Lamezia, corona d'alloro e momento di raccoglimento per ricordare i Martiri delle foibe in città - Reazioni

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Lamezia Terme – Oggi, venerdì 10 febbraio, giornata dedicata al Ricordo dei Martiri delle foibe. Anche l’Amministrazione Comunale di Lamezia, questa mattina, in via Martiri delle Foibe, in una sobria cerimonia commemorativa ha reso omaggio alle vittime con la deposizione di una corona d'alloro e un momento di raccoglimento. Il “Giorno del Ricordo” che viene celebrato in memoria delle vittime delle foibe, dell'esodo giuliano-dalmata e delle drammatiche vicende del confine orientale negli anni a cavallo del secondo dopoguerra è stato istituito per legge nel 2004. Il 10 febbraio rappresenta il momento solenne in cui vengono ricordate le migliaia di infoibati e i circa 250mila profughi giuliani, dalmati e fiumani che furono costretti a lasciare le loro case dopo la firma dei Trattati di Parigi, il 10 febbraio 1947, che assegnavano alla Jugoslavia l'Istria, il Quarnaro e la maggior parte della Venezia Giulia

Oggi, quindi, è un’occasione "per ricordare e dunque conservare, la memoria di numerosi innocenti, e come monito di crescita culturale e civica. Conoscere la storia del nostro essere italiani, rappresenta uno strumento per mantenere e tramandare il patrimonio storico, culturale e sociale della nostra comunità nazionale".

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Occhiuto: "Sia momento di riflessione, tragedia occultata per troppi anni"

“Nel Giorno del Ricordo rinnoviamo la commossa memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, e dell’esodo degli istriani, dei fiumani e dei dalmati dalle loro terre. Le stime parlano di più di diecimila persone uccise, gettate spesso ancora vive nelle cavità rocciose dell’altopiano del Carso. Un pezzo di storia amarissima, per troppi anni occultato, che lega il nostro Paese alla guerra ma che oggi deve rappresentare un importante momento di riflessione affinché quegli orrori non si ripetano mai più”. Lo afferma in una nota Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria.

Bruni: “Giornata è invito a riflettere sulla tragedia e sulle sofferenze a lungo taciute”.

“Oggi con il Giorno del Ricordo, riflettiamo sulle sofferenze, sulle atrocità e sull’esodo disperato a cui furono costrette decine di migliaia di persone nelle aree del confine orientale, dell'Istria, di Fiume e delle coste dalmate. Una pagina di storia della tragedia della Seconda Guerra Mondiale e delle sue conseguenze. Nonostante siano passati tanti anni le ferite restano ancora aperte, soprattutto nel cuore di quelle famiglie che hanno subito la perdita di affetti cari. I crimini contro l'umanità scatenati in quella guerra non finirono mai del tutto con la liberazione dal nazifascismo, ma continuarono nella persecuzione e nelle violenze, perpetrate da un altro regime autoritario, quello comunista. Un dolore immenso accompagnò l’esodo delle comunità italiane giuliano-dalmate e istriane, che per lungo tempo è stato taciuto e tenuto nascosto. Un contributo determinante per riportare alla luce fatti storici oscurati o dimenticati è venuto delle associazioni degli esuli, con i quali è stato possibile ricostruire la memoria di quanto accadde, che è la sola condizione in grado di affermare pienamente i valori della democrazia e della libertà. Oggi l’Italia ha ricostruito dei buoni rapporti con la Slovenia e per questo è importante tenere vivo il dialogo e l’amicizia tra le nostre genti e le nostre culture. Dobbiamo ricordare sempre per evitare che in futuro possano ripetersi tragedie umane di questa portata”. Lo scrive in una nota Amalia Bruni. Capo del Gruppo Misto in Consiglio Regionale.

