Salta al contenuto principale

strage-bologna9bb8f11da5aaa966fdec_9fa92.jpg

Bologna - "La ricerca della verità completa è un dovere che non si estingue, a prescindere dal tempo trascorso. È in gioco la credibilità delle istituzioni democratiche. La città di Bologna, sin dai primi minuti dopo l'attentato, ha mostrato i valori di civiltà che la animano. E con Bologna e l'Emilia-Romagna, l'intera Repubblica avverte la responsabilità di difendere sempre e rafforzare i principi costituzionali di libertà e democrazia che hanno fatto dell'Italia un grande Paese". Lo scrive il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione dell'anniversario della strage di Bologna. Era il 2 agosto del 1980. Un attentato terroristico commesso alle 10:25 alla stazione ferroviaria di Bologna Centrale. Nell'attentato rimasero uccise 85 persone e oltre 200 ferite. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha partecipato, in rappresentanza del Governo, alle cerimonie commemorative per il 43esimo anniversario della strage alla stazione di Bologna. Intanto, anche il mondo politico calabrese si unisce alla giornata di ricordo della strage che resta una ferita ancora aperta.

Occhiuto: “Da 43 anni occorre ancora fare piena chiarezza”

“La strage del 2 agosto del 1980 alla stazione di Bologna è una ferita ancora aperta per tutto il nostro Paese. Un incubo che ci trasciniamo da 43 anni, e sul quale occorre ancora fare piena chiarezza. Oggi solo una preghiera per le vittime e la sincera vicinanza ai loro familiari”. Lo scrive su Twitter Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria.

Bruni: “Impressa nella memoria immagine dell’orologio che segnava le 10:25”

“L’immagine emblematica della strage di Bologna di cui oggi commemoriamo l’anniversario é quella dell’orologio della stazione fermo alle 10 e 25. Quella fotografia è diventata il simbolo della disumanità, del terrorismo, della vigliaccheria. In quell’attentato si contarono 85 morti e centinaia di feriti. La più piccola era Angela Fresu, tre anni, stava andando in vacanza con la mamma sul lago di Garda, il suo corpo non è mai stato ritrovato. Il più anziano si chiamava Antonio Montanari e aveva 86, anni, aveva perso per un soffio l’autobus per tornare a casa ed era andato in stazione per avere informazioni. Altri 82 italiani persero la vita per una mano vigliacca che voleva minare le fondamenta democratiche del nostro Paese ma l’Italia, invece, ha retto e reagito bene. Un attentato di chiaro stampo fascista che ha trascinato nel dolore e nella disperazione 85 famiglie imprimendo un segno indelebile nella coscienza civile del nostro Paese. La risposta ferma e univoca da parte dello Stato ha avuto l’effetto contrario e ha rinsaldato quei principi civili e morali che ogni Paese libero e democratico deve avere. Ci sono ancora zone grigie, da chiarire su quanto è avvenuto il 2 agosto del 1980 ma sono fiduciosa che siamo sulla strada giusta. Desidero stringermi intorno ai familiari delle 85 vittime e di tutte quelle dei feriti per esprimere la mia vicinanza e la mia riconoscenza. Con il loro esempio di compostezza e risolutezza hanno dimostrato come si difende la democrazia e la Repubblica quando si subiscono azioni violente e si è oggetto di trame poco chiare”. Lo scrive in una nota Amalia Bruni, Gruppo Partito Democratico e Vicepresidente della Commissione Antindrangheta. 

Mancuso: "Gli italiani, da Nord a Sud, non dimenticano"

“43 anni dopo una delle stragi più violente che il 2 agosto 1980 ha colpito Bologna e il Paese, gli italiani, da Nord a Sud, non dimenticano le 85 persone uccise e le altre 200 rimaste ferite. Il Consiglio regionale della Calabria esprime vicinanza alle famiglie ed auspica che la memoria di quel feroce attentato sia da costante monito per difendere la libertà e la democrazia dal terrorismo”. L’ha detto il presidente del Consiglio regionale della Calabria Filippo Mancuso, in occasione del 43esimo anniversario della strage alla stazione ferroviaria di Bologna avvenuta alle 10:25 del 2 agosto 1980. 

Segui il Lametino
Le notizie di Lamezia e della Calabria, dove preferisci tu.