Nuovo insetto della famiglia delle piccole farfalle scoperto in Sila: lo studio dell’Università del Molise in Calabria

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San Giovanni in Fiore (Cosenza) - Una “sorprendete scoperta tutta italiana”, quella che l’Università del Molise (Unimo) espone con soddisfazione, soprattutto al mondo dell’entomologia, la scienza che studia gli insetti. Sull’altopiano della Sila è stato identificato un insetto di cui, prima d’ora, non si conosceva l’esistenza. Si tratta di una specie di microlepidottero, appartenente alla Famiglia dei Tortricidi (“Tortricidae”), piccole farfalle, le cui larve si nutrono di foglie, germogli, frutti, semi e anche parti ipogee. A memoria “e ad onore” del territorio dove è stata vista per la prima volta, le è stato dato il nome di “Acleris silana”, che così viene inserita nella classificazione scientifica tra i microlepidotteri notturni della stessa famiglia. Più specificamente, le sue larve si nutrono di alberi ed arbusti, arrecando, in alcuni casi, danni al patrimonio agricolo e forestale. A centrare la scoperta è stato il team guidato dal professore Pasquale Trematerra, docente presso il Dipartimento Agricoltura, Ambiente e Alimenti dell’Università del Molise (Unimo), all’esito di decine e decine di spedizioni sul campo e di approfondite, minuziose analisi effettuate in laboratorio sul materiale raccolto in precedenza nel Massiccio della Sila.

L’Unimo ha diffuso le immagini dell’insetto identificato con i dettagli scientifici comparati che confermano l’importanza della scoperta e motivano l’entusiasmo con cui è stata accolta. Gli studiosi hanno notato come l’esistenza di questo insetto sia indicativa della conservazione di un habitat naturale ancora incontaminato. Il professore Pasquale Trematerra ha rimarcato come la montagna calabrese, per le sue peculiari caratteristiche, susciti e debba suscitare le attenzioni di diversi rami della scienza per i tesori di conoscenza ancora nascosti che porta in sé. Lo scienziato molisano ha dichiarato: “Da tempo la fauna della Calabria, in particolare dei rilievi montuosi come il Pollino, la Sila, le Serre e l’Aspromonte ha interessato gli entomologi della nostra Università. Non sono sfuggite le caratteristiche particolari e peculiari di quel territorio, dove si incrociano biodiversità faunistiche e floristiche provenienti dal nord Africa, dalla Sicilia e dal vicino Oriente”. (lmp)

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