Il Lametino 188: La Carovana Antimafie in difesa del tribunale e l'intervento di Vitello

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Lamezia Terme, 27 maggio - L’arrivo a Lamezia della “Carovana antimafie” (promossa da Arci, Libera e Avviso Pubblico), un appuntamento importante che nelle sue tappe in Italia e nel resto d’Europa serve a tenere sveglie le coscienze, s’innesta a Lamezia nella mobilitazione contro il rischio-chiusura del Tribunale. Per questi motivi su questo numero (il 188, da sabato 26 in edicola) de “il Lametino” abbiamo intrecciato i due avvenimenti. Lo speciale contiene uno stralcio dell’intervento di Don Ciotti, fondatore di Libera, a Brindisi, dove “Carovane” è arrivata subito dopo l’ignobile attentato alla scuola Morvillo-Falcone; il pezzo di benvenuto del sindaco Speranza, che non a caso scrive che il primo appuntamento di “Carovana” sarà proprio davanti al Tribunale, dove è in atto da giorni un sit-in; il punto scritto dall’ex senatore Costantino Fittante, voce storica di Lamezia; l’intervento dei ragazzi di “Ammazzateci tutti”, un gruppo meraviglioso di giovani impegnati nel sociale e nel tenere sempre alta la guardia contro le mafie, ragazzi che ricordano anche in un altro articolo Giovanni Falcone, vent’anni dopo la strage di Capaci; le prese di posizione dei rappresentanti dell’antiracket, da Maria Teresa Morano, presidente nazionale del FAI, ad Armando Caputo, presidente dell’ALA (associazione lametina antiracket), a Rocco Mangiardi, vittima e testimone di giustizia contro il pizzo. Seguono poi le interviste a Wanda Ferro, presidente della Provincia di Catanzaro, e a Giovanni Garofano, magistrato lametino e giudice penale a Cosenza.

Ma soprattutto, per le reazioni che sta suscitando, c’è l’intervento di Salvatore Vitello, sino ad un mese fa procuratore capo a Lamezia e ora distaccato al Ministero di Grazia e Giustizia come vicecapogabinetto del ministro. L’intervento di Vitello, una esclusiva de “il Lametino”, sta creando molto rumore. Perché Vitello, che è sempre molto legato a Lamezia, con la sua consueta franchezza e onestà ha voluto fare chiarezza su questo rischio chiusura del Tribunale, una chiarezza dovuta al fatto che sull’onda della protesta contro un provvedimento ingiusto e pericoloso si stanno innestando strane manovre politiche, interessi di parte, che solleticano l’istinto campanilistico quando invece è necessario far luce sui motivi per cui il Tribunale è arrivato a questa situazione.

Vitello scrive chiaramente che i motivi vanno cercati innanzitutto in quella legge delega, varata a settembre dell’anno scorso dall’allora governo di centrodestra. Scrive appunto il magistrato: “Un limite è dato dalla disposizione della legge delega che impone il mantenimento del tribunale c.d. provinciali. Questa disposizione non è coerente con la logica (…) e verosimilmente l’introduzione di questo limite risente della fretta e delle modalità con cui è stata varata la legge di delega, che invece richiedeva un più approfondito dibattimento parlamentare” (il neretto è del sottoscritto). Le altre riflessioni mettono in chiaro le motivazioni tecniche e giuridiche del rischio chiusura, ma puntano anche sulla ”mentalità” con cui a Lamezia si sta affrontando il problema. Per questi motivi l’intervento di Vitello va letto con attenzione per capire dove stanno le radici del problema.

Nel resto del giornale, oltre le consuete rubriche storiche e culturali, ci sono due pagine che ci preme sottolineare, quelle che riguardano la scomparsa di Graziella Riga. Rappresentano un grande ricordo di Graziella, scritto da una sua compagna di scuola e poi amica e vicina di casa: uno spaccato personale ma anche un affresco di un’epoca che è passata e in cui Graziella è stata protagonista per la sua preparazione, la sua attività e la sua sensibilità.

Buona lettura a tutti.

b.not.

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