
Reggio Calabria - Maria Elena Boschi, ministro con delega alle Pari opportunità, è giunta nella Prefettura di Reggio Calabria dove ha in programma un incontro in merito alla vicenda della tredicenne di Melito Porto Salvo violentata per due anni da un "branco" a capo del quale vi sarebbe stato il figlio di un boss della 'ndrangheta. Il ministro incontrerà i rappresentanti delle istituzioni, i magistrati che stanno seguendo la vicenda, l'Arcivescovo di Reggio Calabria, la dirigente scolastica e i responsabili dei centri antiviolenza. "Non possiamo permettere - ha scritto ieri la Boschi su facebook - che succeda ancora in Calabria o in qualunque altro luogo. Non ci fermeremo finché davanti alla violenza contro le donne ci sarà chi penserà e dirà 'se l'è andata a cercare’".
Pd: da Calabria parta movimento coscienze
"La presenza del ministro Maria Elena Boschi oggi a Reggio Calabria rappresenta un importante momento di attenzione istituzionale nei confronti della grave vicenda di Melito Porto Salvo e, di conseguenza, dei grandi temi della violenza di genere e della lotta alla cultura omertosa e dell'indifferenza che, come dimostrano i casi di cronaca che si sono verificati in altri parti d'Italia, toccano l'intera comunità nazionale e devono con urgenza occupare il dibattito pubblico e di conseguenza l'azione dei Governi a tutti i livelli". E' quanto si legge in una nota della segreteria regionale del Pd. "L'iniziativa del ministro - prosegue la nota - ha una grande valenza, perché in modo simbolico la Calabria può rappresentare il territorio pilota da cui far partire un movimento di coscienze e di attivismo istituzionale sul terreno della tutela dei diritti delle donne e della persona in generale, di contrasto ai pregiudizi e ai luoghi comuni che, come dimostrano le infelici affermazioni dell'esponente di Sel di Bologna, non conoscono confini geografici e barriere culturali. La lotta alle violenze di genere riguarda tutti, uomini e donne, a Melito e a Rimini, partiti e istituzioni, società civile e presidi culturali. Con questo approccio il Pd ha deciso di appoggiare convintamente la manifestazione del 21 ottobre a Melito organizzata dalla Giunta regionale e con questo approccio costruttivo e pratico il Pd ha promosso una raccolta di fondi per sostenere l'apertura di un punto ascolto per le donne promosso dalla Fidapa di Melito e dalla rete Dire dei centri antiviolenza".
"Dare segnale forte contro silenzio"
"E' importante dare un segnale forte per rompere il muro del silenzio, perché chi è vittima di violenza sappia che non deve vergognarsi. Devono vergognarsi invece coloro che compiono queste violenze, i responsabili di reati veri e propri". Lo ha detto il ministro Maria Elena Boschi all'uscita dall'incontro in prefettura, a Reggio Calabria. "C'è dietro - ha aggiunto - un grande lavoro da parte dell'autorità giudiziaria e delle forze dell'ordine per fare emergere questa vicenda. Credo sia importante il lavoro che comincia oggi e continua per tanti aspetti sull'educazione al rispetto, alla parità di genere, al rispetto delle donne e al contrasto ad ogni forma di discriminazione e di violenza, che comincia dalle famiglie e dalla scuola soprattutto".
