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Roma - Approvata la legge che obbliga i consigli regionali a dotarsi di leggi elettorali che garantiscono parità di genere. I voti favorevoli sono stati 334, i contrari 91.“Da oggi i consigli regionali - commenta la deputata Enza Bruno Bossio - dovranno dotarsi di leggi elettorali che garantiscono l'equilibrio di genere. La legge, laddove il sistema elettorale regionale preveda liste con preferenze, stabilisce che le prime non potranno contenere al loro interno candidati dello stesso sesso superiori al 60% e che sia consentita l'espressione di due preferenze purché la seconda sia di un candidato di sesso diverso dalla prima. In presenza di leggi elettorali regionali che prevedono collegi uninominali i candidati dello stesso sesso non potranno superare il 60% del totale. Nel caso di liste bloccate sarà necessario garantire non solo la rappresentanza dei candidati di sesso diverso per la percentuale citata ma anche l'alternanza nel posto in lista”.

“Voglio ricordare - aggiunge ancora Enza Bruno Bossio - che soprattutto la doppia preferenza di genere non rappresenta la "garanzia" di quote rosa, ma il riconoscimento di pari opportunità attraverso il rispetto di una norma non discriminatoria tra i due generi. Purtroppo finora solo poche regioni hanno introdotto autonomamente norme che garantiscono l'equilibrio della rappresentanza di genere. Eclatante il caso della Calabria, dove nonostante la legge elettorale sia stata approvata nel 2014, la precedente maggioranza di centrodestra ha volutamente evitato di introdurre la doppia preferenza di genere nonostante l'intensa campagna di associazioni e movimenti dell'opinione pubblica calabrese. L'impegno assunto dal Presidente Mario Oliverio già in campagna elettorale di introdurre la preferenza di genere nel corso di questa consiliatura regionale trova oggi il conforto di una legge nazionale”.

“Finalmente una bella giornata per le donne e per la democrazia del nostro Paese - commenta invece la Stefania Covello del Pd. Stamane abbiamo approvato alla Camera la legge di iniziativa parlamentare che definisce i principi fondamentali per garantire la presenza delle donne nei consigli regionali. Le singole Regioni, all'interno del proprio sistema elettorale, dovranno adottare specifiche misure per la promozione delle pari opportunità tra donne e uomini nell'accesso alle cariche elettive. Nella scorsa legislatura, con la legge n. 215 del 2012, è stato garantito il riequilibrio delle rappresentanze di genere nei consigli e nelle giunte degli enti locali”.

“In questa legislatura - spiega ancora Stefania Covello - sono state introdotte misure per garantire la rappresentanza di genere nel Parlamento nazionale e nel sistema di elezione dei rappresentanti italiani al Parlamento Europeo. Oggi, finalmente la norma per garantire l'elezione delle donne nei consigli regionali. Dalla prossima legislatura il 40% degli eletti dovrà essere donna. Finora, l'elezione delle donne nelle singole regioni è stata davvero scarsa. Basti pensare che in Basilicata nessuna donna è stata eletta consigliere regionale, mentre in Calabria solo una. Va meglio solo nelle regioni che adottano la doppia preferenza di genere. Con l’approvazione della presente proposta di legge, si superano sistemi elettorali chiusi, antistorici e capaci solo di produrre grande disparità. Un fatto culturalmente inaccettabile per un Paese moderno ed europeo come l’Italia. E’ un atto politico molto importante che responsabilizza partiti politici ed istituzioni territoriali. E’ un ulteriore tassello per una politica che superi la logica delle quote per una effettiva cultura della parità. Così come ha già fatto Matteo Renzi che ha garantito la parità di genere nel governo e negli organismi nazionali del Partito Democrtico".

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