Report Viminale su atti intimidatori ad amministratori locali: “Calabria tra regioni più interessate dal fenomeno”

viminale_05116_23daa.jpg

Roma - Il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha presieduto al Viminale una riunione dell’Osservatorio nazionale sul fenomeno degli atti intimidatori nei confronti degli amministratori locali alla quale hanno partecipato, oltre al sottosegretario Ivan Scalfarotto, i vertici dell’Amministrazione dell’Interno che fanno parte dell’Osservatorio, il prefetto di Cagliari, i sindaci di Casal di Principe e di Siderno, i rappresentanti dell’Anci, dell’Upi, dei ministeri della Giustizia e dell’Istruzione e dell’associazione “Avviso pubblico”.“Ho voluto confermare questo appuntamento programmato da tempo – ha detto il ministro dell’Interno – perché l’attività fin qui svolta dall’Osservatorio è la testimonianza concreta dell’attenzione costante e della vicinanza delle istituzioni agli amministratori locali che si trovano in prima linea a fianco dei cittadini e spesso operano in realtà territoriali e sociali molto complesse”.

Nel corso della riunione sono stati analizzati i dati sull’andamento del fenomeno relativi al primo semestre del 2022. Dal 1° gennaio di quest’anno, l’Osservatorio ha registrato un decremento di eventi del 18,7%, con 300 episodi di intimidazione denunciati rispetto ai 369 dello stesso periodo del 2021. La regione con maggior numero di intimidazioni denunciate è la Lombardia, seguita da Campania e Calabria. La provincia maggiormente interessata dal fenomeno è quella di Napoli, seguita da Crotone e Torino. Rispetto al primo semestre del 2021, le minacce veicolate attraverso i social network sono in diminuzione del 37,8%.

I dati del report per i primi sei mesi del 2022

Il monitoraggio a livello nazionale delle intimidazioni nei confronti degli amministratori è realizzato da un Organismo tecnico, presso il dipartimento della Pubblica Sicurezza, presieduto dal vice direttore generale della Pubblica Sicurezza - direttore centrale della Polizia Criminale, Vittorio Rizzi. “Il presente report – è spiegato - che analizza elementi informativi raccolti attraverso le Prefetture, mostra un andamento in diminuzione del fenomeno degli atti intimidatori nei confronti degli amministratori locali nel I semestre del 2022 rispetto al I semestre del 2021. In particolare, a livello nazionale si rileva un decremento del 18,7% essendo stati registrati 300 episodi di intimidazione nel I semestre 2022 rispetto ai 369 dello stesso periodo 2021. Dei 300 episodi riferiti al I semestre 2022 58 (nel I semestre 2021 erano 61) sono riconducibili a matrice di natura privata e 148 risultano di matrice ignota (nel I semestre 2021 erano 189)”. "La regione che - informano -  nel I semestre 2022, ha segnalato il maggior numero di atti intimidatori è stata la Lombardia con 42 eventi (rispetto ai 52 del I semestre del 2021), seguita da Campania (40/41) e Calabria (33/30). La provincia maggiormente interessata dal fenomeno è Napoli (26 episodi rispetto ai 20 del medesimo periodo dell’anno precedente), seguita da Crotone (16/5) e Torino (14/21)".

"Il focus sulle vittime - precisa il Report - conferma la maggior incidenza di casi ai danni delle figure costituenti il front per il cittadino ovvero sindaci, consiglieri e assessori comunali.  Rispetto al I semestre 2021, il modus operandi consistente nelle minacce attraverso social network/web ha registrato una diminuzione del 37,8% (da 74 a 46 casi), mentre l’invio di missive effettuato presso abitazioni/uffici ha segnalato un decremento del 41,8% (da 79 a 46 casi). Le classiche modalità, quali i danneggiamenti dei beni pubblici/privati, risultano le più frequenti con un aumento del 6,8% (da 74 a 79 casi).  Le tensioni politiche e sociali hanno costituito complessivamente il 23% del totale delle matrici.  A partire dal mese di gennaio 2022 viene svolto un monitoraggio delle intimidazioni rivolte a figure istituzionali, come gli amministratori regionali i quali, pur non ricompresi nell’art. 77 del T.U.E.L.1, sono esposti ad episodi intimidatori in quanto coinvolti nei processi decisionali pubblici.  Nel I semestre 2022 sono stati registrati 19 atti di intimidazione rivolti ad amministratori regionali (9 nei confronti di presidenti di regione, 5 ai danni di consiglieri regionali, 3 ai danni di assessori regionali, 1 ai danni di un deputato della regione Sicilia ed 1 episodio nei confronti di un componente della Commissione regionale antimafia della Sicilia). La matrice è riconducibile a tensioni sociali in 7 casi, a tensione politica con riferimento a 3 eventi ed è ignota nei restanti 9 episodi".

© RIPRODUZIONE RISERVATA