Lamezia, Carito (Pd): "Pronto Soccorso al collasso, due soli medici e numerosi pazienti"

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Lamezia Terme – “Pronto Soccorso di Lamezia ancora al collasso”. È quanto denuncia, in merito alla dura giornata di ieri vissuta nel nosocomio cittadino, Francesco Carito del PD che, racconta: “alle 18:30, al pronto soccorso di Lamezia Terme, decine di persone in attesa di essere visitate, 2 in codice rosso e numerose in codice giallo e verde. A visitare i pazienti, in ordine di gravità, due soli medici: una dottoressa italiana e una cubana. Qualche infermiere che si destreggia tra accettazioni e assistenza ai pazienti, due guardie giurate e un poliziotto a calmare gli animi dei parenti dei malati che prendono d’assalto la sala d’attesa come mosche sul miele. Tutto ciò mentre il nostro governatore Occhiuto si vanta di aver risolto i problemi della sanità calabrese con l’assunzione di medici attraverso l’ultimo concorso regionale. Peccato, però, che tale concorso risulti ancora incompiuto poiché la prova scritta è stata svolta quasi due mesi fa dai candidati che attendono ancora la convocazione per la prova orale e pratica”.

Nel frattempo, secondo Carito: “i nostri medici, in particolare quelli che operano nel servizio di emergenza/urgenza, sono costretti a fare i salti mortali pur di curare i cittadini. Turni interminabili, strumentazioni non funzionanti o del tutto assenti, poche barelle e reparti saturi. Ultima, e non per importanza, la sicurezza sul lavoro di medici, infermieri e operatori sanitari, costretti a subire quotidianamente aggressioni fisiche e verbali dai pazienti e dai loro parenti, esasperati da una situazione ormai incancrenita. Queste sono solo alcune delle problematiche che affliggono i professionisti della sanità calabrese e che i cittadini denunciano ormai da anni. Quindi caro Presidente Occhiuto, piuttosto che chiamare medici dall’estero, pagandoli a peso d’oro e perdendo tempo per insegnare loro la lingua (e la medicina) italiana, faccia portare a termine i concorsi banditi e acceleri le assunzioni perché ne abbiamo veramente bisogno”.

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