Lamezia, Lega a D’Amico: “Non esistono epurazioni e complotti, scelta sua”

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Lamezia Terme - “In queste ore abbiamo assistito all’ennesima conferenza stampa costruita sul solito copione del vittimismo. Un vittimismo peloso, costruito ad arte, che prova a ribaltare una realtà che invece è chiarissima. Diciamolo senza giri di parole: non c’è stata alcuna cacciata, né alcuna ingiustizia. C’è stata una scelta. Sua. Ed è stata lei stessa a dirlo: si è staccata dal gruppo consiliare che l’aveva indicata” è quanto si legge in una nota di Lega Lamezia Terme.

“Quindi basta racconti e ricostruzioni fantasiose. Non esistono epurazioni. Non esistono complotti. Esiste una decisione autonoma di cui oggi si tenta di scaricare la responsabilità sugli altri. La verità è una sola: è lei che è venuta meno alla parola data ai cittadini, al gruppo e alla coalizione. È troppo facile prendere i voti di una coalizione e poi fare altro, così come è troppo facile oggi vestirsi da vittima. Non era la prima scelta del partito, per un criterio meritocratico chiaro basato sui consensi: chi prendeva più voti aveva priorità. Lei era arrivata terza, e lo ha confermato anche lei”.

“Nonostante questo, le è stata data fiducia, una fiducia piena e concreta consegnata nelle sue mani, che andava rispettata e onorata, non trasformata in una posizione personale né utilizzata per costruire una narrazione individuale. Perché quando un incarico nasce da una scelta politica e da un gruppo, si risponde prima di tutto a quel gruppo e al mandato ricevuto. E invece anche su questo, i fatti dicono altro. L’incarico nasceva da un accordo chiaro: lavorare in squadra, rispettare il programma, condividere le scelte. Accordo accettato e poi rotto. Questo è il punto politico. A,b,c..della politica”.

“Nel frattempo la realtà amministrativa racconta altro. Nel pieno dell’emergenza buche, a gennaio, dov’era? Perché non dice ai cittadini che è stato necessario l’intervento diretto del Sindaco e del gruppo consiliare per tamponare una situazione che non era stata affrontata? E ancora, quali atti amministrativi concreti ha prodotto? La risposta è semplice: zero. Al netto della comunicazione, non c’è traccia di una reale azione amministrativa. Se questa autonomia avesse prodotto risultati concreti, ben venga. Ma la domanda resta: dove sono gli atti, dove sono i risultati? Perché la realtà è sotto gli occhi di tutti. All’inizio della consiliatura il gruppo ha messo in campo una vera potenza di fuoco politica e amministrativa, imponendo controllo, verifica e indirizzo sugli uffici e sui settori. Quel lavoro era politica, non comunicazione. E invece è stato trasformato in una narrazione personale fatta di foto e propaganda. Ma un assessore produce soprattutto atti e poi comunicati, non si limita a raccontare il lavoro quotidiano degli altri che procede già in automatico”.

“Il compito di un assessore è coordinare, indirizzare e programmare, dare una direzione. E invece cosa abbiamo visto? Nessuna linea, nessuna programmazione, nessun piano per come la buona amministrazione impone. E qui sta il punto vero: mancava un piano. Perché senza programmazione non c’è amministrazione e senza indirizzo politico gli uffici vanno avanti da soli. E allora la domanda è inevitabile: di cosa stiamo parlando? E infatti, l’unico atto realmente concreto è quello delle Guardie Ambientali, consegnato dal gruppo nelle sue mani. Questo non è lavorare nell’interesse della città? Perché non raccontare anche questa verità? Il resto è ordinaria amministrazione degli uffici. Questa è la verità".

