
Lamezia Terme - “Il maestro Emilio ci ha lasciati troppo presto, senza poter vivere il suo ultimo anno di servizio all’Istituto Manzoni-Augruso. Il Collegio dei Docenti ha salutato, con un minuto di silenzio, un bravo maestro, un caro collega e una persona per bene, molto ben voluta nel suo ambiente di lavoro, soprattutto dai suoi alunni”. Con queste parole della dirigente scolastica Antonella Mongiardo, si è aperto il primo Collegio dei docenti dell’Istituto comprensivo Manzoni-Augruso di Lamezia Terme, che, nell’aula magna, con un momento iniziale di silenzio e raccoglimento, ha rivolto un commosso saluto al maestro Emilio Sereno, di Lamezia, scomparso lo scorso 28 luglio.
“È stato un momento emozionante, di umanità e condivisione spirituale verso un bravo maestro, che personalmente non ho conosciuto, ma di cui ho sentito parlare bene da chi ha avuto la fortuna di lavorare con lui - dice la preside Mongiardo - Pur non avendo avuto io questa opportunità, mi è sembrato doveroso omaggiarlo proprio nel primo incontro collegiale della scuola dove ha insegnato per molti anni lasciando un bel ricordo di sè”. L’anno scolastico è iniziato sotto il segno della novità alla Manzoni, dove alla guida della scuola c’è la preside Antonella Mongiardo, che lo scorso anno ha diretto l’IIS Costanzo di Decollatura. Dopo la sua prima brillante esperienza da dirigente nel secondo ciclo, la Mongiardo si cimenta, ora, nella complessa gestione del comprensivo, dove attualmente è alle prese con le operazioni di avvio dell’anno scolastico. “Stiamo affrontando, come priorità assoluta, le criticità inerenti la sicurezza nei due plessi Pietà e Bella. Purtroppo, la scuola non ha, in questo momento, un Responsabile del Servizio di prevenzione e protezione, il cui contratto è scaduto il 31 agosto. Perciò mi sono dovuta immediatamente attivare per reclutare questa figura, importante e obbligatoria prevista dal Testo unico sulla sicurezza, avviando una procedura di evidenza pubblica, a cui spero parteciperanno professionisti in possesso dei requisiti. Intanto, grazie all’esperienza maturata l’anno scorso al Costanzo e all’ aiuto del direttore Eugenia Gullo, dei miei collaboratori e del personale amministrativo, tecnico e ausiliario, nonché di persone di fiducia che ci stanno dando una mano a titolo volontario, stiamo attenzionando le criticità più urgenti, anche in collaborazione con i tecnici comunali, affinchè la scuola possa partire regolarmente il 14 settembre in piena sicurezza per studenti e lavoratori”.

Una vision già collaudata, dunque, quella della dirigente Mongiardo, emersa chiaramente nella lettera di saluto alla comunità scolastica pubblicata l’1 settembre: “Cari alunni, insegnanti, personale ATA e genitori, prima di conoscervi tutti personalmente, vorrei rivolgere un saluto, fin da subito, alla comunità scolastica. Oggi inizia il mio servizio, come dirigente, nell’ Istituto Comprensivo “Manzoni-Augruso”, dove avrò sicuramente l’opportunità di vivere interessanti sfide professionali. In questo nuovo contesto lavorativo, farò tesoro della vostra professionalità e della vostra esperienza, impegnandomi a valorizzare al massimo ciò che di bello la scuola ha realizzato in questi anni, con uno sguardo sempre rivolto all’innovazione e secondo i principi etici ai quali deve conformarsi l’attività della pubblica amministrazione. Nel corso degli anni, ho maturato una mia personale visione della scuola, che mi auguro condividiate e che insieme a voi intendo realizzare, pronta ad assumere compiti e responsabilità riguardanti non solo la sfera didattica, ma l’organizzazione complessiva dell’istituzione che sono chiamata a dirigere. La scuola, essendo il principale punto di riferimento per la crescita culturale e umana degli studenti, deve prefiggersi, attraverso il sapere e il saper fare, di far diventare i ragazzi persone autonome, professionisti competenti e cittadini responsabili. Per poter raggiungere questo obiettivo, bisogna creare le condizioni per favorire il benessere e lo star bene insieme. La scuola, perciò, deve essere un luogo di studio inclusivo, ricco di stimoli e di risorse, aperto al territorio, dove i ragazzi siano accolti, integrati e valorizzati, nelle loro potenzialità, non destinatari passivi, ma protagonisti attivi del loro apprendimento. Deve essere, nel contempo, un luogo di lavoro efficiente e sereno, dove poter crescere insieme professionalmente e perseguire obiettivi comuni. Perché ritengo che la crescita di una comunità scolastica passi dalla condivisione di valori e buone pratiche. E perché ciò avvenga, occorre la collaborazione di tutti. La scuola, però, è anche un’organizzazione complessa, caratterizzata da norme, regole, diritti e doveri, con una struttura peculiare, all’interno della quale i rapporti interpersonali sono anche “formali” e si configurano secondo la collocazione funzionale delle diverse componenti. Mi piace vedere la comunità educante come un organismo vivo e in continua crescita, che si muove verso una meta, per raggiungere la quale necessita di una guida e di un motore, che è la progettazione formativa".
"Un organismo che, prima di tutto, deve avere un’anima. E l’anima della scuola è il rapporto di insegnamento-apprendimento, punto di partenza e di arrivo di qualsiasi programmazione scolastica. La qualità dell’apprendimento deve essere la meta verso cui ogni operatore scolastico deve tendere, ognuno nel proprio ruolo e nelle proprie specifiche mansioni. In questi ultimi anni, purtroppo, la pandemia ha stravolto la fisionomia della scuola, catapultandoci in una dimensione digitale, dominata spesso dalla comunicazione a distanza. Ciò ha richiesto un notevole sforzo di adattamento e di aggiornamento continuo. Abbiamo vissuto un’emergenza non soltanto sanitaria, ma anche sociale, il cui prezzo è stato pagato soprattutto da bambini e adolescenti, nel momento i cui, privati della scuola in presenza e dei veri rapporti umani, non hanno potuto vivere pienamente un pezzo importante della loro vita e del loro percorso evolutivo, nel quale si forma l’identità, sociale e psicologica. Ora che l’emergenza è rientrata, grazie alla campagna vaccinale e al senso di responsabilità di tanti, siamo ritornati ad una relativa normalità e, dunque, dobbiamo lavorare per restituire ai nostri ragazzi il benessere didattico e psicologico, la curiosità di esplorare, la voglia di sperimentare, la gioia di crescere insieme ai compagni e agli insegnanti, di uscire fuori dalle aule per fare esperienze didattiche a contatto con la natura, con la cultura, con l’arte, con la società. Il nuovo scenario ci ha anche, però, fatto scoprire nuove opportunità, costringendoci ad una flessibilità di spazi e tempi che ci ha dato modo di sperimentare, in un certo senso, quel concetto di ambiente di apprendimento verso il quale tende, già da anni, la scuola italiana. Certamente, avremo modo di affrontare questo ed altri interessanti aspetti della vita scolastica nel corso dell’anno, durante riunioni e incontri ravvicinati, che, mi auguro, potranno essere occasioni di confronto e di crescita, per ognuno di noi. Buon anno scolastoico!”.
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