
Catanzaro - “All'inizio del mandato ci eravamo posti due obiettivi: la chiusura dei bilanci per restituire normalità alla gestione delle aziende sanitarie provinciali e riorganizzare i servizi ospedalieri e territoriali, con una gestione migliore delle risorse. Mentre dobbiamo proseguire il percorso di reclutamento di nuovo personale sanitario, abbiamo contestualmente lavorato per rendere più efficiente il sistema ospedaliero". Lo ha affermato il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, nella sua qualità di commissario ad acta per il piano di rientro del debito sanitario, presentando oggi, alla Cittadella regionale, il Piano per la riorganizzazione della rete ospedaliera e territoriale. Insieme al presidente erano presenti, inoltre, il sub commissario alla sanità, Ernesto Esposito, il direttore generale del dipartimento Salute della Regione, Iole Fantozzi, e il commissario straordinario di Azienda Zero, Giuseppe Profiti che ha illustrato nel dettaglio il documento programmatico.
Rete ospedaliera
La rete ospedaliera conferma l'impostazione degli anni precedenti suddividendo le strutture in ospedali Hub (1 Reggio Calabria, 1 Cosenza, 1 Catanzaro), ospedali Spok dea: Vibo Valentia, Crotone, Locri, Polistena, Lamezia Terme, Cetraro Paola, Rossano Corigliano, Castrovillari. Ospedali generali: Gioia Tauro, Tropea, Soverato, Praia a Mare. Ospedali in zone disagiate: Serra San Bruno, Soveria Mannelli, San Giovanni in Fiore, Cariati, Beato Angelo, Trebisacce. Confermata anche l'impostazione dei nuovi ospedali: Piana di Gioia Tauro, Vibo Valentia, Sibaritide e Cetraro-Paola. La riorganizzazione della rete emergenza 118 prevede per l'area sud Reggio Calabria 41 mezzi comprese le ambulanze di presidio; per l'area centro: Catanzaro, Vibo Valentia e Crotone 55 mezzi. Per l'area nord nel cosentino sono previsti 71 mezzi.
La rete delle emergenze con elisoccorso prevede invece tre aree nel reggino: Reggio Calabria, Locri, Polistena; quattro nell'aria centro: Catanzaro, Lamezia Terme, Crotone, Vibo Valentia. Saranno sei nel cosentino: Cosenza, Castrovillari, Rossano, Corigliano, Cetraro, Paola.
Rete territoriale
Riorganizzata anche la rete territoriale con strutture di prossimità denominate: ospedali di comunità (20) e case di comunità (67), si tratta di strutture sanitarie già esistenti o da edificare con i finanziamenti del Pnrr. L'offerta attuale, in questo caso, è di 3.830 posti letto mentre il fabbisogno programmato è di 6.951. Così come le prestazioni ambulatoriali giornaliere ammontano a 2.531 mentre il fabbisogno programmato è di 4.550.
“E’ un piano ambizioso ma realizzabile – ha dichiarato Occhiuto soffermandosi con i cronisti - perché stavolta abbiamo le risorse proprio perché abbiamo chiuso i bilanci e abbiamo dimostrato che c’è un avanzo di amministrazione. Quindi gli investimenti previsti nel piano li abbiamo già messi in cantiere”. Resta, tuttavia, il nodo del reclutamento di personale sanitario per riempire nuove e vecchie strutture.
“Abbiamo assunto moltissime persone - ha proseguito Occhiuto - senza le quali, essendoci state moltissime pensionamenti negli ultimi 2 anni, oggi gli ospedali della Calabria sarebbero stati chiusi per effetto del fatto che in 12 anni in Calabria non sono state fatte assunzioni. Continueremo sul reclutamento dei medici, chiedendo al governo di aiutarci a rendere più attrattivo il lavoro del personale sanitario in Calabria. Il problema del reclutamento è in tutte le regioni, in Veneto addirittura si incentivano i medici ad andare lì dando la casa e l’ambulatorio, quindi se mancano in Veneto figurarsi in Calabria: in Calabria però abbiamo fatto anche leggi regionali che ci consentono di avere qualche leva in più. A esempio gli ospedali che abbiamo deciso di riaprire da subito – Cariati, Trebisacce, Praia a Mare – saranno operativi, abbiamo in animo di riorganizzare il sistema dell’assistenza territoriale rendendo più efficiente l’utilizzo delle risorse che attualmente ci sono, perché se mettiamo i medici di lavorare tutti insieme nelle strutture di assistenza territoriale, nelle case di comunità, negli ospedali di comunità, i turni allora i turni possono essere organizzati in maniera più efficiente, e il tema della penuria del personale sanitario possiamo avvertirlo di meno”.
B.M.
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