
Lamezia Terme - Educare le future generazioni alla cultura della sicurezza è stato l’obiettivo degli incontri formativi svolti, il 27 e il 28 febbraio, nell’Aula Magna dell’Istituto Comprensivo Manzoni-Augruso di Lamezia Terme. La scuola, ambiente di lavoro per il personale e contesto di vita per gli alunni, diventa il luogo ideale per promuovere la cultura e la pratica della sicurezza attraverso percorsi d’informazione e di formazione.
La testimonianza formativa è stata introdotta dal maestro del Lavoro Nicola Morabito, del Consolato di Reggio Calabria ed approfondita dal maestro del Lavoro Enzo Niglio. Entrambi hanno sottolineato come sia importante organizzare, strutturare e articolare momenti di riflessione con le scuole, al fine di sensibilizzare le nuove generazioni nell’adozione di comportamenti consapevoli e sicuri. Investire nella cultura della sicurezza all’interno dell’ambiente scolastico significa aiutare i ragazzi a riconoscere i rischi e guidarli nell’adozione di comportamenti adeguati per vivere in sicurezza e fornire loro la sensibilità, la conoscenza e la consapevolezza del rischio stesso. È emersa la duplice immagine della scuola che ha la grande responsabilità di garantire la sicurezza degli studenti nell’ambito dell’istruzione e di preparare gli studenti alla vita futura, aiutandoli a sviluppare un maggior senso di responsabilità nei confronti della sicurezza propria, altrui e dell’ambiente. La testimonianza formativa è stata avviata attraverso una serie di slide contenente il numero di incidenti, di morti, di infortuni in differenti contesti; a seguire la visione di un filmato, realizzato negli ambienti scolastici, che ha mostrato come siano i comportamenti a determinare situazioni pericolose. Per coinvolgere e interessare gli alunni sono state analizzate azioni quotidiane, situazioni concrete individuate nei contesti familiari che coinvolgono gli studenti in prima persona. I Maestri del Lavoro hanno spiegato ai ragazzi il modello O.R.G.I. (osservazione, reazione, giudizio, intervento) illustrando in maniera semplice il processo psicologico che dà luogo al comportamento e, quindi, come attivare comportamenti sicuri anziché pericolosi. Si è illustrato come l’osservazione di una realtà complessa (ovvero una situazione di pericolo) possa portare ad un’interpretazione soggettiva e non sempre corretta della realtà.
Una testimonianza formativa importante che ha affinato le capacità di percezione dei rischi nei ragazzi relativamente allo spazio in cui si muovono; li ha invitati a prestare maggiore attenzione sempre e comunque; li ha guidati ad acquisire la consapevolezza che ciascuno di noi è responsabile, attraverso i propri comportamenti, della sicurezza propria e di quella altrui. Non sono mancati momenti di confronto, di riflessione e di interazione con i ragazzi presenti.
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