
Lamezia Terme - “Il consigliere Gentile e i capigruppo del consiglio regionale parlano del Terzo Megalotto della Ss 106 come se il progetto fosse solo da approvare e direttamente esecutivo. Come se bastasse l’ok del Cipe con lo stanziamento di 1,4 miliardi di euro per azionare 1108 mezzi meccanici e mettere al lavoro 1393 operai (un numero così preciso all’unità, forse perché corrispondente all’elenco delle persone che Gentile ha promesso di far assumere. Un numero altresì assai sproporzionato se si paragona alle nemmeno 50 maestranze locali assunte per realizzare il Megalotto 4 Firmo-Doria).Ma tra il dire e il fare…”. Così replica il Comitato Cittadini dell’Alto Jonio alle decisioni dell’Assemblea Regionale.“Il progetto definitivo da approvare, in variante sostanziale rispetto al preliminare, fa parte sì dell’ammodernamento della Statale Jonica che il Def mette fra le opere prioritarie, ma ha un fardello composito di criticità che difficilmente lo rende immediatamente attivabile.Innanzi tutto la parziale dotazione finanziaria (e non è il Def che assegna le risorse mancanti, bensì potrebbero farlo le leggi di bilancio delle annualità comprese nel periodo di programmazione 2014-2020), rispetto a un quadro economico inesistente: dopo la conferenza dei servizi sono stati quantificati alcuni costi aggiuntivi ma non valorizzate le variazioni apportate, e sempre al netto dei costi supplementari rappresentati dalle tante e pesanti prescrizioni dei ministeri Ambiente e Beni culturali.Poi il contenuto e le conseguenze delle prescrizioni, che impongono di sottoporre al vaglio della VIA anche il progetto esecutivo, nonché di far decidere a un gruppo di esperti quali opere siano da considerare compensative e tali da godere dell’importo di 14 milioni di euro (importo che dovendo essere per legge il 2% del valore dell’opera, è ovviamente riferito alla prima versione del progetto definitivo, poi modificata. Se il costo attuale dopo le integrazioni –come sostiene Gentile- è di 1,4 miliardi, il 2% dovrebbe raddoppiare!)”.
“Nello stesso Def che inserisce la SS 106 fra le opere prioritarie, il Governo annuncia la riforma della legge Obiettivo e dice basta all’epopea (cara al sistema-Incalza) delle deroghe al codice appalti, dei contraenti generali che controllano sé stessi, dei direttori dei lavori nominati per favori fra amici. È difficile pensare che il neo-ministro Del Rio smentisca subito l’avvio del nuovo corso, approvando i progetti giacenti alla vecchia maniera, per lo più senza tener conto degli esposti inviati da chi parla di un tracciato scelto inopportuno e sbagliato, non solo per violazione di vincoli ma anche per spreco di denaro e patrimonio pubblico. Rottamare il tratto dell’attuale E90, per costruire 4 nuove corsie, è la scelta deleteria di questo progetto, per realizzare il quale basterebbe raddoppiare dov’è possibile, risparmiando risorse preziose e consentendo di avviare i tratti più a sud. È l’ostinazione ad arroccarsi a un progetto sbagliato la vera causa dei ritardi!! Un anno trascorso a integrare il progetto sbagliato, poteva essere meglio utilizzato nel modificarlo razionalmente, facendosi bastare i soldi. Sarebbe stato approvato nel 2014 e oggi i mezzi e gli operai di Gentile sarebbero già all’opera! Sembrerebbe ora più probabile che, prima di portarlo al Cipe, il progetto venga esaminato a fondo, specialmente appena dopo che recenti crolli di viadotti e rilevati, attestano la qualità dei lavori commissionati da Anas, e tenendo conto che l’avvio della pratica al Cipe da parte del Ministero Infrastrutture di Lupi citato da Gentile in data 13/2/2015, è uno degli argomenti contenuti nelle intercettazioni all’attenzione della Procura di Firenze.L’appello al Cipe dei capigruppo regionali capitanati da Gentile sembra quindi uno dei soliti siparietti per dimostrare che loro sì sono favorevoli all’immediata partenza dei lavori, ma la colpa dei ritardi è di altri.Dimenticando, o tacendolo agli elettori e all’opinione pubblica, che i soldi per il Megalotto 3 c’erano tutti, assegnati dalle delibere Cipe 103/2007 e 30/2008 dopo l’approvazione del progetto preliminare. Poi una cospicua parte –quella che manca oggi- è stata “requisita” dal Governo Berlusconi in accordo con la Regione Calabria, quando l’assessore ai Lavori pubblici era proprio Gentile!’’.
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