Conferenza nazionale sui beni confiscati, in Calabria sono oltre 3mila: "Pronti 50 milioni per riutilizzo"

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Catanzaro - "Oggi abbiamo invitato esperienze di altre regioni, oltre a tutte le forze dell’ordine, i prefetti, i questori della Calabria e anche l’Agenzia nazionale dei beni confiscati, proprio per fare il punto sulla situazione sia dal punto di vista legislativo sia dell’operatività. Con la delibera di Giunta dell’altro ieri abbiamo approvato il piano strategico della valorizzazione dei beni confiscati abbiamo in cantiere una serie di iniziative attingendo ai fondi comunitari che per la prima volta la Regione ha stanziato nel Por 21-27 e anche nel Fondo di sviluppo di coesione. Abbiamo una dotazione complessiva finanziaria di circa 50 milioni, abbiamo la possibilità di intervenire concretamente sui beni che l’Agenzia nazionale confisca". È quanto ha dichiarato l’assessore regionale legalità e valorizzazione ai fini sociali dei beni confiscati alla criminalità organizzata, Filippo Pietropaolo, aprendo in Cittadella i lavori della prima Conferenza nazionale sui beni confiscati alla criminalità organizzata. L'iniziativa è stata organizzata dai dipartimenti regionali insieme al Forum italiano per la sicurezza urbana (Fisu) e ad Avviso pubblico. Un focus a 360 gradi sulle politiche di valorizzazione, sul ruolo delle Regioni, delle Università, del Terzo settore, sulle esperienze delle altre Regioni, come Lombardia ed Emilia Romagna e sulla strategia della Regione Calabria, messa in campo attraverso le politiche di coesione, sulla quale hanno relazionato il dirigente generale del Dipartimento transizione digitale, Tommaso Calabrò, e la referente regionale per la valorizzazione dei beni confiscati, Antonella Sette. In apertura dei lavori sono intervenuti anche il Prefetto di Catanzaro, Enrico Ricci, il sottosegretario al Ministero dell’Interno, Wanda Ferro, l’assessore alla Legalità e Sicurezza della Regione Campania, Mario Morcone, il coordinatore nazionale di Avviso pubblico, Pierpaolo Romani, il vicepresidente Fisu, Andrea Bosi, il presidente della Commissione consiliare contro la ‘Ndrangheta della Regione Calabria, Pietro Molinaro.

L'assessore Pietropaolo ha individuato tre binari attraverso i quali finalizzare al meglio la dotazione finaziaria per la valorizzazione e il riuso dei beni. Ma non solo. "Un binario che dobbiamo percorrere – ha proseguito – è il terzo settore, cercando di individuare i soggetti che effettivamente fanno progetti sostenibili e duraturi, che non muoiano una settimana dopo, il terzo settore è il soggetto privilegiato. Poi abbiamo anche gli enti locali stessi che possono utilizzare i beni confiscati per esigenze proprie. E poi anche le forze d’ordine: nell’ accordo che abbiamo fatto tra Regione e Ministero, con il presidente Occhiuto che ha firmato una convenzione con il ministro Piantedosi, abbiamo indicato queste tipologie di attività e anche la possibilità di utilizzare i nostri fondi per aiutare i Comuni a demolire i beni confiscati che purtroppo non possono essere in alcun modo ripresi e rimessi nel circuito virtuoso".

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Anche la demolizione secondo il delegato della Giunta Occhiuto "è una cosa che serve a dare un segnale concreto alla cittadinanza che un immobile che era stato realizzato in maniera illegittima con fondi legittimi viene distrutto e il territorio rimesso nel circuito virtuoso. Questo avverrà a Torre Melissa nel mese di dicembre, ve lo comunicherà sicuramente il presidente. Una domenica, perché va chiusa la Statale 106, verrà abbattuto un ecomostro, in quella porzione di terreno la Regione ha investito, hanno dato dei fondi 700 mila euro al Comune per poter ripristinarlo oltre che abbatterlo e realizzare un intervento turistico. Questo è un segnale importantissimo che vogliamo dare". Secondo la mappatura dei beni confiscati effettuata dalla Cittalla sono tanti gli immobili sui quali poter intervenire: "Tra beni immobili e terreni - ha rilevato Pietropaolo - stiamo parlando di oltre 3.000 cespiti, di questi almeno oggi circa 60 sono già stati recuperati e avviati a un’attività produttiva nuova però noi vogliamo dare un impulso ulteriore".

B. M.

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