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Reggio Calabria - "Dobbiamo dedicarci ad una nuova normativa sullo scioglimento dei Comuni con infiltrazioni mafiose. Non perché non debbano essere sciolti quelli che sono infiltrati, ma perché bisogna trovare un modo per colpire davvero chi è responsabile, e non creare attorno un deserto politico. Perché anche questo non sta aiutando". A dirlo è stata la presidente della Commissione parlamentare antimafia Rosy Bindi intervenendo a Reggio Calabria al convegno sul tema "Legalità e lavoro. Il futuro per i giovani. Reagiamo uniti contro l'offensiva della 'ndrangheta" organizzato da Cgil, Cisl e Uil. "Dobbiamo chiedere alla politica - ha aggiunto - di essere all'altezza della sfida e dobbiamo continuare a scommettere sulla forza della politica come quel potere che più di tutti può contrastare il potere mafioso".

Bindi: "I voti della 'ndrangheta puzzano"

"I voti della 'ndrangheta 'puzzano'. Nessun cedimento è ammesso. Dico questo soprattutto alla politica. A tutti noi che abbiamo ed esercitiamo delle responsabilità". Lo ha detto la presidente della Commissione antimafia Rosy Bindi, intervenendo a Reggio Calabria al convegno di Cgil, Cisl e Uil sul tema "Legalità e lavoro. Il futuro per i giovani. Reagiamo uniti contro l'offensiva della 'ndrangheta". "Non possiamo - ha aggiunto - chiedere al cittadino di resistere alla 'ndrangheta, se i primi a cedere sono coloro che hanno il potere. Il potere delle istituzioni va usato per combattere la mafia, non per riconoscerle il ruolo di interlocutore. Quando succede vincono loro". Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla Sicurezza Marco Minniti ha detto che "il rapporto tra politica e 'ndrangheta è faustiano. Nel momento in cui la politica scende a patti con la 'ndrangheta ha perso la sua libertà. Ma nello stesso tempo è stata cancellata la dignità della politica".

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