Mobilitazione nazionale "Fai la cosa buona" Fillea Cgil e FenealUil: adesioni anche dalla Calabria

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Napoli - La Fillea Cgil e la FenealUil hanno indetto per il prossimo 1 aprile una giornata nazionale di mobilitazione con 5 manifestazioni a Torino, Roma, Napoli, Cagliari, Palermo e in altrettante periferie. Secondo i sindacati “le scelte del Governo su bonus edili e codice appalti sono sbagliate perché vanno contro il lavoro, l’ambiente e la sicurezza”. Il titolo dell’iniziativa nazionale dell’edilizia con diversi eventi su Ambiente, casa, città e lavoro è “Failacosabuona”. Adesioni stanno arrivando in queste ore anche da partiti, associazioni e sindacati calabresi.

Pd Lamezia aderisce alla manifestazione del 1° aprile

Il Partito Democratico di Lamezia Terme, informano in una nota: “aderisce alla manifestazione del 1° Aprile a Napoli indetta dalla FILLEA CGIL e dalla FENEAL UIL, per difendere  l’occupazione ed il buon lavoro, l’ambiente e la qualità delle nostre città, per la salute e la sicurezza nel settore delle costruzioni, ma anche contro il blocco della cessione dei crediti relativi al superbonus 110% e le modifiche al codice degli appalti.  Riteniamo insieme al sindacato che, oggi l’urgenza, a proposito del Superbonus, è quella di una sua immediata modifica, per evitare di distruggere oltre 100 mila posti di lavoro e soprattutto di escludere milioni di cittadini a basso reddito dalla possibilità di avere una casa più vivibile e sicura, più efficiente in termini energetici, più salubre e con bollette meno care. Ecco perchè è urgente  risolvere con certezza il tema dei crediti incagliati.  Il governo Meloni invece, ha creato aspettative, ha infranto la fiducia dei cittadini che si erano fidati di una legge vigente, l'ha bloccata senza risolvere l'urgenza, creando gravi criticità e gravi ripercussioni economiche, sociali, occupazionali e ambientali. È necessario diventare un Paese migliore, più efficiente, sicuro e ambientalmente sostenibile. Il PD di Lamezia Terme, ritiene che, anche nella prospettiva di attuare la direttiva europea sulle case Green va riorganizzato, riformato e razionalizzato il sistema degli incentivi in edilizia per renderlo sostenibile dal punto di vista economico, perché non bastano incentivi per le detrazioni, ma occorre un fondo nazionale ed europeo mirato all’efficientamento energetico e antisismico. Il PD, sostiene infine tutta la piattaforma unitaria di FILLEA CGIL  E FENEAL UIL, ed invita i suoi iscritti, i cittadini, studenti,  pensionati, associazioni ambientaliste, professionisti e imprenditori a partecipare alla giornata nazionale di mobilitazione dei lavoratori edili”.

Anche la Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo domani a Napoli per la mobilitazione nazionale dell’edilizia

“Il decreto 11/2023 sui bonus edili rischia di distruggere 100 mila posti di lavoro e soprattutto di escludere milioni di cittadini a basso reddito dalla possibilità di avere una casa più vivibile e sicura, più efficiente in termini energetici, più salubre e con bollette meno care. Una delegazione della Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo domani sarà a Napoli, in una delle cinque piazze nazionali scelte per la mobilitazione nazionale finalizzata a chiedere con forza la modifica di questo provvedimento iniquo e dannoso”. E’ quanto afferma il segretario generale della Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo, Enzo Scalese. La mobilitazione, si svolgerà in strade e piazze delle periferie delle cinque città, chiede al governo di “individuare politiche industriali per il settore, con relativi strumenti e risorse, in grado di delineare una strategia che punti alla qualità del lavoro e dei diritti, alla sostenibilità ambientale, alla riqualificazione di scuole, ospedali, case popolari, ad una rigenerazione urbana complessiva”.

“Sono a rischio oltre 100 mila posti di lavoro nel settore delle costruzioni oltre che una seria politica per la rigenerazione e la sostenibilità ambientale delle nostre città, soprattutto nelle periferie ed aree interne – ha detto ancora Scalese –. Saremo in piazza a Napoli anche per esprimere la nostra contrarietà alla norma, proposta dal Governo nel decreto attuativo del nuovo Codice degli Appalti, di introdurre negli appalti pubblici la liberalizzazione dei livelli di sub appalto (il così detto “sub appalto a cascata”, oggi vietato dall’attuale Codice) che renderà più difficile esigere le tutele contrattuali e di legge in termini di corretta applicazione dei CCNL, rispetto delle norme su salute e sicurezza, parità di trattamento, oltre che favorire il nanismo aziendale, la competizione sui costi. Come si legge nella piattaforma che accompagna la mobilitazione di Fillea Cgil e FenealUil – conclude Scalese - vogliamo un Paese migliore, più efficiente, sicuro e ambientalmente sostenibile. Per fare questo dobbiamo difendere e valorizzare il lavoro di qualità, sicuro e legale, indispensabile per azzerare le morti sul lavoro e in particolare nei cantieri”.

Manifestazione edili, Fillea Cgil Calabria “pronta con rivendicazioni e proposte”: Pullman da Cosenza, Reggio e Lamezia

La Fillea Cgil Calabria “scalda i motori in vista della manifestazione dell’uno aprile a Napoli contro il decreto sul superbonus 110% indetta insieme alla Feneal Uil. Tre i pullman che partiranno da Reggio Calabria, Lamezia Terme e Cosenza, tante le adesioni ricevute da enti, associazioni, sindaci e partiti politici per quella che è una lotta comune.  L’iniziativa nazionale, che nasce sotto lo slogan di “FAI LA COSA BUONA”,  si svolgerà in cinque periferie italiane al fine di evidenziare le gravi criticità contenute nelle modifiche al decreto e far sentire le proposte che i sindacati avanzano con l’obiettivo di aggiustare il tiro ed evitare gravi ripercussioni economiche, sociali, occupazionali e ambientali. In particolare, gli edili protestano contro il blocco della cessione dei crediti e le modifiche al codice degli appalti. “Il rischio è un collasso del settore – afferma il Segretario Generale della Fillea Cgil Calabria Simone Celebre – in ballo ci sono migliaia di posti di lavoro. Ma non è solo la tenuta occupazionale a preoccupare. Per i redditi più bassi (tali da non poter usare le detrazioni) sarà impossibile accedere agli incentivi e di conseguenza a case più salubri e sicure, con un freno alla transizione energetica e alla possibilità che periferie e case popolari possano avere un’occasione di riscatto”.

“Nell’ultimo mese – aggiunge Celebre – siamo stati in diversi cantieri, finiti e non, nonché in quartieri degradati come quello di Arghillà a Reggio Calabria. Abbiamo incontrato cittadini, associazioni, amministrazioni. Abbiamo toccato con mano la “rivoluzione” che gli incentivi hanno messo in atto e quella che potrebbero sostenere, specie nelle aree più emarginate. Abbiamo molto da dire – spiega il Segretario - vogliamo essere ascoltati e convocati. Vogliamo che il governo esamini le nostre proposte, a partire da quella di mantenere la cessione dei crediti per le famiglie con ISEE fino a 30mila euro, i condomìni di periferia e le case popolari; l’attuazione di politiche industriali stabili e strutturali per la rigenerazione delle città e per la riduzione degli sprechi energetici e l’inquinamento; la garanzia di qualità del lavoro e delle imprese, rispetto del Contratto nazionale edile e vietando il subappalto all’infinito”.

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