Emergenza erosione lungo la Statale 18, sindaci chiedono soluzioni: "Superare la burocrazia"

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Nocera Terinese - Dalla frana sulla Statale 18 al dramma inondazione del centro abitato nella frazione Marina. Nocera Terinese, come gli altri comuni tirrenici del Lametino e del Basso Cosentino, vivono da anni con la paura delle mareggiate che hanno inghiottito interi tratti del litorale, mettendo a rischio anche l'incolumità dei residenti. Fra i promotori di un incontro importante fra tutti i sindaci della costa che va da Paola, San Lucido, Amantea fino a Gizzeria, il primo cittadino di Nocera Terinese, Saverio Russo.

Cosa avete deciso nell'incontro che si è svolto ad Amantea?

"Abbiamo due problemi seri, la frana sulla Statale 18 e il problema del centro abitato dove stiamo intervenendo con barriere temporanee ma deve esserci un intervento definitivo altrimenti il problema non si risolve. Alla conferenza di Amantea abbiamo invitato tutti i sindaci della costa tirrenica partendo da San Lucido fino ad arrivare a Gizzeria. Il problema della Statale 18 è un problema molto serio, e non solo la Statale ma anche la ferrovia, perché in alcuni casi la linea ferrata è stata seriamente colpita. Il sindaco di Paola, presente anche lui alla riunione, ci ha informato che le Ferrovie hanno fatto un intervento urgente. Ci siamo determinati, come sindaci di questa fascia tirrenica, a fare un documento, chiedendo un intervento unico. Non uno per ogni comune, ma che coinvolga una fascia ampia di litorale. Nel documento, chiederemo alla Regione e al Governo un intervento sostanzioso e risolutivo".

Ci sono già studi?

"Si ci sono. Le Ferrovie per quanto è dato sapere hanno già studiato qualcosa su tutto il tratto. Loro naturalmente quando succede un evento intervengono d'urgenza. Ma gli studi esistono e devono tradursi in atti concreti. Noi chiediamo anche interventi per eliminare i tempi burocratici. È inutile parlare oggi di una barriera e poi realizzarla fra due o tre anni con il lievitare dei costi. Se viene stanziato un milione e l'erosione continua, quel milione non basta più ce n'è vogliono tre, quattro...".

Un altro dramma è quel che resta del lungomare. Cosa si sta facendo?

"Sui resti c'è stato un contributo assegnato al Comune da parte della Regione con la Protezione civile di circa 300mila euro. Ma il problema qual è? Smaltire tutto quello che c'è e fare una bonifica con questa cifra non è possibile. Con quei pochi soldi si è smaltito quello che si poteva smaltire. Oggi non è semplice smaltire un chilometro di lungomare e soprattutto con 300mila euro. Tra l'altro la bonifica comprende anche il seppellimento di questi resti, perché si può procedere in questo senso giacché ormai sono stati analizzati ed è stato stabilito che non sono pericolosi. Stiamo lavorando per chiedere altri fondi e colgo l'occasione per rispondere a chi dice che è tutto abbandonato. La verità è che con 300mila, ripeto, non si può fare più di quello che è stato fatto fino ad oggi. Ovvero, l'inizio della bonifica. Speriamo che possa continuare perché, mi creda, bonificare costa più che realizzare. Comunque noi stiamo andando avanti e cerchiamo si essere vigili. Ci terrei a sottolineare che la Protezione civile ci è vicina e siamo sempre in contatto".

A.C.

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