Lamezia, terza edizione presepe vivente parrocchia Santa Maria degli Angeli: i ringraziamenti e la soddisfazione del Gruppo oratorio

presepe-2026-01-09-alle-11.08.02_499f6.jpgI ragazzi del gruppo oratorio con il gruppo mamme e i bambini del catechismo che hanno preso parte all’evento

Lamezia Terme - Si è conclusa la terza edizione del Presepe Vivente della Parrocchia Santa Maria degli Angeli - Santuario Sant’Antonio da Padova retta dalla comunità dei Frati Minori Cappuccini di Lamezia Terme. Nel corso della serata del 6 gennaio si è tenuto il consueto evento conclusivo con l’arrivo dei Re Magi alla grotta del Bambinello Gesù.

I tre viandanti - raccontano in una nota - portando in dono oro, incenso e mirra, iniziarono il loro cammino tempo fa e nel corso del tragitto, quando ormai mancava davvero poco all’arrivo, notando da lontano la casa di riposo Tamburelli decisero di fare ivi una piccola sosta, accolti con amore e tanta gioia dagli anziani ospiti, donando loro un momento di spensieratezza in questo particolare giorno di festa. A seguire ripresero il loro cammino fin quando la stella cometa, alta nel cielo, indicò come ultima tappa del loro lungo viaggio, il Santuario. Ad attenderli, nel piazzale esterno, vi era una folla di persone che, disponendosi in due file laterali, aprirono loro il passaggio per consentirgli di raggiungere la grotta. Poi, dopo aver ricevuto la solenne benedizione dal parroco Fra Biagio, tutti in processione, li seguirono in questo itinerario spirituale, che li ha visti prostrarsi in adorazione davanti al Bambinello che cambierà il mondo. Si conferma ancora una volta il grande successo di questa iniziativa ideata e realizzata dai ragazzi dell’oratorio sin dalla I edizione e che ha visto la collaborazione del gruppo mamme della Parrocchia e degli Statuari Franco Caruso, Antonio Cavaliere e del Maestro Antonio Cavalieri. Le rappresentazioni dell’evento sono state scaglionate in più giorni per dare ai visitatori maggiore possibilità di recarsi al Santuario per entrare in questa magica atmosfera: 30 dicembre, 4-5-6 gennaio dalle ore 16:30 alle 20. In alcuni giorni si è stati costretti anche ad allungare i tempi di chiusura a causa della moltitudine di visitatori. Il percorso iniziava con la “bottega du critaru” al cui interno vi erano esposte numerose creazioni in terracotta ed argilla, tra cui vasi, brocche, vozze, piatti, scodelle, tazze, bicchieri, teiere, pignatte, pentole, barattoli e oggetti di ogni tipo. Una delle botteghe maggiormente apprezzate dai bambini i quali potevano divertirsi a modellare il Das aiutati da Aurora Bevilacqua, Pina Gallo, Aurora e Miriam Scuglia. Ma improvvisamente i loro visini felici venivano rapiti da un intenso odore di cioccolata calda, in un batter d’occhio lasciavano il das sul tavolo e correvano nella stanza accanto: la cucina. Il regno del gruppo mamme (Antonietta Paola, Caterina Arcieri, Franca, Francesca Serratore, Giovanna Cugnetto, Giovanna Mastroianni, Giusy Scalise, Michela Torcasio, Rossella Torcasio, Silvana Reventino) preso d’assalto ad ogni ora per le quantità incommensurabile di grispelle calde sfornate -zuccherate e non - che, accompagnata da una fumante cioccolata calda, facevano gola ai più grandi ma sopratutto ai piccini. Le richieste erano davvero tante e con tanto amore hanno accontentato tutti. Ma era nel corridoio principale che si entrava nella vera e propria magia del Presepe, oltrepassata quella porta si veniva catapultanti in un’epoca senza tempo, in cui i rumori degli utensili all’opera, gli odori dei prodotti, la vista di alcuni oggetti d’epoca, il vociare del mercato a causa di un contadino intento a vendere i propri prodotti, dava vita ad un’atmosfera surreale per i nostri tempi.

presepe-2026-01-09-alle-11.08.09_e1c03.jpgIl parroco, Fra Biagio, con i ragazzi dell’oratorio, il gruppo mamme, il CapoStatuario Franco Caruso ed i bambini del catechismo che hanno partecipato attivamente all’evento

