Lamezia, presentato il libro “Il contabile della ndrina”. Il Pm Manzini: “Parlare ai giovani è fondamentale”

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Lamezia Terme - La ‘Ndrangheta e il racconto di una Calabria che cerca il riscatto, che cerca di comprendere le radici di un fenomeno oggi cambiato ma che determina ancora le sorti di interi territori. Si è parlato di questo e delle tante implicazioni nel tessuto economico e sociale in occasione della presentazione del libro di Luciano Prestia, “Il contabile della ndrina” svoltasi al Chiostro Caffè Letterario. Insieme all’autore ne hanno discusso, il procuratore della Repubblica Marisa Manzini e il giornalista e scrittore, Antonio Cannone.

Presenti anche, l’editore, Enrico Buonanno, Simona Toma, lo storico e ricercatore, Foca Accetta oltre ai rappresentanti delle Assicurazioni Generali di Lamezia che hanno organizzato l’incontro. Ne è venuto fuori un significativo confronto, moderato dalla giornalista, Francesca Lagoteta, intorno al tema centrale del romanzo di Prestia che parte dal racconto di un giovane calabrese che scopre, a sua insaputa, di far parte di una famiglia mafiosa. Una storia di emancipazione e di riscatto, basata anche su alcuni documenti inediti relativi alla genesi del fenomeno criminale nel Vibonese. Da qui, una storia avvincente che ha il pregio di sollecitare il dibatto attuale sulla “necessità - ha evidenziato l’autore - di parlare ai giovani per far conoscere eventi si romanzati ma frutto di vicende reali accadute o che accadono nei nostri territori”.

Un confronto schietto che ha visto protagonisti, il Pm Manzini, da sempre impegnata in prima linea nella lotta alla ‘Ndrangheta, più volte minacciata e sotto scorta. “Oggi - ha detto la Manzini - rispetto a trent’anni fa, si ha consapevolezza del fenomeno criminale in Calabria e se ne parla in tante occasioni, i libri sono importanti perché offrono la possibilità di far conoscere quanto accade e per questo bisogna parlare ai giovani. Io spesso vado nelle scuole, e devo dire che lo faccio con piacere perché è da li che bisogna cominciare. È importante parlare alle nuove generazioni, è importante partire da un radicale cambiamento culturale”.

Per Antonio Cannone, il compito di “chi scrive libri occupandosi della Calabria e della ‘Ndrangheta, è una missione civile e sociale. Oggi - ha sottolineato - la mafia ha cambiato pelle, agisce con giacca e cravatta ed è entrata nelle istituzioni. Occorre quindi conoscere e contrastare il fenomeno con iniziative pubbliche, parlare ai giovani i quali devono avere esempi concreti di correttezza e onestà”. Un’iniziativa seguita da un’attenta platea che ha avuto l’opportunità di ascoltare un dibattito aperto e senza filtri, intorno ad un tema sempre di grande attualità nelle sue diverse articolazioni, sociali e culturali.

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