“Siamo stati fin troppo pazienti e disponibili, abbiamo tentato in tutti i modi di ricondurre la situazione dentro un percorso politico serio, condiviso, finalizzato alla tutela anche umano e lo hanno fatto soprattutto i vertici del partito, e lei questo lo sa benissimo, ma evidentemente c’era altro. E non è dietrologia, è politica: forse gli obiettivi erano diversi da quelli del programma elettorale. Noi invece da quel programma non ci siamo mossi di un centimetro, perché per noi politica significa rispettare la parola data ai cittadini. E poi c’è un’altra affermazione che lascia francamente senza parole: “non sono l’assessore del gruppo ma della città”. Ma davvero? Il gruppo ha sempre lavorato per la città. E lei lo sa benissimo. Tant’è che atti concreti, come quello delle Guardie Ambientali, sono stati costruiti e messi nelle sue mani proprio dal gruppo. Quindi questa narrazione non regge. Si smentisce da sola. E allora un’altra domanda: a cosa serve tutto questo protagonismo? Cosa c’è di più bello che servire la propria città insieme al gruppo che ti sostiene e che ti ha indicato? Perché questa ricerca spasmodica di autonomia e per fare cosa? Noi una risposta ce l’abbiamo e la teniamo per noi, ma così non è servizio alla città. E deve finire questo spettacolo. Perché la verità la conosciamo noi, la conosce lei e nei fatti l’ha già confermata".

“E poi, perché dire bugie palesi? Sul commissario cittadino la realtà è semplice: il commissariamento regionale era già avvenuto da mesi e a cascata erano decaduti tutti i ruoli territoriali. Quindi di cosa si sarebbe dimessa oggi? Di nulla. Perché gettare fango su un partito che le ha dato tanto? Un partito che andava bene finché garantiva incarichi e che diventa un problema quando si parla di buona amministrazione e condivisione. Colpisce poi un dato politico evidente: oggi i suoi principali attestati di solidarietà arrivano da esponenti di quella sinistra che ha perso le elezioni e che tenta di delegittimare questa amministrazione. E addirittura si prova a spostare il piano sul tema del genere, ma qui siamo alla follia totale. Non è mai stata messa in discussione una persona perché donna, anzi abbiamo indicato un’altra donna come assessore. Tirare in ballo questo tema è un tentativo evidente di spostare il confronto e alimentare una narrazione utile solo a destabilizzare”.

“Perché è chiaro quello che sta accadendo: c’è un’operazione politica in corso per delegittimare questa amministrazione, utilizzando dichiarazioni, mezzi di informazione e strumenti indiretti per creare pressione. Ma non funziona così. Noi non ci prestiamo a questo gioco e non arretriamo di un millimetro. Oggi dobbiamo anche correggere il tiro sul DUP: non si trova traccia concreta delle linee programmatiche nei settori di competenza. Abbiamo perso quattro mesi di lavoro e questo dispiace per la città. Ora bisogna ripartire con una programmazione seria, perché la verità è una sola: oggi quella programmazione non esiste. Va ricostruita, va riformulata e questo significa ripartire da zero. Sulla vicenda degli audio resta una domanda: come è possibile che contenuti riservati siano diventati pubblici? Anche questo merita chiarezza. A questo punto ben venga il provvedimento del Sindaco, un atto necessario e nell’interesse della città. Adesso basta chiacchiere, basta chiacchiericcio: serve una sola cosa, risultati. Il Sindaco è intervenuto non solo perché è venuto meno il rapporto di fiducia, ma anche perché non vi sono stati risultati concreti. Quando i cittadini si lamentano delle periferie, delle buche, del degrado e dell’erba alta esiste una responsabilità politica precisa. E allora la domanda è semplice: dovevamo continuare così? Continuare a essere etichettati come inefficienti mentre le responsabilità erano altrove? Questo sarebbe stato follia allo stato puro”.

“Per quanto ci riguarda la fiducia è venuta meno perché lo ha scelto lei, con noi e nel rapporto con il Sindaco, che oggi va tutelato rispetto a continui attacchi strumentali con l’unico obiettivo di delegittimarlo. Il Sindaco è intervenuto perché doveva farlo, perché era giusto e necessario a tutela della città. Noi ripartiamo più forti di prima, con i piedi per terra, perché dobbiamo fare una cosa sola: lavorare e pedalare. Il nostro rimane un gruppo compatto e forte, capace di uscire più forte che mai anche dal tentativo di sabotaggio interno prontamente sventato. Con una sola priorità: Lamezia Terme”.

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