Il Premio dei Due Mari a Decollatura il 23 agosto

vincenzo-villella-premio_9657f.jpg

Decollatura - Il Premio dei Due Mari: Ionio e Tirreno, che si terrà a Decollatura il prossimo 23 agosto, si ispira alla famosa teoria di Armin Wolf, che riconosce nel territorio dell’istmo fra i golfi di Sant’Eufemia e Squillace la mitica “Scheria”, la terra dei Feaci con la capitale del re Alcinoo a Tiriolo. Se ne parlerà con il professore Vincenzo Villella, autore della ricerca su Scheria e sulla Calabria Prima Italia, secondo il quale “i Feaci erano un pacifico popolo di marinai e la donna non era subalterna all’uomo. Omero, il grande cantore greco, manifesta ammirazione e lodi per i Feaci. Felici al pari degli dèi, le loro navi volano sul mare rapide come il pensiero e i loro danzatori e acrobati sono artisti straordinari. Seguendo Omero si è portati a credere che i Feaci abbiano occupato un posto importante nella storia antecedente la colonizzazione greca, purtroppo sono ignorati dagli storici e il loro paese è sconosciuto ai geografi. Ma il ricordo dei Feaci vive nell’Odissea e nell’Istmo”.

Villella continua richiamando gli “antichi storici Antioco Siracusano, Strabone, Dionigi di Alicarnasso, Tucidide oltre che da Aristotele e Virgilio, secondo i quali nell’istmo nacque la Prima Italia, dal nome del mitico Italo, re degli Enotri. Leggende e miti intriganti ci narrano di lui, di un uomo antesignano, dai profondi principi di umanità, che ne fanno una figura di grande modernità, pacifista, uomo giusto e vocato al bene comune, ai valori democratici, all'accoglienza dello straniero. Questo era Re Italo per la sua gente. Per noi deve essere vanto e orgoglio per il suo profilo di saggezza, giustizia e democrazia. Si tratta di miti, è vero. Ma nei miti si riflettono credenze, principi e valori delle civiltà, utili per comprendere le popolazioni antiche e apprezzarne gli insegnamenti”.

“In tempi recenti – conclude il prof. Villella - il Cardinale Martini, in Calabria, il 6 ottobre del 2001 per il 9° centenario della morte di San Bruno, affermò che nell’Istmo al termine del 1100 è cominciata a nascere culturalmente l’Europa, per l’incontro del mondo benedettino e di quello mediterraneo nel quadrilatero di 4 abbazie (Santa Maria del Bosco, Santa Maria del Carrà, Santa Maria di Sant’Eufemia e Santa Maria di Corazzo), dove nacque un pensiero nuovo. San Bruno, perciò, è da considerare patrono d’Europa e dell’unità europea, come i santi Benedetto, Cirillo e Metodio. L’Istmo, quindi, non fu solo la Prima Italia, ma anche una prima manifestazione dell’Europa”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA