Giuseppe Pascuzzi - sindaco di Soveria MannelliSoveria Mannelli - Il Comune di Soveria è partner di “Aniti-impresa sociale” nel progetto “Risorgimenti.Lab”, sostenuto dal Miur nell’ambito dell’avviso pubblico “Smart cities and communities and social innovation". Il progetto ha prodotto la piattaforma raggiungibile all’indirizzo “www.risorgimentilab.it” che, tra le altre cose, mette a disposizione gratuitamente un innovativo ambiente di coworking ed offre la possibilità di attivare azioni di innovazione sociale. “Si tratta di un modello di sviluppo locale dal basso – dichiarano il sindaco, Giuseppe Pascuzzi, ed il vice sindaco, Martino Filippo Garofalo - che fa leva sull’inclusione sociale, sulla cittadinanza attiva e la democrazia partecipativa, sulla sostenibilità ambientale, sulla scuola, sulla cultura e la creatività e sull’economia sociale. Come amministrazione comunale abbiamo deciso di aderire perché condividiamo i principi che muovono tale iniziativa tra cui quelli di attivare l’orgoglio locale, favorire la proattività dei cittadini, rafforzare le reti di collaborazione lunghe e corte”.
Martino Filippo Garofalo-vice sindaco Soveria Mannelli“Si tratta di un esempio virtuoso - aggiunge Pascuzzi - , di un progetto di innovazione sociale messo in campo da parte di giovani di età inferiore a 30 anni residenti nella regione Calabria”. “L’iniziativa - aggiunge il sindaco - si innesta nel più ampio spettro di azioni amministrative volte ad intercettare fondi a beneficio della comunità per compensare la situazione di grave disavanzo economico in cui versa l’Ente. Abbiamo messo in campo progetti a valersi su fondi comunitari, regionali e ministeriali che si innestano uno con l’altro per integrarsi e completarsi, in un’ottica di programmazione e pianificazione degli investimenti mirata sul sociale e sulla riqualificazione e recupero del patrimonio immobiliare pubblico abbandonato o inutilizzato, puntando sui giovani e cercando di creare in questo modo opportunità di lavoro per quelli più meritevoli. In buona sostanza – conclude Pascuzzi -, abbiamo deciso di non spendere i soldi pubblici per opere fine a se stesse, come fontane, piazze o monumenti, dei quali non si avverte la necessità, ma in infrastrutture attrezzate per essere usate dai giovani per iniziative di auto imprenditorialità”.
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