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Vicepresidente-provincia-Cosenza-Mimmo-Bevacqua_8ott2013.jpgReggio Calabria - "La denuncia del presidente della Corte dei Conti Mario Condemi, sulla configurazione di 'sistema' che la corruzione ha assunto nella nostra regione deve imporre una seria riflessione alla classe dirigente politica e istituzionale della Calabria". E' quanto afferma, in una dichiarazione, il consigliere regionale, Mimmo Bevacqua. "Sappiamo da troppo tempo - aggiunge Bevacqua - che la sanità calabrese, invece di generare livelli di assistenza degni di un paese civile, produce danni erariali che lievitano di anno in anno, conferimenti poco chiari di incarichi e illegittimi espletamenti di attività. I riferimenti specifici fatti nella relazione dal presidente della corte ci impone l'accelerazione della nomina dei nuovi manager nelle Asp e aziende ospedaliere per dare certezza e stabilità nella guida e nelle responsabilità , sapendo che tali nomine sono di pertinenza dell'esecutivo regionale. Così come non possiamo ignorare i disastri prodotti dalle società in house, rispetto alle quali il commissariamento avviato dal presidente Oliverio mi ha trovato perfettamente d'accordo".

"Le vicende delle assunzioni in Calabria Etica e delle consulenze illegittime nelle altre società - prosegue ancora Bevacqua - ci richiede una riflessione approfondita sulla utilità di simili strutture e la loro eventuale chiusura o ridimensionamento. Allo stesso modo la denuncia fatta sui fondi comunitari e sulla manifesta incapacità di utilizzarli per la mancanza di controlli, inefficienza burocratiche e ingerenze indebite, deve farci riflettere sulla necessità di valorizzare le energie migliori e di concentrare le risorse comunitarie su pochi ma strategici progetti. Se il male si presenta esteso e radicato e pare che nessun comparto della vita civile, politica e amministrativa ne resti immune, l'azione di risanamento, deve essere rapida e incisiva. Le vecchie logiche non devono più avere diritto di cittadinanza. Tocca a noi dimostrare che un'altra Calabria è possibile. A questo siamo chiamati, per questo siamo stati eletti e questo è ciò che faremo"

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