
Vibo Valentia - I Procuratori della Repubblica di Vibo Valentia e di Lamezia Terme, Camillo Falvo e Salvatore Curcio, hanno commentato i risultati delle attività di monitoraggio e repressione sul sistema depurativo lungo la costa tirrenica calabrese presentati nel corso di una conferenza stampa nel porto di Vibo alla quale hanno partecipato i due magistrati. "Quando l'anno scorso abbiamo iniziato questa attività - ha detto il Procuratore Falvo - sembrava che ci trovassimo di fronte ad un compito improbo. Adesso, invece, abbiamo la possibilità di fornire i risultati di tutto un anno di attività e di analisi sulle cause profonde dell'inquinamento del mare. Questa è una buona base di partenza per tutto il lavoro che dovrà essere svolto nei prossimi anni perché si tratta di un progetto di intervento che coinvolge più istituzioni. La sinergia tra Procure in questo caso era necessaria perché sia quella di Vibo che quella di Lamezia hanno competenza sul tratto di mare che forse, da questo punto di vista, è messo peggio in Italia per via delle correnti. Il problema della cattiva depurazione, comunque, non è solo calabrese. Qualche risultato lo abbiamo visto, anche se ci aspettavamo qualcosa in più. Siamo soddisfatti, comunque, rispetto a quelle che erano le premesse e speriamo che, grazie agli interventi che verranno programmati nei prossimo mesi e per i prossimi anni, riusciremo ad avere altri risultati ben più importanti per rendere il nostro mare più fruibile".
"E' cambiato - ha detto, da parte sua, il procuratore Curcio - l'approccio alla tematica dell'inquinamento ambientale, e nella fattispecie a quello marino, perché si è partiti da una prospettiva di tipo diverso, ed in particolare dall'analisi di alcuni dati relativi alla produzione di fanghi da depurazione, che rappresentano nella stragrande maggioranza dei casi le problematiche legate al cattivo funzionamento del settore. Analizzandoli si è scoperto, per esempio, che vengono dichiarati 34 mila tonnellate di fanghi, mentre una stima reale si aggira sulle 200 mila tonnellate. Ci sono quindi 166 mila tonnellate che mancano all'appello e non è difficile capire dove vanno a finire. Si è lavorato molto, comunque, dal punto di vista amministrativo ed un grande sforzo è stato profuso dalla Regione, venendo incontro ai Comuni e garantendo la copertura economica e nella gestione dello smaltimento dei fanghi da depurazione. Si è iniziato, con l'ausilio delle forze dell'ordine, ad effettuare monitoraggi più capillari, con sforzi enormi, e ad effettuare sequestri preventivi". "I Comuni, comunque - ha aggiunto il Procuratore di Lamezia - devono essere assistiti dal punto di vista tecnico anche per la parte negoziale perché è impensabile che un ente stipuli un contratto con una società che gestisce un impianto di depurazione che preveda una quantità di fanghi smaltiti che poi si differenzia rispetto alla produzione reale dello stesso. Al contempo bisogna contribuire a sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema ambientale".
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