Saccomanno (Lega): “Dedicare una via, una piazza, un largo, un monumento ai Martiri delle Foibe”

“Importante iniziativa della Lega: il Consigliere Comunale di Caraffa, Serena Notaro, ha chiesto al Sindaco, dottor Antonio Giuseppe Sciumbata, e ai componenti del Consiglio Comunale, con una articolata istanza, avente ad oggetto: Intitolazione di una via, una Piazza, un Largo, un Monumento, un Parco o un Giardino ai “Martiri delle Foibe e agli esuli d’Istria, Fiume e Dalmazia”, di dare un riconoscimento toponomastico intestandoli a loro. Un modo per ricordare adeguatamente coloro che hanno perso la vita, che hanno sofferto e che sono stati uccisi in modo mostruoso dalle forze politiche comuniste guidate da Josip Broz, nome di battaglia "Tito". Nella stessa richiesta è stato anche chiesto di celebrare adeguatamente, attraverso la partecipazione, comunicazioni ai cittadini e iniziative mirate, le commemorazioni del Giorno del Ricordo, e, ancora, a proporre iniziative ulteriori che ricordino stabilmente e nel tempo quanto previsto dalla richiamata Legge 92/2004, al fine di far conoscere la storia come accertata dai governi italiano e sloveno tramite le indagini della Commissione storico-culturale italo-slovena. Una iniziativa di grande rilievo e che tende a non dimenticare i massacri di innocenti, bambini, donne da parte della furia comunista. Per tanti anni una simile tragedia è stata quasi dimenticata. Grande responsabilità nel tentativo di nascondere gli orrori commessi. Oggi non è più possibile trascurare quanto accaduto e le migliaia di persone che sono state torturate e massacrate. Si tratta di crimini pesanti e che devono essere portati a conoscenza, con tutti i sistemi, a coloro che verranno dopo, per comprendere di cosa si è stati capaci e, quindi, di poter e saper scegliere con determinazione e consapevolezza. Sarebbe auspicabile che tutti i comuni prendessero in considerazione tale iniziativa e ricordassero adeguatamente i Martiri delle Foibe”.

Associazione 10 febbraio: "Una pagina triste, tragica e crudele della storia europea"

"Nella Giornata del Ricordo l’associazione 10 febbraio ha commemorato le vittime delle foibe in Calabria nella città di Lamezia Terme proprio nella via intitolata ai martiri di quell’eccidio. Lo ha fatto con la deposizione di un mazzo di fiori accompagnato dallo sventolio di bandiere tricolori. Quello delle foibe fu una sorta di giustizialismo ideologico scaturito da tumulti di odio che sfociarono tutti in una cruenta pulizia etnica portata avanti dai comunisti slavi guidati dal maresciallo Tito nei confronti degli italiani. Una pagina triste, tragica e crudele della storia europea, tenuta occultata per oltre mezzo secolo e ancora oggi si fa fatica nel farla entrare di diritto nella memoria storica e condivisa del nostro Paese" è quanto si legge in una nota dell'Associazione.

"Non si trattò, come qualcuno ha voluto erroneamente voler far credere, ad una caccia al fascista, perché vittime di quell’orrore furono tutti, anche sacerdoti, la loro unica colpa agli occhi dei boia, quella di essere italiani. Ancora oggi il numero dei morti è imprecisato e va comunque considerato per difetto visto che ci sono cavità carsiche naturali ancora inesplorate da cui potrebbero essere riesumanti altri corpi. Altra povera gente colpita da quell’odio titino furono anche gli oltre 350 mila sfollati , istriani, dalmati e fiumani, costretti a lasciare le proprie case per divenire esuli e perseguitati dall’odio comunista. La coscienza nazionale di un Paese che si possa definire civile, deve accompagnarsi al coraggio di avere una onestà morale ed intellettuale in grado di far comprendere alle generazioni dei più giovani, specie degli studenti, che qualunque persona uccisa per odio razziale, religioso o politico, rientra nell’effettivo crimine contro l’umanità. Non possono e non potranno mai esistere eccidi di serie A e di serie B, con verità spesso infoibate è il caso di dire, per troppi anni, come è stato per questi martiri , nostri connazionali che oggi noi ricordiamo".

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foibeb45-a246bc2435d5_e708a.jpgI militanti della segreteria cittadina della Lega di Lamezia hanno deposto una corona di fiori presso la stele di Via Martiri delle Foibe

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