A rendere ancora più coinvolgente l’atmosfera, il suono della ciaramella di Antonio Cavaliere che ha intonato melodie antiche e canzoni popolari natalizie. Si proseguiva verso il pozzo, il piccolo spazio verde di Debora Aiello e Sveva. Qui - prosegue il racconto - vivevano le mascotte del presepe, delle colombe bianche ed una famiglia di coniglietti che ha catturato il cuore dei bambini: la fila per accarezzarli e giocare un pò con loro era interminabile. Si passava poi alla bottega delle sarte, tra le pareti tappezzate, rocchetti di filo, tessuti di ogni genere, Antonietta Paola e Maria Mazza, si cimentavano nella realizzazione di qualsiasi tipo di manufatto tessile trasformando in veri capolavori tutto ciò che passava sotto le loro mani. Al loro fianco delle piccole aiutanti incuriosite da questo particolare lavoro, Gabriella de Sensi e Leirè Guzzo Roussell Luna, che desideravano cimentarsi ad apprenderne le tecniche. Alle piccole visitatrici regalavano delle palline di lana del colore preferito realizzate sul momento. L’atmosfera magica veniva interrotta bruscamente dai colpi di un fabbro molto concentrato nel proprio lavoro, Davide Emanuele, che a suon di incudine e martello modellava ogni metallo. Al suo fianco due falegnami, Antonio Russo e Diego Buonconsiglio, alle prese probabilmente con qualche commissione, nessuno li ha mai visti fermi, sempre a lavoro, martellavano, inchiodavano, tagliavano, utilizzano trapani a rotella, seghe ad arco, lime per i legni, utensili più svariati, erano capaci di lavorare anche il legno più duro. Le persone si chiedevano se fossero dei veri dei falegnami. È rimasto il dubbio. Ma questo è certo: non si potevano disturbare, erano troppo concentrati. A man mano che ci si allontanava dalla loro bottega, i rumori si placavano, riprendeva l’atmosfera magica, arrivando alla “bottega du Canestratu e du Ciabbattinu”, Giulia Bevilacqua e Sofia Pulici, impagliavano ogni giorno sedie di diverse dimensioni, scope e all’occorrenza laminavano le suole delle scarpe, sistemavano qualche sandalo e cambiavano le cuciture in pelle, facendo riprendere vita a calzature ormai in disuso. Intanto dalla stanza accanto esalava un forte odore di vino, proveniva dall’osteria, un ristorante cinque stelle del passato, tra nduja, salame, pane tostato con olio e “alivi ammaccati”, Barbara Russo, Francesco Emanuele, Giulia Pandolfo, Giosuele Cerra, deliziavano i palati dei visitatori, non solo un semplice punto di ristoro, ma un luogo in cui giocare a carte, scambiare quattro chiacchiere in compagnia di un calice di vino e lasciarsi trasportare dai ricordi del passato a lume di candele che ardevano senza sosta. Ma il fulcro di tutto, il vero motivo che ha spinto i re Magi a partire in fretta ed in furia da molto lontano e anche tutti i visitatori non stava certo in queste stanze, bisognava camminare anche un altro pò, lontano dai rumori del mondo, lontano dagli occhi indiscreti della gente intenta solo a lavorare, bisognava entrate ancora una volta in un’altra dimensione, più intima, più spirituale, solo la stella cometa indicava dove era possibile trovarla. E lì ad aspettare i visitatori c’era San Giuseppe (Gianmarco Romano), Maria (Elisabeth Cerra) ed il piccolo Antonio nelle vesti di Gesù Bambino, I Magi in adorazione (Nicola e Rosario Fazio, Francesco Cerra). La mangiatoia era sorvegliata da tre pastorelli, Giovanni Torcasio, Samuel Iannello, e supervisionata incessantemente da un angioletto che ricordava a tutti di fare silenzio quando si entrava (Salvatore Scuglia) L’iniziativa dei ragazzi dell’oratorio aveva un duplice scopo: volendo mettere in scena la nascita di Nostro Signore si è tentato di dare vita ad un cammino spirituale, passeggiando tra le varie botteghe ma avendo nel cuore sempre un unica meta: Nostro Signore, non a caso l’itinerario prevedeva come ultima tappa, in un ambiente più raccolto e distante dagli altri, la visita alla grotta. Il secondo intento era riportare in vita costumi, tradizioni e antichi mestieri che, a causa del progresso tecnologico, stanno oramai cadendo nel dimenticatoio. A questo proposito, è stato fondamentale il contribuito di alcune famiglie lametine, in particolare Aiello, Bentornato, Bevilacqua, Montesanti, Russo, Scuglia, Verso, che hanno donato per l’occasione quanto di più antico avessero in casa - utensili, stoffe, abiti - custoditi come antichi cimeli, affinché potessero riprendere vita tornando al loro antico splendore e dando un tocco di autenticità al presepe.

Infine, i ringraziamenti. Come gruppo oratorio, evidenziano: “ci teniamo particolarmente a ringraziare il parroco, Fra Biagio Bonasso, al nostro fianco in qualsiasi attività non facendoci mai mancare la fiducia e il supporto nelle nostre iniziative; il Capostatuario Franco Caruso che ogni anno si cimenta nella realizzazione della grotta con grande passione e spirito artistico, sapendo coniugare la semplicità della tradizione con l’accuratezza dei minimi particolari dando vita a creazioni in grado di stupire chiunque le osservi grazie anche ad uno straordinario gioco di luci. Ogni anno il suo contributo è fondamentale ai fini realizzativi, accompagnato da Antonio Cavalieri altra colonna portante in fase realizzativa. Il gruppo mamme, presenza costante del presepe sin dalla prima edizione, ogni anno con tanto amore degustano i palati dei visitatori con le loro gettonate grispelle e qualche altra prelibatezza culinaria, se l’atmosfera è più dolce il merito è anche loro. Maria I. Scimone che ha curato nei minimi particolati i costumi dei Re Magi, affinché potessero essere degni del ruolo che rappresentavano, la sinergia con Annalisa Nicotera capace di trasformare ogni stoffa in un capo sartoriale pregiato. I bambini del catechismo che nel corso dei vari giorni hanno preso parte all’iniziativa e si sono alternati nei vari ruoli, vederli gioiosi e desiderosi di continuare questa esperienza non può che renderci fieri e dimenticare la stanchezza dei preparativi: Gabriella, Gianmarco, Giovanni, Giosuele, Leirè, Salvatore, Samuel, Sveva. Tutti i visitatori che anche quest’anno ci hanno dimostrato tutta la loro partecipazione per questo evento, venendoci a trovare anche più volte nel corso delle varie rappresentazioni: sentire i loro commenti positivi, guardare i visi sorridenti passeggiando tra le varie botteghe, ci ha riempiti di gioia e voglia di migliorare. Per tutto ciò ringraziamo il Signore che ha lavorato nei nostri cuori, donandoci armonia e spirito di comunione, affinché tutti potessimo dare vita a questo evento”.

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