Lamezia, integrazione e condivisione nel Laboratorio di cucina Ucraina all’Istituto "Einaudi"

einaudif23ab750_97bfe.jpg

Lamezia Terme - Un incontro di sapori, di culture, di tradizioni diverse perfettamente in armonia fra loro, come le mani, gli sguardi, le voci dei ragazzi coinvolti: lo hanno realizzato i docenti dell’Istituto Alberghiero “Luigi Einaudi” nel Laboratorio di cucina Ucraina che ha dato vita ad un momento di festa e di condivisione multiculturale, favorendo lo scambio di conoscenze e saperi e l’integrazione linguistica e sociale di chi è stato accolto per rimanere. Nato all’interno del Dipartimento dell’area tecnico-professionale di Enogastronomia, il Laboratorio si configura, secondo le parole del promotore, professor Giovanni Orlando Muraca, come “la conclusione di un percorso di alfabetizzazione per i ragazzi Nai, ovvero, secondo la definizione ministeriale, senza nessuna alfabetizzazione italiana: ragazzi giunti all’improvviso in Italia per cause di forza maggiore, che sono dovuti partire da zero, avendo nella loro esperienza precedente un codice linguistico di base completamente diverso – il cirillico – e per i quali, oltre alle lezioni di grammatica frontali, abbiamo previsto una modalità di apprendimento “in situazione”, proponendo delle occasioni pratiche di interazione linguistica – dunque, uscite, laboratori e varie attività finalizzate anche all’inserimento nel nostro contesto”.

cucina-ucrainaea010b6ac43a_d4e38.jpg

Il Laboratorio è stato realizzato con la partecipazione e la supervisione dei docenti di cucina e sala, gli chef professor Guarino e professor Mazzotta, e del professor Marinaro per l’allestimento finale del salone dove il pranzo è stato servito. Un pranzo squisito, a base di piatti tipici della tradizione Ucraina, preparati con la guida indispensabile e il coinvolgimento pratico di due giovani madri degli allievi interessati dal percorso: Yulia e Viktoria, provenienti rispettivamente da Lutsk e Dnipro, luoghi tristemente noti alle cronache dai quali sono fuggite entrambe con i loro figli nel marzo del 2022, alla ricerca di un futuro possibile. Oggi sorridono, alle prese con la preparazione dei Vareniki – ottimi tortelli ripieni a base di patate – degli Holubtsi, i cavoli ripieni, o del magnifico Borsch, una zuppa a lenta cottura a base di costolette di maiale e finocchietto, con l’aggiunta di rape e cavolo. Per finire il Sirniki, dolce di ricotta salata e frutti di bosco.

piatti-euinaudi-ucraina6108a4191f_1aeb0.jpg

“Ci troviamo bene, Lamezia ci piace, le persone sono gentili e amiamo il mare” dice Viktoria. “Il Laboratorio di cucina è stata un’occasione importante per stare insieme e per condividere qualcosa” aggiunge Yulia, che apprezza la cucina italiana, “molto veloce”, ma anche le prelibatezze ucraine dalla lunga preparazione. I suoi due figli sono stati accolti a braccia aperte dai compagni, che li descrivono timidi, “con tutte le ragioni del caso”, ma pieni di carisma, capaci di guidarli nella pratica senza preamboli, attraverso il linguaggio dell’amicizia, in una scuola che si attesta decisamente come multiculturale, e che ha già ospitato laboratori di cucina indiana, marocchina, bengalese. “Non esco molto, però a scuola mi trovo bene” dice il più piccolo dei figli di Yulia, “La cosa che amo di più dell’Italia è l’architettura, gli edifici antichi e i vicoli del vostro centro storico, diversi dalle strade larghe e diritte delle nostre città di pianura”. Ma c’è anche qualcosa che purtroppo il nostro centro storico non può restituire. “La cosa che mi manca di più del mio paese? Sono i miei amici”.

Giulia De Sensi

einaudi-ucrainad8_bafe9.jpg

piattob000-6e0becc9d958_3c470.jpg

© RIPRODUZIONE RISERVATA