
Lamezia Terme - Esperienza didattica "fuori classe" per gli studenti del professionale agrario di Lamezia (IIS Costanzo) in un'azienda zoo-tecnica del territorio per una mattinata “inclusiva e piacevole”.
“Un’esperienza nuova, vissuta da alunni e professori in maniera spensierata e inclusiva, al di fuori del solito contesto classe, a contatto con la natura e con gli animali, sotto la guida di professionisti del settore zootecnico che hanno regalato ai nostri ragazzi una mattinata divertente e formativa”. Con queste parole la dirigente scolastica dell’istituto di istruzione superiore “L.Costanzo”, con sede a Decollatura, Antonella Mongiardo, commenta l’esperienza organizzata dal professionale agrario di Lamezia Terme per promuovere l’inclusione al di fuori delle aule scolastiche. “In coerenza con gli indirizzi educativi della scuola - precisano dall’istituto - che puntano a rafforzare l’inclusione, l’attività esperenziale, il benessere didattico e il senso di appartenenza al territorio, il Costanzo-sede di Savutano ha realizzato, su iniziativa del prof. Gennarino Ruberto, una visita guidata nel Palazzo Ranch, un’azienda agro-zootecnica di 45 ettari di seminativi e pascoli, con la presenza di diversi animali, suini, polli, tacchini e bovini da carne Limousine Charolaise e Chianina, allevati secondo i criteri della zootecnica biologica. Nella struttura sono presenti un mattatoio aziendale e un punto vendita al dettaglio di carni fresche e salumi tradizionali”.

I ragazzi dell’agrario, accompagnati dai loro docenti e dai referenti di plesso, hanno trascorso una inusuale mattinata in stile country, visitando le stalle, i capannoni, le attrezzature, i fienili, sotto la guida dell’imprenditore Manolo Pasini. La mattinata si è conclusa con una degustazione di salumi e formaggi offerta dai proprietari. “Gli alunni – riferisce la referente professoressa Daniela Le Pera - hanno manifestato interesse per la struttura, interagendo positivamente e con grande spontaneità alle sollecitazioni del dottor Pasini”. Soddisfatto per la riuscita della sperimentazione didattica, il professore Ruberto mette in risalto soprattutto l’aspetto dell’inclusione dell’iniziativa, che ha coinvolto anche i ragazzi con disabilità, accompagnati dai rispettivi docenti. “Per i nostri ragazzi più fragili - dice Ruberto - lo spazio aperto, l’assenza di vincoli e barriere, insieme all’incontro ravvicinato con la natura e gli animali, particolarmente docili al contatto umano, ha permesso di vivere e respirare la realtà agricola con grande serenità”.

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