Lamezia, in scena "Uno, Nessuno, centomila" per AMA Calabria con Marianella Bargilli: al Grandinetti un’opera senza tempo

spettacolo-bargilli78_f3859.jpg

Lamezia Terme - Sarà in scena al Teatro Grandinetti il 24 febbraio per la Stagione di Prosa di AMA Calabria un’originale riduzione teatrale del grande classico di Luigi Pirandello “Uno, Nessuno, centomila” interpretato da Pippo Pattavina e Marianella Bargilli, con la regia di Antonello Capodici. Un’opera senza tempo che, dimostrando l’eternità dell’arte autentica, si rivela di straordinaria attualità. Ce ne parla Marianella Bargilli, attrice teatrale di livello, con esperienze cinematografiche e televisive – fra cui un’apparizione nella terza edizione del programma Mediaset “Il Grande Fratello” che la rese nota al grande pubblico.

Quale pensa che sia l’attualità più profonda dell’opera che portate in scena, nell’epoca che viviamo?

“Quest’opera indaga le profondità dell’io, si occupa dello sdoppiamento che esiste nella psiche fra la percezione che abbiamo di noi stessi, e la percezione che hanno gli altri: dunque, fra ciò che pensiamo di noi, e ciò che il mondo pensa di noi. È il tema dell’epoca dei social, in cui continuamente postiamo foto e immagini personali, per essere visti dagli altri, per tentare di diffondere una nostra visione di noi stessi”.

Questa pièce è tratta un grande classico, conosciuto in tutto il mondo. Qual è stata la connotazione che avete scelto di dare a questa versione teatrale, se ce n’è una particolare?

“In realtà, questo classico di Pirandello è praticato pochissimo a livello teatrale: ne sono stati in passato tratti monologhi, brevi passi. Questa riduzione completa del romanzo, nuova e originale, si distingue per la sua freschezza, e ci ha dato finora molte soddisfazioni, di critica e di pubblico, registrando spesso il tutto esaurito. Penso che la sua carta vincente sia proprio la modernità dell’allestimento”.

 Lei in questo lavoro interpreta due ruoli di donne, molto diversi fra loro: Dida, la moglie del protagonista, dall’aria frivola e sensuale, e Anna Rosa, un’enigmatica nobildonna. Quale dei due ha trovato personalmente più divertente da interpretare?

“Anna Rosa è una donna totalmente sconclusionata, è l’alter ego del protagonista, rappresenta la sua parte malata. Interpretarla è come cantare Jazz: ogni sera è del tutto diverso, ed è una cosa divertentissima. Dida è il classico personaggio pirandelliano, con le sue inquietudini, le sue complessità, e per certi versi il suo ruolo è più difficile. Ma penso che il mio divertimento, in realtà, stia proprio nel fatto che i due personaggi non potrebbero essere più diversi”.

Come attrice di teatro lei ha cominciato a calcare le scene molto giovane, e questa non è la sua prima volta con Pirandello. Ma ha anche delle esperienze con il cinema e la televisione. Perché ha scelto il teatro, e perché ancora oggi rappresenta la sua prima scelta?

“Ho iniziato a studiare teatro a 20 anni – a 18 avevo ricevuto il primo copione a scuola, a 17 avevo visto il primo spettacolo e avevo deciso di volerlo fare anch’io da grande. Rappresenta la mia espressione naturale, a livello recitativo, e dunque lo faccio seguendo la mia natura. Ho realizzato il desiderio di sempre, ciò che inseguivo fin da piccola. È un sacrificio, perché implica spostamenti continui, cambi di residenza, ma in realtà non lo è, perché fa parte di un gioco bellissimo, di cui sono innamorata”.

Era già stata a recitare a Lamezia? Cosa si aspetta dal soggiorno in Calabria e dal nostro pubblico?

“Ho recitato tanto in Calabria, anche a Lamezia. Mi piace tornare perché è bellissimo riscoprire ogni volta le città, i luoghi. In realtà non ci vengo da prima del Covid e, quindi, francamente adesso non vedo l’ora di ritrovare la stessa energia”.

Giulia De Sensi

© RIPRODUZIONE RISERVATA