Pnrr, anche in Calabria il comitato dei tecnici assunti nei Comuni chiede la stabilizzazione

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Catanzaro - Da Cosenza a Lamezia Terme a diversi piccoli Comuni di tutta la regione. Sono decine i tecnici assunti a tempo determinato per i progetti Pnrr e che chiedono la stabilizzazione così come disposto per le analoghe figure assunte nei ministeri. In Calabria nasce un Comitato per la stabilizzazione dei tecnici nei comuni. “Abbiamo chiesto al ministro Fitto - è detto in una nota - di prevedere, nel decreto legge di prossima approvazione, la trasformazione dei nostri contratti in tempo indeterminato . Il Comitato per la stabilizzazione dei tecnici per il Sud vuole richiamare all’attenzione del Ministro per la Coesione e il Pnrr, Raffaele Fitto, la delicatissima posizione delle lavoratrici e dei lavoratori assunti dalla Pubblica Amministrazione a seguito del superamento dei concorsi indetti dalla Agenzia di Coesione, comunemente intesi come “Coesione 1” e “Coesione 2”. Lo si apprende da una nota del Comitato stesso che annuncia di aver inviato una lettera aperta al Ministro.

"Tale categoria di lavoratori è riconosciuta di primaria importanza per il rafforzamento delle competenze e della capacità amministrativa delle pubbliche amministrazioni del sud Italia, oggi gravate di una nuova e straordinaria mole di lavoro per l’attuazione del PNRR, cui non potrebbero far fronte con le – già limitate – risorse umane in organico, impegnate con l’attività ordinaria degli Uffici. Il delicato compito assegnato ai “Tecnici per il sud” - scrive il Comitato - rischia di essere frustrato e con esso la stessa attuazione del Pnrr, occasione unica e immancabile per la realizzazione di importantissimi interventi che investono, capillarmente, l’intero sistema pubblico del nostro Paese dall’inquadramento previsto per i suddetti lavoratori, contrattualizzati a tempo determinato con scadenza a 36 mesi. Questa forma contrattuale precaria non risulta tale da garantire i lavoratori, sostengono gli organizzatori del Comitato per la stabilizzazione dei “Tecnici per il sud”, la loro permanenza in servizio per l’intera durata contrattuale, in un periodo storico in cui la stabilità pare invece l’unico strumento adatto a offrire un’adeguata tutela per i lavoratori stessi".

E riferendosi ai tecnici in forze ai ministeri aggiungono: "è notizia di oggi la previsione, nella bozza del DL PNRR di prossima approvazione, della possibile trasformazione dei relativi contratti in contratti a tempo indeterminato, addirittura a partire dal 1 marzo, mentre nulla di analogo si prevede con riferimento a chi lavora invece negli enti locali. Tali disposizioni dunque, se da un lato sono apprezzabili in quanto tracciano un percorso di stabilizzazione per i lavoratori in discorso, dall’altro lato introducono una inaccettabile e inammissibile disparità di trattamento tra lavoratori assunti con medesima ratio (il rafforzamento amministrativo della P.A. per l’attuazione del PNRR) e medesime modalità di selezione. Le norme in questione fungano dunque da apripista per ampliare contestualmente il bacino di lavoratori interessati dalla stabilizzazione senza indebite e ingiustificate distinzioni. Lo stesso DL PNRR o il c.d. Milleproroghe appaiono le sedi elettive per attuare tempestivamente tale manovra, anche allo scopo dei cd. “risultati intermedi” previsti dal Pnrr di garantire il raggiungimento , che altrimenti possono considerarsi a rischio".

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