Lamezia, l’11 maggio incontro con Nuccia Carmagnola scrittrice ed esperta della cultura del cibo calabrese

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Lamezia Terme -  "Cibo, vini, extravergini, biodiversità, Ambiente, territorio, dieta mediterranea, benessere… Sono solo alcuni temi di cui si parlerà a Lamezia Terme mercoledì prossimo 11 maggio - alle ore 17:00 nella Sala del Museo Diocesano (ex Seminario Vescovile) - in occasione della presentazione dei libri di Nuccia Carmagnola, scrittrice ed esperta di enogastronomia. Studiosa e infaticabile pioniera della cultura del cibo calabrese, Nuccia Carmagnola sarà presente all’evento che è patrocinato dall’Amministrazione comunale lametina e vedrà impegnati il sindaco della Città, avvocato Paolo Mascaro; la dirigente della Regione Calabria, Ersilia Amatruda; la titolare dell’assessorato comunale alla Cultura, l’archeologa Giorgia Gargano; il presidente del Cda di Lamezia Europa, dr. Leopoldo Chieffallo; la Componente del Distretto del Cibo lametino, dr.ssa Anna Maria Mancini e la Fiduciaria della Condotta “Slow Food” di Lamezia Terme, dr.ssa Mariacristina Mazzei" è quanto si legge in una nota.. 

Il confronto, che sarà moderato dal giornalista Gianfranco Manfredi, oltre a illustrare il volume “Un vitale percorso di cultura tra storia e attualità” ripercorrerà "l’intesa produzione saggistica di Nuccia Carmagnola che è sommelier, autrice di molte pubblicazioni (“Sapori di Calabria”, “Dolce e piccante: scoprite la vita”, “Calabria, storie di gusto…”, ecc.) e infaticabile organizzatrice di eventi culturali che hanno visto sempre al centro, nell’arco di un quarto di secolo,  la cultura del benessere e del cibo in tutte le sue declinazioni: dal vino al pane, dall’olio al peperoncino, dagli agrumi rari come il bergamotto alla cipolla rossa, dalla castagna alla patata, agli agrumi, al miele, ai piatti tradizionali della cucina contadina - e aggiungono - l’opera della Carmagnola, frutto di ricerche e studi volti al recupero della cucina tipica calabrese, soprattutto quella contadina in via di estinzione, ha, tra gli altri meriti l’intuizione di dover raccogliere e salvaguardare la cucina tradizionale, perpetuando le consuetudini tutelate dalle donne anziane, in una vera e propria, orgogliosa resistenza alle lusinghe delle mode, del fast food, dell’imperante esterofilia, dei cibi precotti e degli artifizi spesso fini a sè stessi". 

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