percorso, ha rivolto un sentito ringraziamento all’Associazione Risveglio Ideale, rappresentata da Angela Napoli ed al procuratore Falvo, per aver voluto, con la sua presenza, “avvicinare gli alunni alla conoscenza delle problematiche che interessano il fenomeno criminale e mafioso,  in un particolare momento dell’attività formativa che, proprio in questo mese, intensifica le iniziative legate alla Legalità  con il preciso scopo di preparare gli alunni al  ricordo del sacrificio ed alla commemorazione di quanti hanno creduto e lottato per costruire una società più onesta e corretta”. Dopo un’accurata  presentazione della figura del procuratore Camillo Falvo da parte di Angela Napoli, in cui sono stati messi in risalto “l’impegno, la passione e lo spirito di abnegazione che caratterizza la sua azione professionale nella lotta contro  il fenomeno mafioso e criminale, nei suoi molteplici aspetti”, Falvo, in un intervento, che ha toccato diversi contesti, dalla criminalità organizzata  alla ‘ndrangheta, dalla sanità all’ambiente, dall’edilizia al riciclaggio dei rifiuti,  ha coinvolto ed emozionato gli alunni, ripercorrendo le tappe fondamentali della vita personale e dell’esperienza professionale, soffermandosi sulle vicissitudini che hanno segnato le sue scelte,  invitando gli alunni a credere fermamente nel loro potenziale e nelle future scelte di vita, lanciando un messaggio forte e privo di qualsiasi tentennamento, capace  di spronare i giovani verso l’acquisizione di comportamenti e stili di vita all’insegna della Legalità e della Civile e Democratica convivenza. Nel suo discorso, caratterizzato da uno spontaneo e appassionato racconto durante il quale si sono abilmente  intrecciati,   significativi aneddoti personali e della sua vita professionale, condotto con un livello comunicativo altamente inclusivo e attentamente calibrato al contesto scolastico, il Procuratore, rifacendosi al pensiero di S. Agostino, ha invitato gli alunni ad impegnarsi costantemente per acquisire le competenze necessarie per riconoscere il male ed affrontarlo con le giuste forze, condividendo il pensiero  del filosofo, secondo il quale “il male esiste perché su di esso possa trionfare inevitabilmente il bene”.

Per far capire come sia possibile raggiungere appieno questo obiettivo, il Procuratore ricorre, ancora una volta all’idea agostiniana secondo la quale “La speranza ha due bellissimi figli: lo sdegno e il coraggio. Lo sdegno per la realtà delle cose, il coraggio per cambiarle”. Parole che giungono quanto mai propizie e capaci di suscitare significative riflessioni da parte degli alunni, che hanno immediatamente reso interattivo il dialogo con il Procuratore, con interventi pertinenti e bisognosi dello stimolo necessario per impegnarsi a crescere cittadini attivi, consapevoli e responsabili, fiduciosi nella possibilità di un futuro diverso. Significativo e ricco di impatto emotivo si è rivelato, infatti, il contributo degli alunni, facendo registrare una positiva ricaduta sul piano della loro crescita formativa e personale. Compresa l’importanza del ruolo determinante che riveste la figura del procuratore Falvo,  hanno potuto capire che solo conoscendo il pericolo, possono evitarlo e non correre il rischio di cadere nella stessa trappola fatale in cui si ritrovano “Diversi ragazzi che,  assoldati dalla ‘ndrangheta per pochi spiccioli, mettono la propria vita in mano alle cosche, rischiando di trascorrere parte della loro vita, se non tutta,  in prigione”, rinunciando così al prezioso dono di una vita da vivere con rispetto, dignità e senso di responsabilità. Napoli, a conclusione dell’incontro, ha ringraziato personalmente il procuratore Falvo per la lezione magistrale, profonda e ricca di interessanti spunti di riflessione per tutti i presenti. Altrettanto sentito e pieno di riconoscenza il saluto di chiusura del dirigente  scolastico Sabrina Grande, rivolto al procuratore Falvo, ai sindaci Galdino Amantea e Domenico Giampà, agli assessori, al capitano Cuzzola, al maresciallo Capo Angelo Sepe, al presidente del consiglio d’Istituto  Vincenzo Varrese, ai Rappresentanti dei Genitori, in cui ha sottolineato, ancora una volta, la fondamentale sinergia d’intenti tra l’Istituzione scolastica ed il Territorio per la crescita armoniosa ed integrale delle giovani generazioni.

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