Caro fitti per i fuorisede, il disagio degli studenti lametini: “Tanti sacrifici per chi parte da Sud”

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Lamezia Terme - Sono schizzati alle stelle i prezzi degli affitti nelle grandi città universitarie italiane, che dopo il calo dovuto alla pandemia, nell’ultimo anno hanno non solo ripristinato ma superato di parecchio la soglia massima precedente. La cosa ha messo in difficoltà soprattutto gli studenti, in particolare quelli provenienti dal sud della penisola, costretti ad affrontare regolarmente anche le spese di viaggio. Numerose le testimonianze di studenti lametini fuori sede e di giovani lavoratori alle prese con la prima occupazione al nord, che devono fare i conti tutti i giorni con una situazione divenuta insostenibile. In cime alla classifica delle città più care sicuramente Milano, dove si verificano delle vere e proprie speculazioni.

“Di recente cercando casa ho visto diversi annunci per delle camere singole anche a 900/1000 euro mensili, e non in Duomo, ma anche in zone universitarie. Per una doppia se va bene si va sulle 500 euro”, racconta Elisa di Lamezia e iscritta al Politecnico, “Dopo il covid gli affitti si sono alzati di 150/200 euro: la stanza non centrale che occupavo nel 2019 al prezzo di 575 euro, quest’anno sarà fittata a 700 euro”, aggiunge una coetanea. “Penso che l’aumento sia stato generalizzato”, spiega un altro studente, “I prezzi sicuramente variano con le zone, ma a meno di 500 euro, anche uscendo dal centro, non si trova nulla come singola. Perfino spostandosi a Cinisello Balsamo, che è un comune appena fuori Milano, il prezzo di una stanza si aggira comunque intorno alle 550 euro”. Non molto meglio a Roma, dove una singola in zona centrale si aggira intorno alle 700 euro più spese, e dove ultimamente si verifica un fenomeno curioso.

“Negli ultimi tempi c’è una corsa fra i residenti ad acquistare seminterrati”, racconta un agente immobiliare della zona, “perché costano di meno, rispetto agli appartamenti di superficie, e si affittano subito agli studenti, che pur di risparmiare qualcosa sono contenti di rinunciare al beneficio di una buona esposizione alla luce naturale”. Per quanto riguarda Bologna e Torino, in entrambe le città una singola in zona universitaria si aggira intorno alle 500 euro, mentre il prezzo medio di una doppia vira verso le 350, con oscillazioni ancora forti se si sceglie una zona periferica o meno servita: “Ad esempio, una stanza a Torino sud o a Torino centro è più costosa che non a Torino nord” spiega la lametina Paola che invece studia nel capoluogo piemontese. Ma inevitabilmente, allontanandosi, si spende più tempo e denaro per spostarsi con i mezzi. Una situazione non facile, soprattutto per le famiglie e per gli studenti lavoratori, che in piena crisi economica vedono chiaramente sfumare il sogno di studiare nella Facoltà e nella città che magari avevano già scelto, in un paese dove il diritto allo studio, nella sua pienezza, può essere esercitato solo in base alle possibilità economiche e al luogo di residenza.

Giulia De Sensi

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