"Finanzieremo centro ascolto in Liceo vittima"
"Abbiamo deciso di finanziare, per poter riaprire il prima possibile, un centro di ascolto per studenti e studentesse nel liceo dove studiava Maddalena". Lo ha annunciato a Reggio Calabria il ministro Maria Elena Boschi al termine dell'incontro, al quale ha partecipato anche il sottosegretario ai Beni culturali Dorina Bianchi, per esaminare il caso della tredicenne violentata per due anni a Melito Porto Salvo. Uno strumento, ha aggiunto, per "avere personale qualificato che possa ascoltarli, raccogliere eventualmente il loro coraggio, cercare di individuare insieme delle soluzioni a partire dalla scuola. Attivare un percorso di accompagnamento alle vittime cercando il più possibile di farle tornare ad una vita il più normale possibile. Ricominciando magari ad andare a scuola e, per chi è più adulto, avere un inserimento nel mondo della scuola. E' un lavoro di coordinamento a tutti i livelli istituzionali". "La scorsa settimana - ha detto la Boschi - abbiamo attivato una cabina di regia antiviolenza che lavorerà costantemente. Con il presidente della Regione, i sindaci e le altre associazioni abbiamo concordato appuntamenti periodici per confrontarci e cercare di individuare le strategie condivise e più coordinate possibili. Credo sia stato importante oggi impostare il lavoro che deve riguardare più in generale casi analoghi per evitare che si possano ripetere e soprattutto perché altre Maddalene o ragazzi vittime di violenza o maltrattamenti abbiano il coraggio di denunciare".
“Assente a fiaccolata? Oggi segnale vero”
"Io credo che non sia il momento di fare polemica. Lo dico col massimo rispetto". Così Maria Elena Boschi ha risposto ai giornalisti che le chiedevano della sua assenza alla fiaccolata di Melito Porto Salvo organizzata nella stessa giornata nella quale lei era ospite di un incontro alla festa regionale dell'Unità a Reggio Calabria. "Io sono venuta qui oggi - ha proseguito - ed ho scelto di farlo in modo che fosse un segnale vero, pratico, concreto. Non ho cercato visibilità particolari, ho incontrato persone che lavorano sul territorio e che sono a contatto con questa realtà. Io rispondo attraverso un lavoro concreto da parte di chi rappresenta lo Stato e le istituzioni. Con queste polemiche perdiamo solo tutti l'occasione di dare una mano”.
"Crediamo che debbano spegnersi le luci su Maddalena perché possa riacquistare una normalità che adesso non ha". Lo ha detto il ministro Maria Elena Boschi incontrando i giornalisti al termine del vertice tenuto in prefettura a Reggio Calabria sulla vicenda di Melito Porto Salvo. La Boschi si è rivolta anche ai giornalisti dicendo: "anche voi avete fatto un lavoro importante perché questa vicenda non passasse sotto silenzio, perché potesse essere denunciata, perché Maddalena potesse non sentirsi sola. Credo che sia anche giusto lasciare a lei la possibilità di riacquistare una normalità difficile da ricostruire, mentre dobbiamo tenere alta l'attenzione sul problema della violenza sulle donne, sui maltrattamenti e per evitare che vicende del genere possano ancora succedere”.
"Non lasciare sole le vittime di violenza è una priorità. Oggi, la nostra partecipazione a Reggio Calabria ad un incontro con le Istituzioni locali e gli operatori che si occupano di combattere questo triste fenomeno, vuole sottolineare, con forza maggiore, che alla violenza si deve reagire e che le vittime non devono avere paura di denunciare perché supportate da una comunità che non le abbandona e sta accanto a chi subisce". Così il sottosegretario al ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, Dorina Bianchi, al termine dell'incontro in Prefettura a Reggio Calabria. "Il nostro impegno - ha aggiunto - sarà rivolto a potenziare la presenza delle associazioni che si occupano di violenza contro le donne e per avviare percorsi di prevenzione all'interno delle scuole, attraverso dei punti di ascolto. Per il 21 ottobre, sempre nel paese del Reggino, è stata programmata una nuova iniziativa in cui si spera di coinvolgere il mondo dell'associazionismo e le istituzioni a livello nazionale”.
