
Lamezia Terme - Criticità nell'erogazione dei pasti all'ospedale Giovanni Paolo II. A segnalarle Felice Lentidoro e Fiore Isabella, responsabile di Cittadinanzattiva e Tribunale per i Diritti del malato che scrivono al Prefetto di Catanzaro per un incontro che possa risolvere la situazione.
“Ottemperando alla nostra attività di volontariato – precisano Lentidoro e Isabella - abbiamo raccolto ripetute segnalazioni dell'utenza che ci informava di forti criticità nel servizio mensa dell'ospedale “Giovanni Paolo Secondo” di Lamezia Terme. Successivamente, il 6 aprile scorso, monitorando quotidianamente l'evolversi delle criticità nella fornitura dei pasti ai degenti, abbiamo deciso di inviare una lettera, tramite Pec, al Direttore generale dell'ASP, dr. Lazzaro, per conoscere i motivi del disagio nella fornitura dei pasti e le iniziative da intraprendere per rimuoverlo”.
“Nonostante il disagio continuasse a pesare sui nostri malati – fanno sapere - al momento, nessun cenno di attenzione da parte del destinatario delle nostre segnalazioni ci è stato indirizzato. Eppure le criticità continuano a persistere e riguardano: i pasti quotidiani distribuiti parzialmente e mai comprensivi di tutti gli alimenti necessari a garantire l'assunzione di sostanze dieteticamente bilanciate; una riduzione quantitativa dei pasti sistematicamente depennati, a volte del primo piatto, a volte del secondo o di altri elementi indispensabili a garantire l'equilibrio nutrizionale; pasti non garantiti ai pazienti con particolari patologie (vedi diabetici) bisognosi di diete rigorosamente individualizzate; carenza nell'approvvigionamento dell'acqua per i pazienti che ha suggerito agli operatori del reparto di Chirurgia, compreso il primario, di acquistarla per non lasciare i degenti senza il prezioso liquido”.
E concludono “Una situazione, Eccellenza, estremamente critica che ci ha convinti a chiedere un Suo autorevole intervento finalizzato a rimuovere le cause del disagio che i degenti dell'ospedale di Lamezia Terme sono, oltre alle patologie di cui sono portatori, costretti a sopportare. Fiduciosi in un suo tempestivo intervento, Le diamo la disponibilità ad incontrarLa qualora ritenesse necessario avere, dagli scriventi, ulteriori chiarimenti”
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