Lamezia, il Pd punisce il dissenso: richiesta di espulsione per Masi: nel pomeriggio la “notifica” da parte della Commissione di garanzia

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Lamezia Terme - Una convocazione che non lascia margini di incertezza in capo all’oggetto di una lettera: richiesta espulsione. Che la “guerra” interna al Partito democratico stesse arrivando ad un punto di non ritorno, era risaputo da mesi e mesi. Ma arrivare alla massima conseguenza come quella di espellere un esponente di rilievo, consigliere comunale ed ex segretario cittadino, volto storico del partito, sembrava davvero impensabile. E invece i vertici regionali del Pd non hanno esitato ad interpretare nel modo più drastico il dissenso che covava da tempo, e così la Commissione di garanzia si è “vestita” del suo ruolo convocando Gennarino Masi per le 18 di oggi pomeriggio nella sede regionale per “notificargli” la decisione. Anche se non si conosce ufficialmente il contenuto, è facile immaginare che fra le “accuse” mosse a Masi ci sia quella di “lesa maestà” nei confronti del segretario regionale, Nicola Irto e le uscite sulla stampa nelle quali Masi esternava il disagio e il disappunto di una nutrita fetta di esponenti del Pd per come il partito veniva, e viene tutt’ora gestito; per come si è arrivati all’elezione dei dirigenti locali, per la mancata coesione di un gruppo, quello in Consiglio comunale, che ha visto l’abbandono nei giorni scorsi della candidata a sindaco del centrosinistra, Doris Lo Moro.

Una situazione “inqualificabile” per molti degli iscritti al Pd e simpatizzanti del centrosinistra. Oggi pomeriggio, dunque, si scriverà probabilmente la parola fine ad una vicenda fatta di comunicati, ricorsi, accuse ed estromissioni. Quello che accadrà da domani, non è dato al momento sapere; di certo pare che per l’ora della convocazione, non mancheranno le “proteste” sotto la sede del partito regionale per far sentire forte la voce contro il provvedimento adottato nei confronti di Masi.

A. C.

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