Aeroporto Reggio, sit in a Lamezia: "Non siamo zerbino di nessuno"

protesta-reggio357_7554644283575709742_n_094c9.jpg

Lamezia Terme - Hanno manifestato all’aeroporto di Lamezia Terme, per chiedere più attenzione verso lo scalo di Reggio, gli Amaranto con il Consigliere Comunale di Reggio Calabria Massimo Ripepi in testa. In prima fila con la maglia amaranto e lo striscione “Noi siamo Reggio Calabria mai lo zerbino di nessuno”, anche l’imprenditore reggino Giuseppe Falduto, l’attivista e cittadino calabrese giunto da Roma Alfredo Iorio, lo storico militante reggino Nello Scuderi e i giovani eletti al consiglio di Dipartimento delle Università di Reggio Calabria e Messina. Ripepi, voce dei numerosi reggini presenti, limitati dalle disposizioni della Digos 100 persone), ha parlato di "giorno storico, perché per la prima volta un gruppo di cittadini reggini, coraggiosi, liberi e forti, che ringrazio, hanno deciso di sfidare i poteri forti, l’appartenenza partitica e gli interessi personali per salvare l’aeroporto del ponte sullo Stretto, cuore pulsante di ogni attività presente e futura della città metropolitana di Reggio Calabria. Con la maglietta amaranto e con uno sconfinato amore per la nostra città siamo qui - ha aggiunto - per comunicare a tutti gli organi decisori, che non gli daremo tregua fin quando non vedremo la liberazione del nostro importantissimo scalo dal laccio mortifero in cui i nemici di Reggio lo hanno legato”.

Ripepi ha evidenziato i dati significativi del degrado dell’Aeroporto dello Stretto: "E’ finito il tempo dell’attesa, i numeri sviluppati dal nostro scalo negli ultimi 7 anni sono inquietanti, siamo passati dai 900 mila passeggeri della Sogas, società di gestione reggina, ai 200 mila passeggeri dell’ultimo anno. Poi mentre l’amministratore unico della Sacal Marco Franchini annunciava entro un paio di anni 1ml di passeggeri per lo scalo dello Stretto, nell’ultimo piano nazionale degli aeroporti in via di definitiva approvazione, scopriamo a pag.28 che la previsione per l’anno 2035 è di 450.000 passeggeri contro i 4,5 ml dell’aeroporto di Lamezia. Cioè - ha detto Ripepi - hanno scritto e certificato nero su bianco la morte dello scalo. L’ultima perla la troviamo nel contratto istituzionale di sviluppo Aeroporti Calabria dove gli investimenti previsti per l’aeroporto lametino è di 120 ml di euro contro i 60 ml di euro previsti per l’aeroporto di Reggio".

Alla luce di questi dati, ha detto Ripepi, "non vogliamo più conoscere né il piano industriale, né le promesse di sviluppo da marinaio che fino a oggi la Sacal ha fatto ai reggini, vogliamo semplicemente che la gestione del nostro scalo sia affidata ad una nuova società privato pubblica o pubblico privata formata dagli attori istituzionali dell’area dello Stretto". Ripepi chiede, quindi, "la gestione autonoma e reggina della Sacal" e che nel piano nazionale degli aeroporti venga inserita l’area dello Stretto come area strategica del paese.

© RIPRODUZIONE RISERVATA