Prefettura Reggio, proficuo dialogo Boschi
La visita a Reggio Calabria del ministro con delega alle Pari opportunità Maria Elena Boschi è stata "l'occasione propizia per un attento e proficuo dialogo, dove è emersa la ferma volontà del Ministro di intensificare ulteriormente gli sforzi per arginare e contrastare ogni forma di violenza contro le donne come ogni forma di violenza di genere". E' quanto si afferma in un comunicato della Prefettura di Reggio Calabria. Al riguardo, prosegue la nota, "il Ministro ha ricordato la recente istituzione, presso la Presidenza del Consiglio, Dipartimento per le Pari Opportunità, della Cabina di Regia prevista nell'ambito del Piano straordinario contro la violenza sessuale e di genere adottato con DPCM del 7 luglio 2015". Il Ministro ha partecipato ad una Riunione tecnica di coordinamento delle forze di polizia, convocata in via straordinaria dal prefetto Michele di Bari per esaminare le problematiche poste dal caso degli abusi compiuti per due anni su una tredicenne a Melito Porto Salvo. Alla riunione hanno partecipato anche il presidente del Tribunale per i minorenni, il procuratore aggiunto della Repubblica-Dda, nonché l'arcivescovo Metropolita di Reggio. Quindi si è tenuto un incontro del Ministro, alla presenza anche dell'on. Dorina Bianchi, sottosegretario ai Beni Culturali, del Presidente della Regione e del Prefetto di Bari, con i rappresentanti delle istituzioni regionali e locali, tra i quali il Presidente del Consiglio regionale, il Sindaco di Reggio, il Presidente della Provincia, il Sindaco di Melito Porto Salvo, la Presidente della Commissione regionale per le pari opportunità e la Consigliera Provinciale di Parità, nonché con i segretari generali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl della Calabria ed i referenti delle associazioni antiviolenza operanti nel territorio, oltre al referente di Libera. Maria Elena Boschi, inoltre, è scritto nella nota, "ha espresso sentimenti di forte considerazione nei confronti dei rappresentanti del mondo associativo che con grande senso etico operano per sostenere le vittime di tale inqualificabile fenomeno criminoso ed educare in specie i giovani ai valori del rispetto dell'altro, della legalità e della centralità della persona umana". L'arcivescovo mons. Giuseppe Fiorini Morosini, "nell'evidenziare il dramma umano che caratterizza tali episodi di violenza, ha posto l'accento sulla necessità del coraggio della denuncia e di una diuturna opera di educazione da parte di tutte le agenzie educative, rimarcando il ruolo della donna quale preziosa custode dei valori civili e della famiglia". Il Prefetto, "nel sottolineare la propria vicinanza ad ogni donna vittima di violenza, ha assicurato costante attenzione nei confronti di tale delicatissima fenomenologia criminale. Ha, infine, rivolto espressioni di particolare ringraziamento al ministro Boschi e, quindi, al sottosegretario Bianchi per il loro impegno istituzionale, quale testimonianza non solo della presenza dello Stato e delle sue Istituzioni, ma anche della particolare impronta che alle Istituzioni medesime conferiscono, come peraltro ogni donna nei vari settori in cui sono impegnate".
"D.i.re", concretizzare affermazioni Renzi
"Prendiamo atto con soddisfazione delle importanti parole che il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha pronunciato oggi a Uno Mattina che hanno finalmente qualificato il dramma della violenza maschile contro le donne come un problema nazionale, un problema di tutti e non solo del mondo femminile". Lo sostiene, in una nota, "D.i.re", la Rete nazionale dei Centri Antiviolenza. "Giudichiamo essenziale - aggiunge - la disponibilità del Governo ad aumentare i fondi per i nostri Centri Antiviolenza, fondamentale presidio sul territorio per migliaia di donne in difficoltà e in pericolo. La presenza della Ministra per le Pari Opportunità Maria Elena Boschi in Calabria, che avevamo sollecitato con una lettera della nostra Presidente, l'avvocata Titti Carrano, dopo gli orrendi fatti di Melito Porto Salvo, conferma e dà sostanza ulteriore alle parole del Premier ed è una vittoria per l'immensa mobilitazione del femminismo, delle Associazioni, delle cittadine e dei cittadini contro il femminicidio e la violenza maschile". "Chiediamo - conclude D.i.re. - che non cali il sipario del silenzio e che queste affermazioni si concretizzino subito in atti politici e amministrativi concordati e coordinati con i nostri Centri antiviolenza, che sanno bene cosa serve alle donne che subiscono violenza per tornare a una vita libera, sicura, autonoma. Uniti si vince!”.
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