Lamezia, Comunità Competente e Progetto Sud incontrano in rete oltre 40 associazioni su sanità calabrese

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Lamezia Terme - Un incontro virtuale denso di interventi, che ha visto la partecipazione di oltre 40 associazioni in collegamento da tutta la penisola, quello organizzato da Comunità Competente e Comunità Progetto Sud per fare il punto dei risultati raggiunti, delle iniziative in corso d’opera, e di ciò che ancora resta da fare, sul tema sempre caldo della sanità calabrese, anche in vista dell’arrivo dei fondi del Pnrr. L’incontro, moderato dal rappresentante di Comunità Competente Rubens Curia, ha visto fra l’altro, dopo i saluti del giornalista Rai Riccardo Iacona, l’intervento del presidente della Regione Roberto Occhiuto, il quale dopo aver ringraziato le associazioni per il lavoro che svolgono, invitandole a continuare “in una logica di sussidiarietà”, ha dichiarato di voler “valorizzare i contributi di Comunità Competente attraverso iniziative concrete, in particolare circa il budget di salute”. Occhiuto ha inoltre chiarito di aver appena effettuato, rispetto alla sanità, “una ricognizione del debito, che rivela in Calabria una condizione non diversa rispetto ad altre regioni del centro-sud: in altre parole, non siamo più in deficit, perché gran parte del debito consisteva in extrabudget, che ci venivano richiesti ma che legittimamente non possono essere pagati”. Questa “operazione verità” sui conti della sanità avrebbe piuttosto rivelato un “disavanzo amministrativo”, ovvero una quantità di fondi non spesi, che determinano un procedere “a motore spento” per la macchina della stessa sanità regionale. E, continua Occhiuto, “il commissariamento non serve se lo Stato non dà gli strumenti, anche amministrativi, e il personale per procedere”. Innumerevoli i punti, elencati da Curia, su cui si battono le associazioni in rete, contenuti nei ben 3 documenti presentati in regione nel 2022: dai determinanti sociali di salute alla valorizzazione delle aree interne, dall’opposizione al regionalismo differenziato alla riapertura dei consultori per lo screening, dalla salute mentale all’accentramento dei concorsi regionali per il personale sanitario, dall’edilizia sanitaria ai macchinari medicali, fino al budget di salute già citato da Occhiuto.

Discute in particolare di questo concetto la cofondatrice di Progetto Sud Marina Galati, definendolo come “un progetto personalizzato di cooperazione che metta insieme l’assistenza sanitaria, i servizi sociali, le agenzie formative ed educative, creando un progetto a misura della persona. Il concetto, originariamente applicato al campo della salute mentale, può essere esteso a tutte le persone fragili che possono e devono continuare a vivere nella comunità. Sono già in atto a questo proposito delle sperimentazioni, in collaborazione con l’Università della Calabria e con il supporto delle Istituzioni, e debbono essere portate avanti nel 2023”. Tratta invece della partecipazione strutturata delle associazioni in ambito pubblico e amministrativo, e nel controllo e valorizzazione dei presidi sanitari, l’intervento di Ernesto Mancini, presidente onorario di “Prosalus” a Palmi. “Si tratta di una modalità già sancita da una norma del 1992, che dovrebbe agire su tre livelli: regionale, provinciale, distrettuale”, dice Mancini, già fautore insieme a 55 associazioni di una proposta in regione corredata di progetto, che dopo alterne vicende è stata presa in esame dal subcommissario Esposito, e che ci si augura di portare avanti nel 2023.

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A seguire l’intervento del segretario nazionale FISMU Francesco Esposito sulle UCCP (Unità Complesse di Cura Primaria), grande risorsa durante la pandemia che sarebbe necessario ora potenziare con apparecchiature medicali adeguate attraverso i già noti “fondi non spesi”, onde evitare di avvantaggiare il privato o di spingere i pazienti fuori regione. Si sposta sull’ambito normativo l’intervento del responsabile legale di Comunità Progetto Sud Italo Reale, riportando due sentenze del Tar che superando i limiti di bilancio hanno obbligato due Comuni alla stesura e al rispetto di progetti di vita per due ragazzi autistici, come richiesto dalle famiglie: sentenze storiche che creano ovviamente un precedente significativo. Non meno significative le battaglie delle donne di San Giovanni in Fiore, capeggiate dalla presidente dell’associazione “Donne e Diritti” Stefania Fratto, che si battono dal 2020 per il potenziamento delle strutture sanitarie nelle aree interne e oggi, dopo un mese di proteste davanti all’ospedale, hanno ottenuto l’apertura di un consultorio, dove si svolgono visite ambulatoriali due volte a settimana – ma manca ancora l’ecografo. All’ingegnere esperto in edilizia sanitaria Francesco Cotantino è stato invece affidato il compito di trattare il tema non facile delle strutture e delle apparecchiature medicali, oggetto fra l’altro di uno dei capitoli del libro di Rubens Curia da lui curato, nel quale si rivela “l’assoluta anomalia che vede l’inadeguatezza assoluta dell’edilizia e dei macchinari e le ingenti risorse inutilizzate” – risorse che “ammonterebbero, facendo una somma cumulativa, a circa 2 miliardi”. Conclude don Giacomo Panizza, fondatore di Progetto Sud, che chiede per la Calabria, “servizi con un paradigma inedito, sociosanitario, con personale multiprofessionale, che affianchi competenze diverse, perché Bruxelles ci parla di coesione sociale, ma in altri termini, significa fare comunità”.

Giulia De Sensi

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