Mare e coste in Calabria, geologo Pileggi: “Un grande patrimonio non valorizzato”

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Lamezia Terme – Il geologo Mario Pileggi, componente del Consiglio Nazionale “Amici della Terra”, si sofferma sulla condizione delle acque marine in Calabria.

“Nella Regione con la più ampia di disponibilità di spiagge naturali e più esclusive dell’intera Penisola – spiega - per la stagione balneabile 2023, i tratti di costa classificati idonei per un bagno in sicurezza raggiungono la lunghezza complessiva di 653.543 metri. Una lunghezza superiore all’insieme delle spiagge disponibili nelle regioni: Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna, Abruzzo, Marche, Molise e Basilicata. Questa rilevante disponibilità di coste è inoltre impreziosita dalla unicità degli assetti idrogeomorfologici che favoriscono la presenza e lo sviluppo della più grande varietà di habitat e forme di vita in ambiente acquatico e terrestre”.

Un inestimabile patrimonio naturale

“Oltre ad una grande varietà di aspetti naturalistici ed ambientali, sulle rocce che formano le nostre coste sono impresse le ampie e più remote testimonianze della nascita ed evoluzione sia del paesaggio sia degli insediamenti umani dell’intero BelPaese – aggiunge - testimonianze di grandissimo interesse scientifico e sempre più oggetto di visite, ricerche e studi dei maggiori centri di ricerca e università del Pianeta”. Da qui una serie di riflessioni sulle azioni della mano pubblica: “Invece di valorizzare questo prezioso patrimonio costiero, classi dirigenti e alcuni esponenti degli Enti preposti a tutelare la salute dei bagnanti, anche nel mezzo dell’attuale stagione balneare hanno alimentato polemiche con rimpallo delle responsabilità sul mare sporco in alcuni tratti di costa. Le polemiche sui media e social, oltre a non rendere trasparenti le acque marine e i dati del monitoraggio delle aree di balneazione, hanno finito con l’oscurare le inadempienze degli stessi Enti pubblici obbligati a fornire le informazioni necessarie per consentire alle persone di prendere decisioni informate su dove fare il bagno senza rischi per la salute lungo i 716 Km di costa disponibile”.

Assenza di trasparenza dalle amministrazioni

Siamo alla fine di luglio e nemmeno nella sezione “acque di balneazione” del sito ufficiale della Regione Calabria c’è traccia del Decreto sulla classificazione delle acque di balneazione della regione per l’annualità 2023 richiesto dal D.lgs n116/2008 e dal D.M. 30 Marzo 2010. Carente o inesistente anche l’informazione sui dati e aspetti di competenza comunale: in gran parte dei comuni costieri non è rispettato l’obbligo di pubblicare le ordinanze dei divieti di balneazione e di esporre in ben evidenza con apposita cartellonistica in corrispondenza di tutte le aree, circa 650, di balneazione tutti i dati sui profili e sulla qualità e classificazione delle acque adibite alla balneazione”. Secondo Pileggi: “Queste carenze informative, già denunciate in passato anche dalla Corte dei Conti, continuano ad impedire di mettere sotto i riflettori e risolvere le ben individuate criticità, limitate ad alcuni tratti, che offuscano l’immagine del prezioso patrimonio costiero regionale che, riguardo la qualità delle acque marine, si colloca tra le regioni con le più basse percentuali di acque classificate di qualità eccellente e con le percentuali più alte delle acque classificate di qualità scarsa e vietate alla balneazione. In tutto il BelPaese la percentuale delle acque classificate di qualità Eccellente arriva al 95,53% mentre in Calabria è del 91,6% che tuttavia rappresenta la ragguardevole lunghezza complessiva di 614.661 metri.  D’altra parte, le aree con acque marine classificate di qualità scarsa in Calabria arrivano al 2,2% e una lunghezza complessiva di 14.799 metri, mentre a livello nazionale risultano lo 0,82% del totale”.

Dati contrastanti sulla balneabilità

“Alla mancanza delle adeguate informazioni su tutti tratti del Tirreno e dello Jonio vietati permanentemente alla balneazione per inquinamento – spiega il geologo - dai pochi dati rintracciabili con approfondite ricerche solo nel web emergono errori e indicazioni contrastanti sulla qualità e balneabilità delle acque marine. Significativo l’esempio nella Provincia di Vibo Valenzia: nel Comune di Briatico il tratto di spiaggia lungo 1730 metri adibito alla balneazione denominato “La Rocchetta” nel Portale dell’Agenzia regionale per la Protezione dell’Ambiente della Regione Calabria è incluso tra le Aree classificate di qualità Eccellente mentre è colorato in rosso e tra le aree vietate alla balneazione per inquinamento. sulle mappe del Portale del Ministero della Salute”. “Ancora nella stessa provincia l’unica Area che l’Arpacal ha classificato di qualità Scarsa e vietata alla balneazione è quella denominata “1400 mt Sud Torre Marina” nel comune di Ricadi della lunghezza di 1313 metri che appare colorata in verde e, quindi balneabile nelle mappe del Portale del Ministero della Salute. Evidentemente le meraviglie del patrimonio costiero e dei mari della Calabria meritano più impegno da parte delle istituzioni pubbliche preposte, degli operatori turistici locali, dell’insieme delle classi dirigenti e dei cittadini. Impegno necessario – secondo Pileggi - anche per superare “il modesto ruolo che la Calabria ha nell'economia del mare” sottolineato nel Piano Regionale di Sviluppo Turistico Sostenibile (PRSTS) per il triennio 2023/2025”.

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