Sempre più anziani in Calabria ma con meno servizi, situazione critica nel lametino

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Lamezia Terme - Sempre più anziani, sempre più numerosi e sempre più soli. È questa la fotografia sulla condizione demografica della Calabria tracciata recentemente dall'Istat, a cui si aggiunge un altro dato molto significativo. Guardando i bilanci dei Comuni, a fronte dell'invecchiamento della popolazione corrisponde una drammatica carenza di servizi a loro dedicati.

Nell'indagine Openpolis sulla spesa dei Comuni dedicata a questa fascia di età si scopre che la Calabria è una delle regioni che offre meno servizi e sostegni. Si comprendono diversi interventi. Tra questi ci sono le indennità dirette all’anziano, come la copertura pensionistica e gli sgravi per le cure mediche. Ma sono presenti anche le uscite per coprire i rischi che derivano dalla condizione di vecchiaia (come, ad esempio, il calo dei redditi) e i rimborsi per chi si prende cura della persona non autosufficiente. Infine, ci sono anche le spese sostenute per le strutture residenziali e gli strumenti assistenziali a favore di mobilità, integrazione sociale e svolgimento delle attività di vita quotidiana. A Trieste si spende di più per gli interventi di assistenza agli anziani. Si parla di 99,59 euro pro capite, circa il doppio rispetto alla seconda (Milano, 46,48). Numeri molto più ridotti in Calabria dove, ad esempio, nel capoluogo di regione - Catanzaro - si spendono 0,28 euro pro capite. Situazione molto critica anche nel lametino: la città - stando al bilancio consuntivo 2021 - investe 2,7 euro, mentre Gizzeria 3 euro e San Pietro a Maida 3.9 euro. Unica eccezione nel comprensorio ma anche nella regione è Carlopoli con una spesa pari a 135, 21 euro.

In base agli ultimi bilanci disponibili, i comuni italiani spendono in media 16,67 euro a persona per la tutela della popolazione più anziana. Sono otto le grandi città che riportano spese superiori. Le amministrazioni con le uscite maggiori sono quelle della provincia autonoma di Bolzano (85,99), del Friuli-Venezia Giulia (60,25) e delle Marche (41,79). Al contrario, registrano spese minori i comuni siciliani (6,51 euro pro capite), calabresi (4,52) e umbri (3,68).

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